LA CORSA TRAVOLGENTE DI ZANIOLO

In una caldissima serata estiva, al mazza di Ferrara, Nicolò Zaniolo decide di mettere in atto tutte le sue potenzialità e mostrarle al pubblico, solamente televisivo, per via della pandemia.  Per gli uomini di Fonseca, quello di Ferrara era un impegno sulla carta facile, per via dell’aritmetica retrocessione della Spal e del suo ambiente turbolento che ultimamente ha creato non pochi problemi a Di Biagio e non solo. Rimane comunque il merito della Roma di non aver perso la concentrazione ed aver portato a casa tre punti importantissimi ai fini della classifica, ma è chiaro che i riflettori sono tutti puntati sul gol di Zaniolo. Il talento giallorosso entra in campo e subito si mette in mostra con un mancino tagliente che sfiora di poco il palo alla sinistra del portiere, ma passano pochi minuti ed arriva la perla: palla recuperata a centrocampo e corsa veemente centrale diretta verso la porta, una volta arrivato in area di rigore lascia di stucco il suo marcatore con una sterzata secca e precisa che porta direttamente il portentoso mancino del 22 a colpire il pallone e scaraventarlo sotto la traversa per il punto del 6-1. La Roma e la nazionale si sfregano le mani per aver trovato un campione, l’Inter rimpiange alcune scelte di mercato davvero poco azzeccate.




Genoa-Juventus: formazioni ufficiali e dove vederla in TV

 

Il secondo appuntamento della 29ª giornata di serie A vede come protagonisti i grifoni, sta sera padroni di casa ed i bianco-neri, in un acceso confronto tra le estremità della classifica con fischio di inizio alle 21.45.  Se da un lato lo sguardo è rivolto alla riconferma dello Scudetto, dall’altro l’obiettivo è la salvezza.  La squadra di Sarri ha alle spalle un trend positivo di cinque vittorie consecutive in campionato che il Genoa, in seguito ad una pesante sconfitta contro il Parma e ad un sofferto pareggio con il Brescia, tenterà di interrompere. Andiamo ora nello specifico, a vedere le formazioni ufficiali di Genoa-Juventus:

Genoa-Juventus formazioni ufficiali:

Formazione ufficiale Genoa (3-5-2): Perin; Romero, Soumaro, Masiello; Ghiglione, Cassata, Schone, Behrami, Sturaro; Favilli, Pinamonti.

Formazioni ufficiale Juventus  (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Bernardeschi, Dybala, Ronaldo

Genoa-Juventus dove vederla in TV

La partita tra Genoa e Juventus sarà trasmessa su Sky sport, Sky Go e Now Tv

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Luminose più che mai le stelle di Atalanta, Roma e Napoli in questo primo turno totale di Serie A post lockdown, bene anche la Juventus, male Lazio e Inter. Inzaghi si fa rimontare un doppio vantaggio iniziale mentre Conte assiste ad una rocambolesca rimonta sul gong finale. In coda tornano a vincere il Torino ed il Cagliari che si defilano dalla lotta per la salvezza, mentre cadono di misura Samp e Udinese; vengono infine demolite Genoa e Lecce, entrambe per 1-4, e finiscono entrambe tra mille critiche ed appaiate al terzultimo posto. Menzione speciale per Edin Dzeko: il bomber di Fonseca mette a segno due gol da cineteca.

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Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19

Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19.

Dopo che questa mattina la Juventus aveva messo il dubbio sulla notizia, diramando un comunicato sui guariti, dal quale Paulo Dybala era stato estromesso, arriva invece ora la conferma ufficiale che Paulo Dybala non è più positivo al Coronavirus.

 

 

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Mi imagen lo dice todo, finalmente curado de Covid-19 😆💪🏽♥️. My face says it all, i’m finaly cured from Covid-19 💪🏽♥️😆La mia faccia dice tutto: finalmente guarito dal Covid-19!

Un post condiviso da Paulo Dybala (@paulodybala) in data:

Il calciatore argentino era risultato positivo al Covid-19 il Marzo scorso, positività confermata anche dai tamponi successivi, mentre oggi dopo 46 giorni dalla positività, Dybala è definitivamente guarito. Infatti è arrivato il responso tanto atteso, la “Joya”, può tornare alla normalità e chissà anche ad allenarsi alla Continassa.

Con il calciatore argentino tutti i giocatori della Juventus che erano risultati positivi nei mesi scorsi sono guariti e dunque al momento per la “vecchia signora” la situazione torna alla normalità, attendendo che tutta la Serie A possa avere questa stessa sicurezza.

 

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Boga, un nuovo Gervinho per la Roma?

Boga, un nuovo Gervinho per la Roma?

Sarà per la stessa nazionalità, sarà per la fame di dribbling e l’imprevedibilità, ma se c’è un giocatore che può ripercorrere il rendimento di Gervinho ai tempi d’oro con la Roma, quello è Jeremie Boga.

L’attaccante del Sassuolo è al momento oggetto di mercato pregiato per tante big, in particolar modo per la Roma, che negli ultimi anni ha sperimentato diverse opzioni per la fascia offensiva senza però trovare continuità, continuità che manca dai tempi proprio di Gervinho prima e di Salah poi. Anche con l’egiziano tanti punti in comune: principalmente quello di essere stati “scartati” dal Chelsea per produrre le cose migliori in Serie A.

Boga si è messo in luce in questa stagione, 24 presenze e ben 8 reti fino allo stop, molti dei quali da cineteca, in particolare proprio contro i giallorossi, devastati dal passo dell’ivoriano, imprendibile ed imprevedibile, nonchè dotato di un notevole calcio.

La Roma dovrà dunque fare le proprie scelte, sopratutto decidendo una volta per tutte chi è il vero padrone della fascia offensiva, dove si alternato troppo spesso vari nomi. Cengiz Under dovrebbe essere il vero titolare inamovibile, ma gli infortuni e la pessima forma di questa stagione ne hanno rallentato la crescita, situazione che però al momento non fa scemare l’interesse e soprattutto il prezzo di mercato. Proprio per questi motivi il primo indiziato a lasciare posto a Boga, permettendo anche di fare una buona plusvalenza è il talento turco, sul quale c’è l’interessa di molte squadre di Premier League.

Altro nome potrebbe essere quello di Diego Perotti, veterano della rosa di Fonseca, il quale però per un fisico troppo fragile ha dovuto troppe volte far riscoprire di che pasta sia fatto, con un rendimento alto ma troppo discontinuo a livello numerico e di presenze.  Dunque potrebbe essere arrivato il momento per il “monito” di far largo ai giovani e far posto al talento del Sassuolo.

Ultimo nome è quello di Justin Kluivert, quello più complicato da vedere proprio ora via da Roma, visto che il prezzo del giocatore ancora non è salito e soprattutto non ha avuto ancora il tempo di dimostrare il suo valore. A livello di rendimento sicuramente quello con più problematiche, anche se nell’ultimo periodo, prima dello stop del campionato, l’olandese ha regalato buone prestazioni e aumentato il proprio bottino di reti.

Tutti nomi che al momento però hanno in comune quella mancanza di stabilità e continuità che manca proprio dai tempi dell’altro ivoriano Gervinho, capace di giocate devastanti ed imprevedibili, due caratteristiche che Boga possiede e anzi, a volerla dirla tutta forse in prospettiva potrebbe anche avere qualcosa in più, tutto starebbe a Fonseca e all’ambiente Roma a far crescere come si deve il talento dell’ivoriano.

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Matri da l’addio al calcio: “Ho realizzato tutti i miei sogni”

Matri da l’addio al calcio: “Ho realizzato tutti i miei sogni”.

Dopo 500 presenze e 127 reti tra Serie A, B e C1, Alessandro Matri si ritira dal calcio giocato. Il “Mitra” aveva già dato addio a gennaio al Brescia, rescindendo il contratto con i lombardi, finendo nella lista degli svincolati, con molte offerte tra Italia ed estero per ripartire, fino a febbraio però rifiutate.

Ora, visto il campionato fermo da due mesi ed una ripresa al momento lontana, l’ex attaccante di Milan e Juventus ha deciso di dire addio al calcio giocato, in diretta televisiva ai microfoni di Sky Sport: “Dopo aver visto come sono andati i primi sei mesi con il Brescia. Successivamente sono venuti a mancare un po’ di stimoli e dal campo ho avuto risposte non positive. Non avevo più voglia di essere sopportato e non fa parte del mio carattere restare in una piazza dove non posso dare ciò che serve. Dopo che sono rimasto svincolato di richieste ne sono arrivate poche e non ero convinto di nessuna di queste. Ho preferito evitare figuracce.

Queste le parole di Matri che poi ha dato uno sguardo con la mente alla sua carriera, comunque ricca di soddisfazioni: “Mi mancherà la vita da calciatore, ma solo un’occasione importante poteva farmi ripartire. Non avrei mai pensato di vincere tre scudetti, non posso certo lamentarmi della mia carriera. Posso dire di aver realizzato i miei sogni. Lo scudetto del 2012? Sembra ieri, sono ricordi indelebili, anche se sono passati già otto anni”.

Una carriera brillante in effetti: Milan. Cagliari, juventus, Lazio, Fiorentina, Genoa, Sassuolo, Brescia, tante squadre che si sono affidate al suo talento, con alti e bassi che però gli sono valsi anche 7 presenze ed 1 goal in nazionale. Il Palmares è tutto riconducibile alla Juventus, con la quale ha vinto 3 campionati, 2 Supercoppe ed 1 Coppa Italia da aggiungere se vogliamo considerare anche la Champions League del 2003 del Milan, con Matri che all’epoca militava nelle giovanili rossonere ma rimaneva in orbita prima squadra.

 

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Esistono i giocatori di calcio, poi esiste Di Bartolomei…

Esistono i giocatori di calcio, poi esiste Di Bartolomei…

Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso.” Queste parole le ha scritte Agostino Di Bartolomei nel suo “Manuale del calcio“.

E questo ha un significato profondissimo, perchè oggi mi trovo a scrivere di lui, nel giorno del suo compleanno e la cosa migliore che potessi dire su Ago, l’ha scritta proprio lui. La semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. In effetti era complicato vincere uno scudetto con la Roma, era complicato arrivare in finale di Champions, era complicato andarsene, era complicato segnare contro il proprio amore, era complicato farsi perdonare, era complicato a quanto pare vivere, era complicato farci tutti piangere.

Quando si parla di Agostino Di Bartolomei le parole fanno rumore, secco, netto, forte, come quando il pallone veniva scagliato dritto per dritto con la gamba d’appoggio che va dietro ed il piede che segue la traiettoria. Un rumore che si confonde con il vociare della gente che sta per urlare “OH AGOSTINO! AGO, AGO, AGO, AGOSTINO GOAL”.

Non è facile parlarne senza versare una lacrima, o anche più di una. Non è la mancanza in sè a renderci tristi, ma è la presenza assordante nel calcio, nei ricordi, nelle parole e nella storia che rende quest’uomo un simbolo dell’umanità calcistica, quel sentimento scomparso. Nessuno è stato più uomo, nudo e crudo di Agostino Di Bartolomei. La fragilità contrapposta alla tenacia di un centrocampista di altri tempi, che in campo tutto era tranne che fragile.

Per rendergli omaggio veramente ad Agostino avrebbe fatto sicuramente piacere essere ricordato per quel suo lato romanista. Perchè quell’addio al Milan, quell’esultanza rabbiosa è solo frutto di uno dei lati dell’amore, quella rabbia mista ad odio di chi ama tanto, forse troppo. Agostino è stato perdonato, forse tardi, ora è la Roma, il suo più grande capitano con Francesco Totti, Daniele De Rossi e Giacomo Losi, se ora fosse qui, sarebbe osannato per quello che ha sempre meritato.

Un’intera generazione di romanisti vorrebbe chiedere scusa ora ad Agostino, sapendo che sicuramente viceversa lui scusa lo ha già chiesto, quello stesso giorno che con i pugni alzati è andato sotto i tifosi giallorossi, perchè lo sapeva che “Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma”.

Oggi, più che mai, ricordiamo con un sorriso quello che è stato semplicemente uno dei più grandi uomini che abbia vestito una maglia di calcio, uno che “Io, Agostino Di Bartolomei, se prendo un impegno vado anche nel fuoco per mantenerlo.” , una frase che tutti i tifosi di calcio e soprattutto della Roma non possono non amare, tante che se forse avessero letto prima quella lettera, forse Ago sarebbe ancora qui, come disse il suo amico Antonello:

Dal profondo del tempo come un rimpianto
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
mi ricorda Luigi pieno di amici
solo e lasciato lì
se ci fosse attenzione per il campione oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Mi ricordi di Marco e di un albergo
nudo e lasciato lì
era San Valentino l’ultimo arrivo
e l’hai tagliato tu
questo mondo coglione piange il campione
quando non serve più
ci vorrebbe attenzione verso l’errore oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più

(Antonello Venditti – Tradimento e perdono)

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Napoli, tutte le prossime mosse di mercato

Il Napoli che verrà. Con il calcio fermo è momento di progettare il futuro e sistemare la rosa e i partenopei dovranno effettuare una piccola rivoluzione, partendo dai ruoli dove potrebbero esserci partenti eccellenti.

A partire dall’attacco, dove Milik e Mertens sono entrambi in dubbio per la permanenza futura, e dove il Napoli troverà un Petagna in più che però potrebbe essere girato nuovamente in prestito. Tra i nomi c’è quello di Diego Costa, in uscita dall’Atletico Madrid, oltre che quello di Jovic, anche lui in partenza da Madrid ma dalla sponda blancos. Sulle fasce la grana maggiore è quella legata a Callejon, che in scadenza potrebbe lasciare il Napoli a fine stagione (quando si riprenderà). Una carriera lunga dello spagnolo con la maglia azzurra, arrivata però al capitolo finale, e per Giuntoli è arrivato il momento di trovare il sostituto: sulla lista della spesa tre nomi su tutti, quello di Jeremie Boga del Sassuolo, Everton del Gremio, il preferito dal DS partenopeo e Milot Rashica del Werder Brema; sullo sfondo anche la scommessa Oussama Idrissi dell’AZ Alkmaar.

Capitolo difesa: Koulibaly è sempre un pezzo di mercato pregiato e i terzini al momento non convincono, soprattutto a sinistra dove Ghoulam è in uscita e Mario Rui non da grandi garanzie: il primo nome sulla lista è quello di Emerson Palmieri del Chelsea, conteso con l’ Inter di Conte. Anche per il centro della difesa potrebbe esserci un Napoli-Inter, per Kumbulla del Verona e Verthongen del Tottenham.

Tutte trattativa che Giuntoli proverà a portare a termine per permettere a Gattuso di costruire il Napoli del futuro.

 

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Torino, 5 punti da cui ripartire

Torino, 5 punti da cui ripartire.

Con la sospensione del campionato molte squadre avranno il tempo per riflettere sul proprio futuro e su come ripartire, considerando che si tratterrà comunque di un nuovo inizio e soprattutto un’occasione per recuperare qualcosa di perduto o da riparare.

Una delle squadre che potrà pianificare la massimo una ripartenza è il Torino di Urbano Cairo, che anche nelle dichiarazioni  ha tenuto una linea diretta, discostandosi dalle polemiche e da chi in questo periodo sta facendo proclami. Stessa linea per il tecnico Longo che si è limitato a parlare dei suoi ragazzi e dei modi per tenerli uniti.

Ma analizziamo ora i punti da cui la squadra granata potrà ripartire per il nuovo corso:

 

Imparare dagli errori: Prima della sospensione del campionato per l’emergenza Coronavirus, il Torino veniva dalla peggior serie di risultati della stagione, 6 sconfitte di fila, 15 goal subiti, solo 3 segnati, un cambio di allenatore al 3 febbraio dopo il pesante 4-0 subito dal Lecce. Un trend negativo che ha dissipato le speranze di qualificazione europea e che ha gettato ombre su di una rose che sembrava competitiva. Dunque Cairo e Longo, così come tutta la squadra, avranno modo di riflettere su cosa è stato sbagliato fino ad ora. A partire dagli errori difensivi e dai tanti cartellini presi da Izzo e co., che hanno rivelato le problematiche tattiche della difesa a tre utilizzata da Mazzarri. Altro problema quello del goal, troppi pochi e troppo sulle spalle di Belotti, che con 9 reti è stato l’unico trascinatore dell’attacco granata. Questione dalla quale esce un altro problema, quello tattiche e delle scelte, spesso troppo varie e inconsistenti, come la gestione di Iago Falque, poi ceduto al Genoa, o quella di Berenguer, una figura mai continua nello scacchiere granata. Tanti dunque i punti negativi da valutare e soprattutto da non ripetere.

Il mercato: Sarà fondamentale il lavoro in entrata ed in uscita del club piemontese. Il mercato estivo aveva regalato quella che sembrava una rosa molto competitiva, cosa però smentita nel tempo dalle prestazioni. Tanti dubbi, alcuni già sciolti a gennaio come il già citato Falque, o come Zaza, uomo mercato e spesso ai margini della rosa. Grande anche in difesa, dove N’Koulou, nonostante le scuse ed il rientro in campo, rimane una grana da sciogliere per Cairo. Da valutare anche due giovani difensori, ai margini della rosa come Lyanco e Bonifazi, con molte richieste e tante promesse, ma che al Torino pare non trovino spazio. In entrata si sta lavorando proprio per la difesa, dove piace il giovane Amione, conteso con il Genoa, argentino classe 2002 del Belgrano, acquisto che servirebbe al Torino di fare maggiori valutazioni sulle scelte per la difesa. Altro obiettivo sarà quello di mettere dentro un nome importante e Giacomo Bonaventura, in scadenza di contratto, potrebbe essere il nome giusto, con Cairo pronto a mettere sul piatto 1,5 Milioni di Euro di contratto. Oltre al grande nome l’idea è quella di trovare finalmente il partner adatto a Belotti, quell’attaccante che si possa sposare al meglio con il “Gallo“. Ultimo nome quello di Andrea Petagna, promesso sposo del Napoli ma che potrebbe andare in prestito ai granata per farsi ancora un po’ le ossa.

Moreno Longo: Un tecnico da testare e da valutare. Arrivato da poco, dopo l’esonero di Mazzarri, l’ex tecnico del Frosinone ha avuto pochissimo tempo per lavorare con il club granata, guidando le ultime due gare, entrambe perse, rispettivamente con Milan e Napoli, di certo non due impegni semplici. Ora il tempo sarà dalla parte di Longo, il quale ha già fatto capire di voler rivoluzionare la squadra, ripartendo da Belotti: “E’ il presente e il futuro del Toro”, ha dichiarato. Un tecnico giovane che conosce l’ambiente, avendo già allenato la primavera granata, che potrebbe portare quella ventata di nuovo di cui ha bisogno una squadra priva di stimoli fino allo stop del campionato.

Andrea Belotti: Come detto da Moreno Longo, Andrea Belotti è l’uomo immagine del Torino, capitano e top player, nonchè anche uomo mercato, essendo sicuramente il più richiesto. Sarà dunque fondamentale trattenere il “Gallo” a Torino e costruirgli la squadra attorno, partendo dal compagno di reparto alla tattica di gioco, incentrata sulle capacità di gioco di squadra ed individuale dell’ex attaccante del Palermo. Il contratto scadrà nel 2022, la società potrà pensare anche ad un rinnovo nel futuro prossimo, per blindare definitivamente il proprio capitano e legare il suo nome ancor di più al club granata.

I giovani: Tanti i giovani interessanti a disposizione di Longo, sul quale poter fare affidamento. A partire  dai già citati Lyanco e Bonifazi, uno dei due può definitivamente diventare un punto fermo della rosa, per arrivare alla consacrazione di Lukic, che già ha avuto molto risalto con Mazzarri e potrebbe fare il salto di qualità definitivo con Longo. Tra i giovani che ancora non hanno avuto grande spazio c’è sicuramente Vincenzo Millico, per il quale ha espresso parole al miele proprio il tecnico Longo: “È un giocatore davvero straordinario. Se continua a migliorare sotto l’aspetto della disponibilità anche senza palla può diventare veramente un grande prospetto”. Oltre Millico tornerà dal prestito il giovane Edera, talento inesploso ma che Longo conosce bene, e potrebbe tirar fuori il massimo delle qualità del ragazzo. Dalla primavera si aggregherà anche l’ivoriano Wilfired Stephane Singo, che con le giovanili del Toro ha collezionato 17 partite ed una rete. Inoltre con l’esperienza di Longo nelle giovanili del Torino, non dubitiamo che nel prossimo futuro potremmo conoscere un nuovo talento, in maglia granata.

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Quanto ne sai sull’A.S. Roma?

quiz roma

Roma

QUANTO NE  SAI DELL’AS ROMA?

Testiamo la vostra conoscenza del club capitolino, della sua storia, dei suoi protagonisti, tra aneddoti e dati curiosi. Alla fine del quiz potrai scoprire se sei un vero campione, o una semplice meteora qualunque e dovrai tornare a studiare sui libri scritti da Carlo Zampa.

Pronti, partenza, Cicinho, via!

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Serie A, Nicchi: “Alla ripresa potrebbe non esserci il VAR”

Serie A, Nicchi: “Alla ripresa potrebbe non esserci il VAR”.

Tra le varie misure da individuare per la ripresa dei campionati di calcio dopo la fine dell’emergenza Covid-19, ci sarà da valutare come organizzare il lavoro arbitrale.

In particolare la valutazione da fare è sulla VAR room, attualmente non utilizzabile nel caso in cui ci saranno da osservare le ormai note misure per evitare il contagio, non permettendo la distanza necessaria e creando un assembramento, seppur minimo, di persone.

L’idea dunque è quella di sospendere l’utilizzo del VAR quando si riprenderà, come annunciato nella giornata di ieri da Marcello Nicchi, presidente dell’AIA, a la Domenica Sportiva: “Potrebbe essere una cosa che ci viene costretta. Come sapete oggi la VAR viene fatta in furgoni, ambienti angusti, vicini ad altri operatori che non sai chi ha frequentato prima di arrivare lì. Si rischia che non ci siano le distanze di sicurezza, io auspico che non accada, ma potrebbe esserci anche questo problema.

Oltre il VAR, la preoccupazione del Presidente AIA, è rivolta anche ai campionato dilettantistici e ai tanti arbitri che dovranno tornare sui campi con poche garanzie: “Mi preme il discorso dei Dilettanti: come si fa a mandare un ragazzo di 18 anni in campi di provincia dove non saprà a cosa va incontro? Se dovessimo ripartire domani, noi non ci saremmo. Gli arbitri sono preoccupati di poter rivedere le proprie famiglie, e bisogna cominciare a ragionare prima sulle cose.

Parole amare, che aggiungono altre questioni da risolvere ad una ripresa che sarà sicuramente difficoltosa.

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