Juventus-Barcellona, qualità e quantità a centrocampo: Marchisio più continuo di Rakitic

Ormai manca poco a Juventus-Barcellona e dopo aver analizzato il reparto arretrato con le sfide Bonucci-Piqué e Alex Sandro-Jordi Alba, oggi passiamo alla mediana confrontando le prestazioni offerte sinora in Champions League di Claudio Marchisio e Ivan Rakitic.

claudio-marchisioIl centrocampista della Juve ha collezionato 5 presenze in questa edizione di Champions, segnando 1 rete e fornendo 1 assist. Il croato blaugrana, invece, nonostante le 7 partite giocate, non ha ne trovato la via del goal ne realizzato passaggi vincenti per i compagni, confermando di come non stia vivendo una stagione positiva. Rakitic è in vantaggio sul numero totale dei contrasti (66 a 37) ma Marchisio ha una maggiore percentuale di riuscita sia sui duelli (49% a 42%) che nei contrasti aerei (50% a 38%), che spesso sono stati un suo punto debole. Quello che stupisce maggiormente, però, è il numero dei passaggi effettuati: 327 dall’italiano contro i “soli” 254 del croato del Barcellona, nonostante il gioco “avvolgente” della squadra di Luis Enrique.

ivan-rakNella precisione di essi ambedue sono sopra all’87%, confermando dunque la grande qualità dei due calciatori. L’italiano tocca 98 palloni ogni 90 minuti giocati, il croato 66. Rakitic commette più falli di Marchisio (10 a 9) ed ha collezionato ben 4 ammonizioni, contro 1 del mediano italiano, e per questo motivo dovrà stare molto attento visto che si presenterà allo Stadium da diffidato. 9 a 6 i falli subiti in favore del calciatore del Barcellona.

In conclusione Marchisio ha disputato una stagione europea decisamente migliore di Rakitic, e non sono solo i numeri a dircelo, ma attenzione perché il fenomeno croato, nelle partite che contano, sa tirare fuori il meglio di se (come nella finale del 2015 proprio contro i bianconeri).




Juventus-Barcellona, sfida tra frecce mancine: Alex Sandro meglio di Jordi Alba

Continuano i nostri “duelli” in vista di Juventus-Barcellona. Dopo il confronto tra Bonucci e Piqué, ora è il turno dei due terzini mancini: Alex Sandro e Jordi Alba.

alex-sandro-juventus-dicembre-2016Il laterale bianconero ha collezionato 6 presenze in questa edizione di Champions senza segnare reti ma fornendo un assist; quello blaugrana ha fatto addirittura peggio, scendendo in campo in 5 occasioni senza trovare mai il goal e nemmeno realizzando passaggi vincenti per i compagni. Alex Sandro è in vantaggio nella percentuale dei contrasti riusciti, avendone vinti 34 su 55 (62%) contro i 17 su 31 di Jordi Alba (55%). Schiacciante la vittoria del brasiliano anche sui contrasti aerei (44% a 0%), che ci fanno capire di come il terzino spagnolo “eviti” di duellare di testa con i propri avversari, visto anche il suo metro e 70 di altezza che “non aiuta” in queste circostanze.

jordi-alba-barcelona-1920x1080Il difensore del Barcellona è in vantaggio, come da copione, nel numero di passaggi effettuati (323 a 259) e nella percentuale di riuscita (91% a 85%), grazie soprattutto al tipo di gioco che impone il club blaugrana, fondato sul possesso palla ravvicinato e continuo. Proprio questo modo di giocare penalizza però lo spagnolo sia nel numero dei cross, 30 a 3 in favore di Alex Sandro, che nel numero dei dribbling effettuati, 12 a 4. Jordi Alba commette meno falli “collega”, 4 contro 6, ma ha all’attivo un’ammonizione contro nessuna del bianconero. Il brasiliano, anche in fase offensiva, si fa sentire maggiormente rispetto allo spagnolo come possono confermare i 7 falli subiti a 1.

In conclusione Jordi Alba è uno dei migliori terzini mancini del mondo che però, in questa stagione, non sta vivendo sicuramente la sua miglior stagione. Dall’alta parte, Alex Sandro, sta sfruttando in maniera superba la sua fisicità e la sua velocità per mettere in continua apprensione le difese avversarie, rivelandosi spesso la spina del fianco delle varie avversarie della Juventus.




Juventus-Barcellona, leader difensivi a confronto: Bonucci e Piqué si equivalgono

In vista dell’andata dei quarti di finale di Champions League che vedrà sfidarsi la Juventus e il Barcellona, inizia la nostra 3 giorni di duelli tra i vari protagonisti del match di martedì sera (ore 20.45 allo Stadium). Cominciamo dalla difesa e dal duello tra due degli uomini più carismatici di questa sfida: Leonardo Bonucci e Gerard Piqué.

BonucciEntrambi i calciatori hanno collezionato 6 presenze in questa edizione di Champions, e hanno ambedue una rete all’attivo. Il difensore italiano ha una miglior percentuale nei contrasti vinti (58% a 50%), anche se lo spagnolo ne ha effettuati di più (38 a 31); quest’ultimo supera il bianconero però nella riuscita dei duelli aerei (44% a 33%). Bonucci conferma di essere il vero e proprio regista, seppur arretrato, della Juventus come confermano i ben 520 passaggi (circa 86 di media a partita), contro i 448 di Piqué. L’italiano si attesta all’87% di precisione mentre il calciatore blaugrana supera addirittura il 90% (92 per l’esattezza).

FBL-EUR-C1-BARCELONA-MANCHESTERBonucci commette meno falli di Piqué, 3 contro 4, e ha ricevuto meno cartellini gialli, appena 1 contro i 2 dello spagnolo. Entrambi hanno una percentuale superiore al 60% sulle scivolate riuscite, segno di come la scelta di tempo sia una delle migliori doti di ambedue (6 su 10 per il bianconero, 5 su 8 per il blaugrana). 10 a 8 le intercettazioni in favore dell’italiano che spesso “rischia” l’anticipo puntando molto sulla velocità nel breve e riuscendo il più delle volte ad avere la meglio sul diretto rivale.

In conclusione Bonucci e Piqué, almeno in questa edizione di Champions League, possono essere messi sullo stesso livello e, ad oggi, rappresentano il “top di gamma” nella categoria “difensori centrali” in tutta Europa e nel mondo. Superarli sarà davvero un’impresa, anche se Piqué dovrà far attenzione essendo diffidato…




ChampionsLeague – Juventus, Marchisio: “Nessuna rivincita”

La Juventus incontrerà il Barcellona nei quarti di finale di Champions League. In merito a ciò si è espresso Claudio Marchisio, centrocampista bianconero: “Sarà completamente diverso rispetto alla finale persa, non sarà nemmeno una rivincita. Tutte le squadre sono forti, noi incontreremo una Barça in grado di recuperare un risultato incredibile. Sarà bello confrontarsi con loro“.

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Juventus, anche il Leicester fa paura

Quali millecinquecento chilometri separano Torino da Cardiff affidandosi a Google Maps. Ma, a ben vedere, non sono tanto i chilometri da percorrere a spaventare la Juventus, quanto le insidie che il sorteggio dei quarti di finale di Champions League nasconde. Perchè per arrivare nella capitale gallese sarà necessario vincere altre quattro partite, per evitare di essere invitati solo come spettatori il 3 giugno, data della finale dell’ambito trofeo. Proviamo a scoprire insieme quale strada potrebbe attendere i ragazzi di Massimiliano Allegri analizzando le pretendenti al Trono  ̶d̶i̶ ̶S̶p̶a̶d̶e̶ d’Europa.

È vero, in molti pensano che, una volta arrivati a questo punto, il valore delle squadre da affrontare sia sostanzialmente uguale. Sono però frasi figlie di una retorica spicciola: tutti sanno che affrontare il Barcellona o il Borussia Dortmund non è esattamente la stessa cosa. Quando Buffon dice di voler evitare il Leicester non è però impazzito di colpo, a prescindere dal valore che l’avversario ha dimostrato arrivando tra le prime otto d’Europa. La sua è una dichiarazione furba, in quanto sottolinea come la Juventus non abbia paura di nessun avversario e non debba dunque sperare in un sorteggio favorevole per passare il turno. Inoltre incontrare le Foxes significherebbe attribuire un ruolo da assoluta favorita alla compagine bianconera, che già durante questo turno ha dimostrato di essere vittima di qualche calo di concentrazione di troppo. Davide contro Golia, ma il Leicester di Golia ne ha già fatti fuori tanti durante la storica scorsa stagione.

Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Sono loro ad essersi divise il trofeo nelle ultime quattro edizioni e la loro supremazia tecnica (ed economica) non sembra avere fine. Il Real Madrid si è sbarazzato con un doppio tre a uno del Napoli ed ha mostrato forse un gioco meno spettacolare ma molto efficace sin dall’arrivo di Zinedine Zidane in panchina. Se le cose si mettono male, poi, ci pensa bomber Sergio Ramos a sistemare tutto. Con il rientro a pieno ritmo di Gareth Bale l’originale BBC sarà un grosso problema per tutti gli avversari, anche se Cristiano Ronaldo non sta vivendo la sua migliore annata a livello personale (“solo” 21 reti tra campionato e Champions League). Il doppio confronto contro il Napoli ha però mostrato qualche insicurezza in fase difensiva, considerando che in entrambi i match i Blancos sono riusciti a rimontare l’iniziale svantaggio. La Juventus ha la capacità di difendere la propria porta anche abbassando molto il baricentro: si tratterebbe, in ogni caso, di uno scontro molto equilibrato. E che ha visto i bianconeri uscire vincitori nel recente passato.

Chi invece non sembra essere vulnerabile è il Bayern Monaco. Per il club bavarese liberarsi dell’Arsenal negli ottavi di finale è stata solo una formalità (al netto dei gravi errori del club londinese). Cambia la guida tecnica ma non cambia la sostanza: il Bayern di Ancelotti rimane una vera e propria corazzata ed il tecnico italiano vuole riuscire dove Guardiola ha fallito. Lo scorso anno la sfida tra i bavaresi è la Juventus è stata tra le più equilibrate, con i bianconeri costretti ad arrendersi solo ai supplementari dopo aver accarezzato fino al novantesimo il sogno qualificazione.Il 4-2-3-1 adottato da Ancelotti prevede una diga centrale di quantità e qualità composta da Vidal e Xabi Alonso, mentre tra le linee agisce la fantasia di Thiago Alcantara. Robben e Douglas Costa rappresentano un incubo per i terzini avversari, pronti a servire l’unica punta Lewandowski. Difficile trovare un punto debole nell’undici titolare.

La morte sportiva del Barcellona sembrava essere ormai certa dopo il quattro a zero subito in casa del Paris Saint Germain. La fine dell’era Luis Enrique (che ha comunque già annunciato l’addio a fine stagione), un Messi ritenuto un giocatore normale, il centrocampo umiliato dai colleghi parigini. In sostanza, l’epilogo della squadra di alieni con il tridente più forte della storia. Tutto rimangiato nell’arco di circa 10 minuti. Giusto il tempo che è servito a compiere la rimonta più incredibile della storia della Champions League. Se neanche un vantaggio di quattro reti (cinque, se consideriamo il gol di Cavani al Camp Nou) può lasciarti tranquillo, non sembrerebbe esserci via d’uscita per la Juventus in un eventuale quarto di finale contro il club catalano. Le speranze si infransero sul muro blaugrana anche due anni fa in finale.

Un gradino sotto le super favorite troviamo l’Atletico Madrid. La squadra del Cholo Simeone, finalista lo scorso anno, può mettere in difficoltà chiunque grazie alla qualità del suo gioco difensivo, pensato per distruggere la manovra avversaria. La versione 2016/2017 non sembra essere all’altezza di quelle delle stagioni passate, come testimoniato dal quarto posto in Liga a dieci punti di distanza dalla capolista Real Madrid. Mai dare per spacciati i Colchoneros ed il loro condottiero.

Borussia Dortmund e Monaco non sono al livello delle big d’Europa (compresa forse la Juventus) ma, come dimostrato dai monegaschi nella sfida contro il Manchester City di Guardiola, dispongono di diverse armi per spaventare le più quotate avversarie. A partire dai loro tecnici. Tuchel ha cambiato il Borussia Dortmund nell’era post-Klopp, passando dal famoso gegenpressing ad un gioco di posizione che punta al controllo del centro del campo. Jardim ha vinto la sfida tattica con l’illustre collega spagnolo puntando tutto sul pressing alto per trovare scoperta la retroguardia dei Citizens e, contemporaneamente, non permettere una facile risalita del campo agli avversari. Il 4-2-2-2 ideato dal tecnico portoghese permette ai terzini di spingersi molto spesso al cross grazie al movimento dei due esterni verso il centro del campo. Il pericolo numero uno si chiama Mbappè e, a 18 anni, ha già mostrato il proprio valore in ambito internazionale. Il punto debole è la fase difensiva (a differenza del Monaco incontrato dai bianconeri proprio nei quarti di finale due anni fa), anche a difesa schierata.

Parliamo infine del Leicester, la Cenerentola dei quarti di finale. Al ruolo di outsider gli uomini di Shakespeare si sono ormai abituati e non hanno alcuna intenzione di smettere di stupire grazie alle loro ripartenze fulminee. Dopo l’esonero di Claudio Ranieri si è rivista la squadra capace di laurearsi Campione d’Inghilterra: le Foxes sono la dimostrazione di come non esistano avversari facili, arrivati a questo punto. Almeno sulla carta.

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Juventus, Bonucci sul sorteggio: “Vorrei evitare il Bayern. Uno stimolo rifarci con il Barcellona”

Leonardo Bonucci, difensore della Juventus, ha rilasciato delle dichiarazioni in vista del sorteggio dei quarti di finale della Champions League, dopo aver passato gli ottavi sconfiggendo il Porto: “Ora siamo tra le migliori otto d’Europa e sta a noi andare il più in alto possibile. Mi entusiasma pensare di incontrare il Barcellona che ha fatto una grande rimonta ed ha passato il turno, per noi sarebbe un grande stimolo affrontare la squadra che ci ha sconfitto due anni fa in finale, vogliamo rifarci. Vorrei evitare il Bayern che è una squadra forte e completa e che con Ancelotti ha trovato un altro modo di interpretare il calcio, ma sempre vincente come lo era negli anni passati nella gestione di Guardiola”.

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ChampionsLeague – PSG, remuntada indigesta: presentato esposto contro l’arbitraggio

Non si placano le polemiche a seguito della clamorosa remuntada che ha permesso al Barcellona di eliminare il PSG e di qualificarsi ai quarti di Champions League. Le Parisien rivela infatti che il club francese avrebbe inoltrato all’UEFA una lettera-denuncia sui presunti torti subìti dal direttore di gara, il turco Deniz Aytekin. “Una serie di errori che hanno danneggiato il club, rilevati grazie alla consulenza di importanti ex-arbitri“, così recita il quotidiano transalpino. Difficile tuttavia prevedere le possibili conseguenze di questo gesto, dettato forse più da frustrazione per la pesante batosta (1-6) che dalla speranza di porvi rimedio. Già ieri l’UEFA smentiva le voci secondo cui sarebbero stati presi provvedimenti contro l’arbitro della partita.




ChampionsLeague – Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Dybala (LIVE)

Alle 19.30 Massimiliano Allegri e Paulo Dybala interverranno in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Porto. Seguite LIVE le parole del tecnico e dell’attaccante della Juventus. Per aggiornare la diretta basta premere F5!

Comincia l’attaccante argentino:

Sul gruppo:

“Il gruppo sta bene, viene da una vittoria all’ultimo minuto contro il Milan e ora siamo pronti per il Porto. Ci ricordiamo della loro vittoria contro la Roma e per questo dovremo stare molto attenti. Nella gara d’andata è stata decisiva l’espulsione, perché 11 contro 11 abbiamo fatto fatica e quindi non sarà facile la partita di domani”.

Sui tifosi:

“Per noi sicuramente è più facile giocare in casa, ovviamente il nostro pubblico ci aiuta e lo dimostrano le 31 vittorie consecutive allo Juventus Stadium”.

Sul campionato e sulla Champions:

“Non dividiamo le partite tra campionato, Coppa Italia e Champions, sicuramente la partita contro il Milan ci dà grande fiducia. Abbiamo vinto all’ultimo, ma meritavamo i tre punti e avremmo dovuto vincere prima, abbiamo giocato una buona partita ma l’entusiasmo nel post partita è stato spettacolare”.

Su un eventuale goal del Porto:

“Sarebbe meglio non subire gol, abbiamo una difesa molto forte e quando non abbiamo la palla difendiamo in undici, faremo di tutto per non subire gol. Qualora dovessimo subirne uno dovremo continuare a giocare regolarmente, senza pensare a nulla e rimettere subito la palla in gioco”.

Sulla possibilità di vincere la Champions:

“Sicuramente per l’età che ho e per il fatto che sono qui solo da due anni sarebbe fantastico vincere questo trofeo, mi piacerebbe essere più incisivo o più decisivo in Champions, così come lo sono in Serie A. L’importante per me però è arrivare in fondo in Champions”.

Sul rigore contro il Milan:

“Forse è stato il pallone più pesante della mia carriera, sia per il momento della partita che per i trascorsi. Ho dovuto aspettare quattro minuti per calciare, è stato un momento fantastico quando ho visto il pallone in rete”.

Sulla remuntada del Barcellona:

“Quello che ha fatto il Barcellona deve far capire che quando si ha la volontà tutto è possibile, chiaro che per fare un’impresa del genere hai bisogno di grandi giocatori come li ha il Barcellona”.

Sulle favorite della Champions:

“Se passiamo il turno abbiamo le stesse possibilità di Bayern, Real e Barcellona, così come le avevamo a inizio stagione. Siamo anche avanti in classifica, ma la cosa più importante è passare il turno”.

Sul tuo ruolo:

“In Argentina facevo la prima punta, così come la facevo a Palermo. Da quando sono arrivato il mister ha arretrato la mia posizione, ma io sono felice. Con questo sistema magari abbiamo meno spazio ma siamo di più in fase offensiva, abbiamo dimostrato di poter creare tante occasioni come fatto con il Milan. Mi piace questa posizione, ho la possibilità di giocare più palloni”.

Sulle parole di Gattuso:

“Non so perché ha detto che non vede la luce nei miei occhi, lui mi conosce perché mi ha allenato ma non so perché ha detto questo. Non ci siamo sentiti nei giorni precedenti, io sono molto felice e  dovete chiederlo a lui”.

Ora la parole al tecnico bianconero:

Sui rischi del match di domani:

“I rischi sono tanti perché si tratta di una partita di calcio e non c’è mai nulla di scontato. Il Porto domani giocherà una grande partita, come fatto con la Roma e dovremo essere bravi a indirizzarla nel modo giusto. Dovremo pensare alla partita secca, cercando la vittoria”.

Su Marchisio:

“Domani gioca Marchisio, vi dò il titolo. Per i centrali vedremo, la cosa importante sarà gestire le forze per queste due partite che ci aspettano. Ho due dubbi, uno sul difensore centrale per capire le condizioni di Chiellini e l’altro sul terzino destro”.

Sul calcio italiano:

“In questo momento il nostro calcio deve cambiare direzione. Lasciando stare lo spogliatoio, quello successo venerdì è l’ultimo di tanti episodi accaduti in Italia. Si passa un brutto messaggio, rispettare le regole e avere l’educazione da trasmettere ai bambini che vedono le partite in televisione, bisogna cambiare la cultura e saper accettare vittorie e sconfitte. In Italia si promettono cose e poi se ne fanno altre. Se vogliamo essere costruttivi bisogna cercare di essere più bravi nel fare cose per il futuro. Venerdì è stata una bella partita, una ha meritato la vittoria e l’altra sta facendo un ottimo campionato, le polemiche non devono intaccare ciò che sta facendo la squadra. Un gruppo che vince 23 partite su 28 non è attaccabile”.

Sulla Champions:

“I fuochi d’artificio vanno presi in finale, domani non contano. Domani serve il passaggio del turno, facendo una partita seria, per prepararsi al meglio per la sfida con la Sampdoria”.

Sulla vigilia del match:

“Si vive come una partita importante, con una bella atmosfera e un obiettivo importante come i quarti di finale di Champions”.

Sulla strategia del Porto:

“Mi aspetto una squadra che sa ciò che vuole, cercheranno di tenere aperto il discorso qualificazione il più possibile. Basti vedere la partita con la Roma, dove la partita è stata equilibrata fino all’espulsione di De Rossi. Dobbiamo sapere che servirà una partita importante e seria per passare il turno”.

Sulle sedute video:

“Ne abbiamo fatte fin troppe oggi, abbiamo visto tanti video. Non è servito vedere il Barcellona, abbiamo visto Roma-Porto per capire come giocheranno”.

Su chi giocherà a centrocampo:

“Giocheremo con il centrocampo a due, al fianco di Marchisio deciderò se far giocare Khedira o Pjanic”.

Sulla vittoria della Champions:

“Dobbiamo avere la consapevolezza di poter vincere la Champions, poi bisogna vedere come si svilupperà la competizione. Il Barcellona era fuori, ora è la favorita. Ci sono il Real, il Bayern che ora è in un grande momento di forma, l’Atletico darà battaglia e se il City passerà il turno sarà in corsa”.

Sull’automulta:

“Ho fatto due donazioni, una all’ospedale pediatrico Regina Margherita e un’altra alla fondazione Sermigh”.

Sulle polemiche:

“Noi non siamo mai caduti nella trappola della polemica, si tratta di energie buttate, siamo in un momento importante della stagione e bisogna solo pensare a fare dei punti. La Roma può arrivare a 92, il Napoli a 90, non ci dobbiamo far attrarre da queste chiacchiere. Fascia destra? Sceglierò in base alle caratteristiche del Porto”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

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Milan, Sosa ci crede: “Champions? Bisogna sempre pensare al massimo”

Josè Sosa sembra proprio credere nella Champions League per il suo Milan e lo fa attraverso alcune dichiarazioni: “Penso che sia sempre giusto pensare al massimo che si può fare, poi se si arriva bene. Adesso noi sappiamo che dobbiamo migliorare tantissimo e pensare che ogni partita è importantissima da qua alla fine. Non importa contro chi. Il ruolo è importante, ma in questo sistema bisogna tenere sott’occhio anche le altre posizioni importanti per la squadra. Ogni partita cerco di migliorare. I contrasti e le palle recuperate sono migliorati come dati rispetto all’inizio. Ruolo che ringiovanisce? Vediamo. Ora mi sento bene a 31 anni però la carriera del calciatore non è lunghissima. Soprannome a Paletta? Lo chiamiamo “El Nonno” e lui si arrabbia. Ocampos? Stiamo cercando il soprannome giusto per lui. Quando arriva un calciatore nuovo cerchiamo il soprannome”.

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ESCLUSIVA RG24 – Pavanello: “Abodi meritava la presidenza” (AUDIO)

Massimo Pavanello, noto procuratore, è intervenuto ai microfoni di Rassegna Stanca nell’ormai solito intervento del martedì. Insieme a lui sono stati analizzati i seguenti argomenti: le possibili imprese di Napoli e Barcellona in Champions League, la rielezione di Tavecchio, la successione di Zamparini, il futuro di Belotti e le partite più importanti del prossimo week-end.

Ascolta “#RassegnaStanca – Pavanello: ”Il Napoli ci deve credere e Abodi meritava di più”” su Spreaker.