A 2 giorni dalla finale di Champions League, continuano i nostri testa a testa tra Juventus e Real Madrid. Ieri è stata la volta di Leonardo Bonucci e Sergio Ramos, oggi tocca a Miralem Pjanic e Luka Modric.
Il bosniaco ha giocato una partita in più del regista dei Blancos (11 a 10) e vanta un maggiore score (1 rete a 0). Anche gli assist sono a suo favore (3 a 0). Modric effettua più passaggi del rivale (683 a 545) ed ha una maggior precisione (89% a 84%); il croato è il perno del gioco di mister Zidane e non a caso tocca 86 palloni di media a partita, molti di più dei 77 di Pjanic.
A vantaggio del calciatore del Real Madrid anche il numero di dribbling riusciti (26 a 4) e quello dei palloni intercettati (26 a 16). Il bianconero, però, è più preciso nelle conclusioni verso la porta avversaria, e non di poco (64% a 13%).
In favore del calciatore della Juventus anche la percentuale di contrasti aerei vinti (60% a 50%), il numero di scivolate effettuate (25 a 10) e la riuscita di quest’ultime (72% a 60%), che ci dimostrano di come Pjanic svolga con grande impegno, ed efficienza, anche la fase difensiva, e non a caso anche il numero di falli commessi è maggiore (14 a 8), anche se è il madridista ad essersi beccato più cartellini gialli (2 a 1). Modric, dal canto suo, subisce decisamente più falli (19 a 9) ed ha una miglior riuscita nei contrasti (57% a 47%).
Difficile dire chi sia il migliore, anche se le qualità e la storia sono dalla parte del croato del Real Madrid, anche se va reso merito a Pjanic di essere un regista 2.0 (se cosi vogliamo chiamarlo), in grado di evolvere il suo gioco su entrambi i lati del campo. In conclusione potremmo dire che Modric è il calciatore ideale per una squadra che fa del palleggio e dei fraseggi corti le sue armi migliori; il bosniaco, invece, è più adatto ad essere ad un club in grado di sfruttare gli inserimenti centrali da dietro ma che riesce a ripiegare rapidamente in fase di non possesso, affidandosi talvolta ad un pressing alto, di cui il calciatore della Juventus è maestro.





