Serie A, concluso l’incontro tra medici e FIGC: tre punti non convincono

Serie A, concluso l’incontro tra medici e FIGC: tre punti non convincono

Si è concluso il vertice tra la FIGC, la Lega di Serie A ed i medici concernente il protocollo per la ripresa degli allenamenti e del campionato. Sport Mediaset riporta la dura posizione dei medici e delle società di Serie A che hanno comunicato alla FIGC l’inapplicabilità del protocollo, ed hanno ufficialmente richiesto che vengano rivisti e ridiscusse tre punti: le modalità del ritiro, la responsabilità primaria dei medici sociali ed infine la quarantena dell’intera squadra a seguito della conferma di positività per un calciatore della rosa. Quest’ultimo punto ricordiamo che in Germania è stato aggirato validando l’isolamento solo per il calciatore contagiato, altrimenti si andrebbe inevitabilmente incontro ad un altro stop, con le squadre che non potrebbero scendere in campo per due settimane. Per quanto concerne le modalità del ritiro, non tutte le squadre possono vantare delle strutture adatte a consentire lo svolgimento di un ritiro precampionato a porte chiuse. A questo punto il presidente della FIGC Gravina contatterà il Ministro dello Sport Spadafora, che ieri era parso forse troppo ottimista circa la ripresa del campionato; il percorso si riempe nuovamente di ostacoli a soli tre giorni dalla ripresa degli allenamenti collettivi, non sarà stato fatto tutto con un filino di ritardo?

 

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Premier League, medici dei club contrari alla ripresa

Premier League: I medici dei 20 club scrivono una lettera ai vertici del campionato

I medici della Premier League scrivono una lettera aperte ai vertici del calcio. Secondo quanto riporta The Athletic, i responsabili degli staff sanitari dei 20 club avrebbero inviato una email a Mark Gillet e a Richard Garlick comunicando tutte le loro perplessità e manifestando paura per la possibile ripresa del campionato e il proseguo della stagione. Nel documento ci sono circa 100 domande su cui le squadre vorrebbero chiarezza e trasparenza, tra le quali quesiti circa le assicurazioni e i test per per i giocatori  le loro famiglie. La situazione sembra sempre più complicata.

Le perplessità degli esperti non lasciano certo sorpresi, avendo l’Inghilterra dei numeri molto simili all’Italia in termini di contagiati totali (201mila) e morti (30mila) per Coronavirus, con la differenza che nel nostro Paese di ricominciare il campionato prima di un mese ancora non se ne parla (anzi, dev’essere ancora approvato il protocollo per la ripresa degli allenamenti di gruppo attraverso il meeting di oggi tra Comitato tecnico-scientifico e Federcalcio). Tuttavia la gran quantità di denaro mossa dalla Premier League, di gran lunga superiore rispetto alla Serie A, non può che influenzare i vertici dei 20 club, tutti concordi sul fatto che si debba ricominciare a giocare appena possibile. Con la differenza che lì le squadre (o meglio la squadra) coinvolte nella lotta al titolo non fanno appelli giornalieri alla ripresa immediata mascherandosi da paladini dell’interesse generale.

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Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno

Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno.

Appare ormai chiaro che l’intento della Lega di Serie A sia quello di provare in tutti i modi a concludere il campionato nella maniera più regolare possibile, cercando di evitare le soluzioni alternative, che comunque non possono essere accantonate, poiché potranno rivelarsi indispensabili nel caso in cui l’emergenza Coronavirus continui fino alle porte dell’estate. L’idea di giocare tra maggio-giugno-luglio presenterà comunque delle complicanze gestionali, tra queste spicca quella dei contratti in scadenza: alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno. Questo problema andrà a coinvolgere buona parte dei prestiti di cartellini (solitamente sono di una stagione), tra i nomi più altisonanti: Ibrahimovic, Nainggolan, Smalling; tra i rossoneri anche Kjaer è in prestito fino al 30 giugno. Poi ci sarebbero i rientri, come quelli di Icardi e Perisic in casa Inter, sempre che non vengano riscattati. Ci sono anche dei grandi giocatori a cui scade il contratto il 30 giugno, come Buffon e Chiellini nella Juventus o Mertens nel Napoli. La situazione come si evince è bella intricata, vedremo nelle prossime settimane come agirà la Lega di Serie A, sempre con la speranza che quest’incubo finisca il prima possibile.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?