Juventus-Monaco, 5 grandi ex che hanno indossato entrambe le maglie!

Il futuro della Juventus in questa Champions League è stato decretato: sarà il Monaco l’avversario dei bianconeri nella semifinale valida per la competizione per club più importante al mondo. La sfida sarà sicuramente avvincente, visto che i francesi sono probabilmente una delle sorprese più belle di quest’anno, capaci di seguire i dettami di quel genio di Jardim e rivelarsi una delle squadre con la miglior fase offensiva del vecchio continente, capace di coinvolgere in modo molto arioso sia il centro che le fasce. Juventus e Monaco non sono però solo delle bellissime realtà del presente, ma anche due storici club del passato, capaci di produrre e sfornare grandissimi giocatori che hanno solcato i migliori campi del mondo. Ecco perché non è stato difficile trovare 5 grandi giocatori che hanno indossato entrambe le maglie, sopratutto perché i bianconeri nel corso della loro storia hanno sempre avuto una grande tradizioni di calciatori francesi nelle proprie fila. Andiamo a scoprirli:

David Trezeguet

TrezeguetIl calciatore francese è sicuramente una delle più grandi stelle della storia recente juventina: passata l’infanzia fra Francia e Argentina, l’attaccante entra nel mondo dei professionisti passando proprio dal Monaco, con cui disputa 2 stagioni nelle giovanili (1995-1997) per poi entrare in pianta stabile nella prima squadra, con cui esplode definitivamente mettendo a segno 52 gol in 93 presenze. Il suo grande talento convince la Juventus ad acquistarlo nell’estate del 2000 per una somma di 45 miliardi di lire, cifra che David dimostrerà di valere tutta, visti i 138 gol in 245 presenze. Oltre ai numeri, il francese ha dimostrato sempre grande attaccamento alla causa bianconera, non solo per i 10 anni di militanza, ma sopratutto per la decisioni di restare a Torino anche nella stagione post-calciopoli, quando lui ed i suoi compagni furono retrocessi in Serie B. Questo ha creato un profondo legame fra lui e i tifosi a tal punto che, finita la carriera, ha deciso di diventare ambasciatore nel mondo per la Juventus.

Thierry Henry

Thierry Henry of JuventusLa storia di Henry sembra, da un certo punto di vista, molto simile a quella di Trezeguet, ma si sviluppa in maniera completamente differente. Cresciuto anche lui nelle giovanili del Monaco, esordisce fra i professionisti proprio nella seconda squadra del club francese, sebbene non passa nemmeno un anno dal suo esordio che subito viene integrato in prima squadra, esattamente nel 1994. Qui troverà una figura che sarà fondamentale per la sua carriera, ovvero quell’Arsene Wengere che diventerà suo manager nei tempi del grande Arsenal. Con la squadra francese Henry mette a segno in 5 anni 20 gol in 105 presenze, meritando la chiamata di un grande club come la Juventus nel 1999 per una cifra vicina ai 12 milioni di euro. Tuttavia con la squadra bianconera il talento francese non riesce ad esprimersi al suo meglio (a causa anche della posizione in campo non sua, quella del laterale di centrocampo) e totalizza solo 3 gol in 16 presenze. All’inizio della stagione successiva, nonostante il ritorno di Del Piero dall’infortunio, Henry sembra destinato a rimanere in bianconero, visto comunque l’ottimo talento mostrato in alcuni match come quello contro la Lazio. Tuttavia alcuni contrasti con Moggi favoriscono la sua cessione all’Arsenal per 10 milioni di sterline: è proprio ai Gunners che la leggenda di Henry ha inizio.

Patrice Evra

patriceevra-cropped_1x1d2rovcuy8p1wwdjsd728m39Storia diversa quella di Evra, invece. Anche lui è francese ma, dopo aver militato nelle giovanili del PSG, passa i suoi primi anni da giocatore proprio in Italia, giocando con le maglie di Marsala e Monza. Nel nostro paese non riesce ad imporsi ma per sua fortuna in Francia viene chiamato dal Nizza con cui gioca inizialmente nella squadra riserve. Nella stagione successiva, 2001-2002, viene integrato in prima squadra e proprio in quest’annata viene impiegato per la prima volta come terzino sinistro (la sua posizione era quella di ala) visti i tanti infortuni in quel ruolo. Grazie proprio ad una sua rete con il Lavallois, il Nizza riesce a conquistare la promozione in Ligue 1 ed Evra viene chiamato dal Monaco. Con la squadra del principato riesce ad imporsi nel grande calcio, grazie a 4 grandi stagioni con 7 gol in 120 presenze. Proprio per questo nel 2006 viene chiamato da Ferguson per giocare nel grande Manchester United, squadra con cui vincerà ogni titolo possibile sia in Inghilterra che in Europa. All’età di 33, con il rapporto ormai in crisi fra lui e i Red Devils, Evra decide di ritornare in Italia, proprio con la maglia della Juventus. Con i bianconeri disputa una grande prima stagione, che si concluderà con i 2 titoli nazionali più una finale di Champions League, persa con il Barcellona. L’acquisto di Alex Sandro da parte dei bianconeri due anni dopo diminuisce sensibilmente il minutaggio del francese che, nel mercato di gennaio, decide di trasferirsi al Marsiglia.

Morgan De Sanctis

de sanctisL’unico non francese (ed italiano) in lista è quello di Morgan De Sanctis, portiere che, dopo aver giocato nelle giovanili ed esordito con il Pescara, passa alla Juventus a 20 anni per 1.5 miliardi di lire. Tuttavia nella squadra bianconera è solo il terzo portiere, chiuso da Peruzzi e Rampulla, concludendo la sua prima stagione senza nessuna presenza, nonostante lo Scudetto e la finale di Champions League persa della propria squadra. Nella seconda stagione riesce finalmente a debuttare contro la Lazio, ma a fine anno il poco minutaggio lo convince a cambiare maglia, trasferendosi all’Udinese. In Friuli però l’estremo difensore riesce a trovare la sua dimensione, disputando 193 presenze in 8 anni. Le sue buone prestazioni valgono la chiamata di un club importante come il Siviglia, con il quale però disputa solamente 7 presenze. Dopo l’esperienza in Turchia con il Galatasaray, De Sanctis torna in Italia e diventa portiere di Napoli e poi Roma, confermandosi quindi come grande rivale nella lotta scudetto contro la stessa Juventus, squadra ormai dimenticata dal portiere abruzzese. Chiuso ormai dall’arrivo nella capitale di Szczesny, De Sanctis si trasferisce in Francia, proprio con il Monaco, accettando di fare il ruolo del secondo portiere. In questa stagione ha totalizzato 6 presenze, di cui 1 in Champions League.

Liliam Thuram

nuovo.archivio.foto.lilian.thuram.juve.750x450Probabilmente il giocatore che è riuscito a fare meglio, sia nella Juventus che nel Monaco, è Liliam Thuram, considerato uno dei migliori difensori della storia recente del calcio. Cresciuto in Francia proprio nel Monaco, Thuram dimostra in 6 anni un grande talento, con il quale trascina il club del Principato ad una Coppa di Francia. Nell’estate del 1996 si trasferisce in Italia, al Parma, con il quale disputa ben 163 presenze. L’esperienze emiliana fu feconda di trofei, visto che vinse una Coppa italia, una Supercoppa a sopratutto la prestigiosa Coppa Uefa nella stagione 1998-1999. Nel giugno del 2001 viene acquistato per una cifra record dalla Juventus, ben 70 miliardi di lire che, fino all’arrivo di Rio Ferdinand al Manchester United, rappresenterà un record per l’acquisto di un difensore. Con la maglia bianconera riscopre una seconda giovinezza (aveva 28 anni e veniva da un’ultima stagione non buona con il Parma) vincendo 2 scudetti e 2 Supercoppe Italiane. Nel 2006, dopo lo scandalo Calciopoli, viene acquistato insieme al suo compagno di squadra Zambrotta dal Barcellona.

 




ChampionsLeague – Monaco, Jardim: “Juventus favorita per il campionato già chiuso”

Juventus e Monaco entrano già nel vivo della doppia sfida valida per la semifinale di Champions League. Leonardo Jardim, tecnico della semifinalista francese, ha rilasciato alcune dichiarazioni sui futuri avversari: “È una squadra che tutti conoscono bene, molto forte, con tanta esperienza a questi livelli. In difesa poi la Juventus è la squadra più dura d’Europa. Inoltre ha il vantaggio di aver praticamente già vinto il campionato“.

 




ESCLUSIVA RG24 – Torricelli sul sorteggio: “Monaco micidiale in ripartenza ma la Juventus è favorita”

Subito dopo il sorteggio di Nyon, che ha messo di fronte il Monaco alla Juventus, abbiamo intercettato Moreno Torricelli, grande ex difensore bianconero. Ecco le sue parole sulla sfida che attenderà la squadra italiana in Champions League:

Cosa ne pensi di questo sorteggio? Era il migliore o può presentare qualche insidia?

“Le insidie ci sono come in ogni semifinale di Champions. Tra le concorrenti è quella che ha meno storia; delle quattro io avrei evitato l’Atletico Madrid perché è una squadra molto scontrosa. Il Monaco è la scelta migliore per la Juventus dal momento che del Real conosciamo le potenzialità”.

Che tipo di atteggiamento ti aspetti da parte di Allegri?

“Il Monaco è micidiale nelle ripartenze con Mbappé e Falcao; una squadra che di qualità ne ha molte e lo ha dimostrato nell’ultimo turno vincendo entrambe le gare con il Dortmund. La Juventus dovrà stare attenta a non far ripartire in contropiede al Monaco che, nelle ripartenze, hanno la caratteristica migliore. Sarà un’altra grande prova da superare soprattutto per la difesa della Juventus, la migliore d’Europa”.

La Juventus, mentalmente, arriva in maniera diversa rispetto a quando andò in finale con il Barcellona. Ha una maggiore consapevolezza. Vedi questa squadra più simile a quella nella quale tu hai giocato ed alzato la coppa?

“Per mentalità si, è una squadra rocciosa; aver superato l’ostacolo Barcellona senza subire goal ti da molta autostima e grande consapevolezza di poter affrontare tutte le partite con la sicurezza delle grandi squadre e questo è l’aspetto fondamentale. In più hanno otto di vantaggio in campionato e questo è un margine che ti permette di gestire le energie in questo periodo”.

In finale preferiresti il Real Madrid o l’Atletico Madrid?

“Come ho detto prima la squadra che avrei voluto evitare era l’Atletico Madrid perché è una squadra molto rognosa. A questo punto ti dico il Real perché riuscire ad alzare la coppa contro la squadra più forte d’Europa sarebbe tanta roba”.

Secondo te in questo cammino di Champions League chi è il giocatore della Juventus che si è messo più in mostra?

“Uno in particolare non ci sta ma io, essendo stato difensore, ho sempre tifato per i tre della retroguardia bianconera che negli ultimi cinque/sei anni sono stati il fulcro di questa squadra per esperienza, per come sono cresciuti e per come si sono sempre messi in prima persona nei momenti di difficoltà. Credo che la grande forza della Juventus sia nei difensori”.

Ascolta “#SpecialeCL – Moreno Torricelli: ” Il Monaco era la più abbordabile”” su Spreaker.




ChampionsLeague – La Juventus pesca il Monaco: i precedenti

L’urna di Nyon ha “regalato” alla Juventus il Monaco. I bianconeri contano 4 precedenti con i monegaschi in Champions League e il bilancio è in favore del club italiano che ha vinto in 2 occasioni, pareggiato in una e perso “senza dolore” nel Principato.

1. Juventus – Monaco 4-1 Del Piero, Da Costa, Del Piero rig., Del Piero rig., Zidane (andata semifinale 01.04.1998)

La Juventus di Marcello Lippi ospita i monegaschi al Delle Alpi per la semifinale di andata della Champions League 1997/98. La serata si rivelerà magica per i colori bianconeri grazie alla straordinaria prestazione di Alex Del Piero. Pinturicchio sblocca il match nel primo tempo su calcio di punizione infilando il pallone all’incrocio dei pali, con Barthez incolpevole. Il Monaco non molla e pareggia in mischia con Da Costa ma in extremis è ancora Del Piero a riportare la Juve avanti segnando su calcio di rigore dopo un fallo subito da Zidane. Nel secondo tempo è nuovamente il n°10 ad andare in goal, ancora su penalty, prima del definitivo 4-1 siglato da Zidane con un preciso destro da appena dentro l’area.

2. Monaco – Juventus 3-2  Amoruso, autogoal Conte, Henry, Del Piero, Spehar (ritorno semifinale 15.04.1998)

Grazie al 4-1 dell’andata la Juventus affronta un ritorno in discesa e va addirittura in vantaggio grazie al goal Nick Amoruso che di sinistro appoggia da pochi passi il pallone perfetto servitogli da Del Piero dalla sinistra. Il Monaco trova il pareggio sugli sviluppi di una punizione deviata nella propria porta da Conte. Ad inizio ripresa Henry porta avanti i monegaschi con un bel pallonetto che sorprende Peruzzi in uscita bassa. E’ ancora Del Piero, con una strepitosa girata di destro al volo, a impattare il risultato e a spalancare le porte della qualificazione alla Juventus. Nel finale arriva il goal di Spehar che regala alla squadra di Tigana almeno la gioia per la vittoria casalinga.

3. Juventus – Monaco 1-0 Vidal rig. (andata quarti 14.04.2015)

La Juventus ospita il Monaco allo Stadium nell’andata dei quarti di finale di quella che poi diventerà una splendida cavalcata fino alla finale, persa poi contro il Barcellona. Il match viene deciso da un rigore di Arturo Vidal che scatenerà molte polemiche nel post gara visto che le immagini confermeranno che il fallo di Carvalho su Morata era fuori area e che l’arbitro Kralovec aveva dunque visto male. Il cileno è implacabile dagli 11 metri, spiazzando Subasic e regalando una vittoria fondamentale ai suoi in un match davvero duro nel quale la squadra di Jardim aveva sfiorato varie volte il goal.

4. Monaco – Juventus 0-0 (ritorno quarti 22.04.2015)

La Juventus si presenta allo Stade Louis II sicura del passaggio del turno ma il Monaco di Jardim mette seriamente in difficoltà gli uomini di Allegri, con Buffon costretto agli straordinari. Col passare dei minuti, però, la pressione dei monegaschi cala e i bianconeri riescono a controllare il match portandosi a casa un ottimo 0-0 che permette il passaggio alle semifinali.


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ChampionsLeague – Juventus, il Monaco di Mbappé l’ostacolo verso la finale

L’urna di Nyon ha decretato l’avversario della Juventus per la semifinale: sarà ancora il Monaco, come due anni fa, l’ostacolo verso la finale di Champions League. Scopriamo pregi e difetti dei biancorossi.

Jardim utilizza un offensivo 4-4-2, sfruttando la spinta dei suoi esterni. I due terzini, Mendy e Sidibe, aiutano molto le ali Bernando Silva e Lemar in fase di spinta, sovrapponendosi continuamente. Il pacchetto arretrato è completato dalla presenza di due vecchie conoscenze del calcio italiano, l’ex Torino Glik e Andrea Raggi. I due centrali di centrocampo sono Fabinho, invenzione del tecnico portoghese in mezzo al campo, e Joao Moutinho, vero cuore della manovra monegasca. Il rovescio della medaglia nell’utilizzo di giocatori così offensivi sono gli spazi che verranno lasciati agli attaccanti bianconeri, Cuadrado su tutti, che dovranno essere bravi nel rovesciare velocemente l’azione.

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Il vero pericolo per la Juventus però è la coppia d’attacco: l’esperto Falcao e il nuovo fuoriclasse del calcio mondiale Kylian Mbappé. Proprio il francese, da molti etichettato come il nuovo Henry, è stato il trascinatore nelle sfide precedenti, segnando sia nell’andata sia nel ritorno nelle gare contro il Manchester City e il Borussia Dortmund. Tuttavia, in questo caso, i due attaccanti dovranno vedersela contro la difesa della Juventus, già in grado di fermare il fortissimo trio offensivo del Barcellona.

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Sorteggi LIVE: Champions ed Europa League

Siamo in diretta per seguire i sorteggi da Nyon delle semifinali di Champions ed Europa League. Premere F5 per aggiornare

Champions League

La prima semifinale è Real Madrid-Atletico Madrid (la gara di andata si giocherà il 02 maggio , mentre il ritorno il 10 maggio)

La seconda semifinale è Monaco-Juventus (la gara di andata si giocherà il 03 maggio, mentre il ritorno il 09 maggio )

Europa League

La prima semifinale è Ajax-Lione

La seconda semifinale è Celta-United

Le partite di andata si giocheranno il 04 maggio, mentre quelle di ritorno l’11 maggio.




Juventus, Il Buono, il Brutto e il Cattivo nell’urna di Nyon

“Una semifinale meritata, ma è solo una tappa per arrivare a Cardiff”: con queste parole Massimiliano Allegri, nel post partita, ha leggermente smorzato i toni dopo l’impresa dei suoi ragazzi al Camp Nou. Negli occhi dei tifosi rimarrà a lungo il ricordo di una Juventus solida mentalmente e fisicamente, pronta a soffrire in maniera “programmata” per poi ripartire velocemente contro un Barcellona forse non al top, soprattutto a centrocampo, ma sempre pericoloso sull’asse Messi-Neymar-Suarez. L’urna di Nyon, domani, ci dirà chi sarà l’ultimo ostacolo tra la Vecchia Signora e la finale di Champions League: Monaco, Atletico Madrid e Real Madrid le altre pretendenti alla Coppa dalle grandi orecchie. Come in uno spaghetti western di Sergio Leone, tutte e quattro si trovano in uno stallo alla messicana, con le armi puntate l’uno verso l’altro.

Il Buono: Monaco

Manchester City FC v AS Monaco - UEFA Champions League Round of 16: First LegSu quanto possa essere “buono” il Monaco, per informazioni chiedete a Pep Guardiola, costretto ad abbandonare la competizione europea in anticipo rispetto ai programmi proprio a causa dell’undici schierato e guidato magistralmente da Leonardo Jardim. Anche il Borussia Dortmund, dopo la sconfitta per 3 a 2 in casa,  ha dovuto alzare bandiera bianca, incassando altre tre reti allo Stade Louis II. Nella fase ad eliminazione diretta. il Monaco viaggia alla media di tre gol segnati a partita, mettendo in mostra tutta la sua pericolosità offensiva. A brillare è soprattutto la stella di Mbappè, ormai sogno di mercato dei più grandi club europei. Ma nel Principato è rinato anche Radamel Falcao, autore di 5 gol in questa edizione della Champions League. L’atteggiamento ultra offensivo è testimoniato, oltre che dal modulo (4-2-2-2), dalle continue sovrapposizioni di Mendy e Sidibè: i due terzini si trovano proiettati costantemente in attacco, riuscendo grazie alle loro qualità tecniche a fornire diversi cross per gli attaccanti. Jardim è capace di plasmare alla perfezione la squadra in base all’avversario che ha di fronte. In generale la squadra sembra maggiormente a suo agio quando può lasciare il controllo del pallone all’avversario per poi ripartire velocemente grazie alle transizioni offensive affidate ai suoi esterni d’attacco (Bernardo Silva e Lemar), ma anche in fase di possesso la qualità del palleggio non è da sottovalutare. Sulla carta, si tratta dell’avversario più abbordabile per la Juventus, vista anche la non perfetta fase difensiva contrapposta alla solidità bianconera. Ma, arrivati a questo punto senza nulla da perdere, l’atteggiamento mentale del Monaco potrebbe essere un problema per qualunque squadra.

Il Brutto: Atletico Madrid

Real Madrid-Atletico Madrid finale Champions LeagueSul Cholo Simeone e sul Cholismo si è già detto tutto. Il suo Atletico Madrid ha giocato due delle ultime tre finali di Champions League, arrendendosi agli odiati rivali del Real Madrid dopo una lunga resistenza. La versione 2016/2017 non è forse all’altezza delle precedenti, così come testimoniato dal distacco in Liga (10 punti dalla vetta). Eppure, complice un percorso non insormontabile (Bayer Leverkuse e Leicester non sono certamente delle corazzate) i Colchoneros sono ancora lì, nella top 4 europea, pronti a mettere in campo le loro armi migliori. Grinta e organizzazione tattica rappresentano i tratti distintivi degli uomini di Simeone: in un mondo di esteti del calcio, il suo Atletico Madrid riesce a rendere “brutta” e “sporca” ogni partita, adattandosi così alle caratteristiche dei suoi uomini. Il pressing portato dalla sua squadra impedisce infatti agli avversari di ragionare, rendendo estremamente difficoltosa la costruzione di una manovra fluida. I tifosi juventini ricorderanno il doppio scontro nella fase a gironi della Champions League edizione 2014/2015. Al Vicente Calderon i bianconeri dominarono il possesso palla, senza però mai riuscire ad impensierire seriamente il portiere avversario e dovendo arrendersi al gol di Arda Turan, mentre a Torino uno scialbo zero a zero permise il passaggio del turno come seconda nel girone. Il calcio spettacolo lasciamolo agli altri: l’importante è vincere.

 Il Cattivo: Real Madrid

Italy Soccer Champions League FinalSin dal suo insediamento sulla panchina delle Merengues, Zinedine Zidane è stato più volte criticato per il gioco dato alla sua squadra, ritenuto non all’altezza di un club come il Real Madrid. Sarà in parte vero, ma i risultati dell’allenatore francese depongono decisamente a suo favore: una Champions League, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club sono già in bacheca, mentre in campionato guarda tutti dall’alto con un buon margine di vantaggio sul Barcellona: un titolo conquistato solo una volta nelle ultime otto edizioni. Come dimostrato nel doppio scontro contro il Bayern Monaco, i Blancos sono capaci di ribaltare in ogni momento le partite grazie al talento dei singoli. Il killer istinct di Cristiano Ronaldo gli permette di essere sempre decisivo al momento giusto (cinque reti per lui nelle ultime due partite), con 100 reti segnate in Champions League. E, se le cose si mettono male, ci pensa Sergio Ramos a rimettere tutto al posto giusto con le sue doti aeree. Le ultime polemiche arbitrali hanno reso il Real Madrid il “cattivo” da battere a livello europeo. La Juventus ha dalla sua parte la storia recente, che racconta di due eliminazioni dei Blancos in semifinale (2003 e 2015). In campo, però, la tradizione difficilmente potrà essere utile ed il Real Madrid è senza dubbio la squadra da evitare nel sorteggio di domani.

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ChampionsLeague – Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Dani Alves (LIVE)

Alla vigilia del match col Barcellona, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League, in conferenza stampa interverranno Massimiliano Allegri e il grande ex Dani Alves. Per seguire LIVE le loro parole basta premere F5 cosi da aggiornare la diretta!

Comincia il difensore brasiliano:

Eliminare il Barca cosa vorrebbe dire?

“Ho espresso cosa stavo sentendo dicendo di aver dato una botta al Barca. Non mi piace tenere energie cattive bisogn tirar fuori le cose e se qualcuno si é offeso mi scuso. Qui era stato tutto incredibile, me ne andai da una porta un po’ spinto. Utilizzai i media di Madrid perché so che loro non avrebbero manipolato niente”.

Tornerete qui?

“Ringrazio il mio collega, mi conosce come nessun altro sa. Tutti sanno quanto do quando difendo dei colori, il 100%. È stato tutto molto bello, ma per tornare qui il Barca dovrebbe ratificare molte cose e l’ego (grande) delle persone non vorrebbe riconoscere i modi in cui mi fecero sentire”.

Higuain:

“È nello giocare con giocare così. Privilegio giocare con giocatori di questo livello. Spero domani possa giocare a questo livello”.

Sensazioni e Barca può farcela?

“Sensazioni meravigliose, sono felice di poter essere qui. Grande emozione, non avevo avuto ancora la possibilità di calpestare il Camp Nou e questo mi ha dato energia. Poi siamo 60 e 40 come possibilità di passaggio. Qui le gare sono lunghe e dure. So che se noi facciamo un anno grande partita e non ci accontentiamo possiamo fare male. Quando entro nel Camp Nou metto da parte i miei sentimenti”.

Pensi di diventare il giocatore che ha vinto più titoli con la Juve?

“Quando gareggi a questo livello tutto quello che possiamo accumulare come forze e sensazioni ti mantengono attivo. Siamo pronti a vivere una notte di grande calcio”.

Conoscenza della squadra servirà?

“Con Pep ho imparato che devi catalizzare la tua energia quando entri negli spogliatoi. Non si può pensare a quello che succederà. Ogni partita è diversa e non si devono sprecare energia”.

Ti hanno chiesto come si batte il Camp Nou?

“Abbiamo una squadra tecnica che studia bene l’avversario e tutti sanno cosa c’è da fare. Questo impegno enorme vale la pena, se riusciremo a superare il Barca elimineremo la migliore squadra al mondo”.

Alla Juve grandi sensazioni?

“Alla Juve ci sono giocatori che hanno avuto sensazioni uniche, c’è chi ha vinto 5 scudetti di fila. Non so più di loro, siamo qui per unire le forze e vincere. Sono 25 anni che la Juve non vince la Champions, vivo di sogni e cerco di metterli in realtà. Mi ha attratto molto questa cosa”.

Come pensi ti accoglieranno? Come giocheranno i primi 30′?

“Molti mi vogliono bene, altri no. I catalani sono molto speciali, il mio stile di vita non è molto coerente con quello che debba esser o piace. Sono felice”.

Parole Luis Enrique post andata?

“Vivo la professione in questo modo, a prescindere dai compagni. Devi imparare anche da loro e devi insegnare qualcosa. Vivo con grande intensità il lavoro, se fai le cose in maniera felici è tutto più facile. È quello che mi ha fatto arrivare dove sono”.

Temi che con Iniesta e Messi capiti come te?

“Per il bene del Barca credo sia meglio se rimangono. Se dipendesse da me ognuno avrebbe una statua qui. Le leggende bisogna coccolarle. Non è solo in un verso la vita”.

Ora è il turno del tecnico della Juventus:

Cosa deve fare la Juve per fare partita perfetta:

“Deve passare il turno, dobbiamo far grande lucidità e freddezza e fare gol. Le debolezze della fase difensiva del Barcellona non credo siano cambiate in una settimana”.

Juve più forte creata da solo:

“È diversa, ho attaccanti diversi prima avevo centrocampisti diversi. Ho Cuadrado e Mandzukic che prima non avevo. Sto sfruttando le caratteristiche dei giocatori”.

Luis Enrique molto aggressivo:

“Noi abbiamo grande rispetto del Barcellona, dobbiamo fare una grande gara come hanno fatto a Torino. Fare bene la fase difensiva e quella offensiva”.

Dybala? Formazione uguale a Torino?

“Stanno tutti bene. Dobbiamo cambiare qualcosa magari tatticamente. Dobbiamo pensare di vincere e non ai 3 gol d’andata. Dobbiamo leggere bene la partita ed è importante la lucidità”.

Esame di laurea della Juve?

“Dobbiamo essere abituati a giocare i quarti. Il percorso è in crescita a livello tecnico e in consapevolezza. Domani non è un esame ma è una occasione importante, una tappa per arrivare a Cardiff. Non abbiamo vinto niente. Finito domani abbiamo poi il Genova”.

Arbitro? I gol detti da Luis Enrique:

“Mi fido degli arbitri. Spero Luis Enrique non sia un veggente”.

Clima europeo ha trasformato la Juve nella Juve di Allegri:

“Dopo 3 anni sarà normale aver un legame. La crescita è cominciata 6 anni fa ed è continuata con la squadra. Posso solo fare meno danni possibili. La forza di una grande squadra è il sapersi non esaltare. Bisogna sapere affondate gli imprevisti della partita. Nella Champions non hai tempo per recuperare. Il passaggio si conquista solo quando fischia l’arbitro”.

Vorrebbe una gara come quella con PSG?

“Domani la Juve deve ripeto essere lucida pensando di cercare di fare gol non appena abbiamo la palla”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

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ChampionsLeague – Barcellona, la conferenza stampa di Luis Enrique e Iniesta

Alla vigilia del match di Champions League contro la Juventus, in sala stampa sono intervenuti Luis Enrique e Andres Iniesta. Il Barcellona dovrà domani tentare la seconda Remuntada nella competizione per provare ad acciuffare, in extremis, la qualificazione alla semifinale.

Comincia il centrocampista spagnolo:

Partita come col PSG?

“Ci sono molte similitudini, l’esigenza di fare gol, concedere poco ai rivali. Questo deve essere l’approccio dal 1′ e cercare di far gol quanto prima. Vedremo come si svolgerà la partita, avere pazienza e sforzarci di essere efficaci è importante. Non bisogna innervosirsi se i gol non arrivano subito”.

Stai bene?

“Mi sento sempre di giocare minuti e allenarmi. Non penso a giocare, quando lo faccio voglio farlo al massimo. È stata una stagione diversa per più fattori, il presente ci fa pensare alla gara domani”.

Che gara sarà?

“Il risultato è pessimo per noi. Non abbiamo fatto le cose a dovere e ora è tutto difficile. Abbiamo il potenziale per poter rimontare o almeno provarci. Dobbiamo metterli a rischio. Dobbiamo fare una partita perfetta”.

Chiudersi la carriera qui?

“Non sono cambiate le cose rispetto a una settimana fa. A fine stagione valuterò. Adesso non è il momento per parlare di questo”.

Positivo aver rimontato col PSG:

“Anche se sono simili le partite ci sono aspetti da valutare. Dati, statistiche. La Juve ha preso 2-3 gol in tutta la Champions e sono dati rilevanti. Continuo a vedere la mia squadra per fare gol. Se può influire la gara col Psg non so. Sono realtà diverse, anche loro sanno che giocare col Barca crea problemi”.

Dani Alves manca?

“È stato uno dei migliori ingaggi di stranieri mai fatti qui. Per la resa, per il contributo dato. Ad un certo punto ha preso una strada diversa, le cose gli vanno bene in Italia. Siamo al 200% adesso in tutti gli aspetti, ora è tutto diverso”.

Strano parlare di nuovo di rimonta?

“Non è strano perché abbiamo davvero giocato male a Torino nel primo tempo. Ma sono cose che accadono. Cerchiamo di capovolgere la situazione per la seconda volta. Ambiente e squadra devono avere l’energia per attaccare. Deve essere una partita perfetta”.

Attacco subito o attesa?

“Non abbiamo altro approccio che l’attacco, poi vedremo cosa farà la Juve. Il nostro schema non cambia. Lettura unica impossibile da contemplare. A seconda del risultato dovremo attaccare più velocemente o mantenere più il possesso palla”.

Tifosi sfiduciati?

“No, non credo ci sia sfiducia. Quando c’è una sconfitta o una situazione problematica come quella vissuta a Torino è ovvio che tuto provochi dubbi. Domani ci sarà l’atmosfera di sempre. In questo club ci sono dubbi sempre. Il tifoso che vuole vince il Barca non credo non vorrà venire allo stadio. Attualmente la fiducia deve essere assoluta o almeno cercare di mettere dubbi”.

D’accordo con quanto deciso da Luis Enrique a Torino:

“Nel primo tempo non abbiamo creato occasioni da gol, nel secondo tempo abbiamo fatto altro è un gol da parte nostra sarebbe stato più giusto. Non si deve ripetere la stessa situazione domani”.

Domani Juve in attesa o attacco?

“Non so indovinare, hanno un risultato a favore positivo e possono fare entrambe le cose. Il risultato è davvero buono per loro. Noi dobbiamo solo attaccare. Deve essere la migliora partita della stagione”.

Risultati particolari questa stagione:

“Una cosa che non stiamo facendo bene è avere una certa regolarità. Questo ci rende più pericolosi, domani non possiamo fare altro che andare al massimo. Non ci siamo sempre riusciti quest’anno”.

Dopo il capitano Blaugrana è stato il turno del tecnico del Barca:

“Se devo ricordare quella partita, direi che era difficile perché dovevamo essere calmi con la palla ma con buon ritmo. Abbiamo fatto le cose bene ma non perfette. Dobbiamo segnare meno gol domani e pensando che loro potranno farne 1 dobbiamo poi farne 5”.

Domani partita perfetta:

“No, non c’è bisogno. Bisogna esser efficaci e generare gol. Qui possiamo riuscirci e ci serve aggressività e che si viva una notte allo stadio come 3 settimane fa”.

Aspetto mentale:

“Bene, non era una cosa a cui eravamo abituati rimontare. Ora ricapita ma domani dovremo controllare le emozioni dei giocatori e goderci la serata. Tutti quelli che erano allo stadio per il Psg hanno vissuto una notte storica. Possiamo fa 3 gol in 3 minuti”.

Domani stimolo?

“Non abbiamo nulla da perdere, il rivale deciderà se chiudersi in difesa o attaccare. Noi possiamo solo attaccare, quando ci siamo rilassati attaccare di nuovo”.

Cosa preoccupa di più e cosa dà fiducia:

“Prima di una partita possiamo vedere come si può fare bene o meno”.

Giusto parlare di miracolo domani:

“No domani è un ritorno dove abbiamo perso 3-0”.

Solo una settimana per preparare la gara:

“Avrei preferito un mese e anche delle vacanze alle Maldive, ma il calendario è così. Abbiamo pochi giorni 2-3 per prepararle, ma sappiamo come fare. Rischieremo”.

Difesa a 3 o 4?

“Quello che dice Piquè è che è indifferente lo schema. Sono cose che riguardano la squadra, bisogna migliorare dove gli avversari ci fanno male. Siamo in una dinamica negativa”.

Convinto della semifinale:

“Certo. Se fai il primo gol, il secondo lo fa il Camp Nou e il terzo viene da sé. Se la Juve vuole farne almeno 2 ne dobbiamo fare poi 6”.

Busquets?

“Lui è un elemento fondamentale per la squadra, più cose può fare meglio sarà”.

Mascherano sta bene?

“Si, è stato recuperato è in perfette condizioni”.

Rimonta possibile senza Messi al massimo:

“Domani abbiamo bisogno che tutti siano al massimo. Messi al 25% ci può dare tanto”.

Cosa ti ha impressionato della Juve?

“Se pensiamo a martedì la Juve ha fatto un bel primo tempo e noi cercheremo di migliorare il nostro livello in tutta la partita. Sa giocare col pallone ed è difficile giocarci contro”.




ChampionsLeague, Barcellona – Juventus: le probabili formazioni

Giornata di vigilia in casa Juventus prima della sfida di ritorno contro il Barcellona. Stamattina gli uomini di Allegri effettueranno l’ultimo allenamento a Vinovo prima della partenza per la Spagna. Buone notizie per Dybala (dopo la botta subita da Muntari): l’attaccante argentino ieri ha svolto parte del lavoro in gruppo e domani sera sarà regolarmente in campo.
Anche in casa Barcellona ore intese, Luis Enrique sta caricano la squadra per cercare la seconda grande rimonta dopo quella con il PSG. L’ex tecnico della Roma, rispetto alla gara di andata, ritrova Busquets in mezzo al campo e dovrebbe passare al 4-3-3 con Jordi Alba titolare al posto di Mathieu.

Le probabili formazioni:

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Busquets, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar. Allenatore: Luis Enrique.

Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain. Allenatore: Allegri.

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