La Juventus ha vinto il suo sesto Scudetto consecutivo e a Roma, ancora una volta, ci si chiede cosa faccia la differenza fra le due squadre. Che sia un discorso puramente economico, di mentalità, di profondità della rosa o di semplice qualità della stessa, i numeri parlano chiaro: il gap, con Spalletti in panchina, è diminuito. Quattro punti di distacco. E, sempre dati alla mano, è evidente che la differenza fra le due squadre non l’abbiano fatta i risultati nei big match. Un altro tabù da sfatare.

Edin Dzeko (31) vincitore del titolo di capocannoniere in Serie A (29 goal) ed Europa League (8 goal).
I dati sono interessanti. Consideriamo “big match” tutte le partite fra le prime otto squadre in classifica; dunque, la Juve ha totalizzato 26 punti sui 42 disponibili in questo piccolo campionato all’interno della Serie A, mentre la Roma 25. Un solo punto a dividerle. I bianconeri hanno ottenuto otto vittorie, due pareggi e quattro sconfitte; la squadra di Spalletti ha totalizzato otto vittorie, un pareggio e cinque sconfitte. Quindi, Buffon e compagni hanno perso una partita in meno.
Ecco la differenza. A Vinovo pesano le sconfitte in trasferta contro Milan, Inter, Fiorentina e Roma stessa. E poi i pareggi a Napoli e Bergamo, contro l’Atalanta; in casa, invece, le hanno vinte tutte. La differenza che ha inciso in ottica Scudetto, per la Roma, l’hanno fatta due sconfitte sanguinose ottenute nel girone di ritorno, entrambe in casa con Napoli e Lazio.
Due KO che non solo hanno rallentato la rincorsa al primo posto che, visti i punti persi dalla Juventus, era raggiungibile, ma che hanno anche rilanciato la squadra di Sarri all’inseguimento dei giallorossi, complicando loro il finale di stagione. Le migliori vittorie della Roma sono state quelle contro Lazio all’andata, Napoli in trasferta e contro la squadra di Allegri in casa. Una sconfitta e un pareggio, invece, contro l’Atalanta: la squadra della Capitale, soprattutto all’andata, sembra aver subito lo strapotere fisico degli uomini di Gasperini. Ma la Roma ha anche ottenuto 12 punti contro le milanesi, al contrario della Juventus.
Ma non è tutto. Un’altra polemica sempre calda, quest’anno, è legata alle prestazioni di Edin Dzeko (ebbene si, incredibilmente, ndr): in molti sostengono che il bosniaco sia stato poco incisivo nelle partite più importanti. Ma è vero? Anche in questo caso, i dati dimostrano che le sensazioni dell’ambiente non sono esatte. Il centravanti giallorosso ha segnato otto goal nelle partite contro le grandi del campionato e 29 in totale. Higuain, mai messo in discussione, ne ha segnati solo cinque. E stiamo parlando di quattordici partite totali. Ricapitoliamo e ribadiamo il concetto: la Juventus e la Roma hanno tenuto lo stesso andamento nei big match, Dzeko ha segnato più di Higuain ed è stato più decisivo: i due goal a Napoli e i due goal a Milano, in uno dei momenti più delicati della stagione, sono state delle risposte da campione. Non che Higuain non abbia influito sulle fortune bianconere, ma i numeri parlano chiaro.
Il percorso delle due squadre è stato simile. Cosa abbia fatto la differenza è opinabile. A Trigoria nessuno ha dimenticato che, forse, i punti più pesanti sono stati persi contro le piccole: Cagliari e Empoli, due pareggi in trasferta e quattro punti in meno, per non parlare della scellerata partita con la Sampdoria, dove prevalse la polemica legata all’utilizzo di Vermaelen al posto di un Manolas diffidato e di Juan Jesus.
Quindi, possiamo dire che la Roma abbia perso la possibilità di lottare per il titolo contro le formazioni della parte destra della classifica. Aumenta il rimpianto se si considera che i toscani sono appena retrocessi in Serie B. Il discorso sulla differenza di mentalità è giusto; ma non solo. La Juventus è più forte e basta: lo si vede nella superiorità economica, nella solidità dirigenziale, nella costanza, nell’abitudine a vincere. La capacità di cambiare nel corso negli anni, senza attaccarsi morbosamente al vecchio, ha fatto sempre la differenza.Nel corso della stagione ha influito anche il fatto che la squadra di Allegri ha una rosa più lunga e più ricambi. Una capacità gestionale, analizzata su tutti i fronti, che appare ancora superiore a tutte le altre.
Ma anche questa rischia di essere un’analisi parziale e superficiale, perché è difficile stabilire fino in fondo cosa manchi a tutti gli altri per raggiungere la Juve. Fatto sta che la Roma si è avvicinata moltissimo, e lo deve a Spalletti; nel giorno in cui l’allenatore toscano ha ufficialmente lasciato la Roma, nell’ambiente è necessario fare qualche riflessione e porsi qualche domanda, perché la sua partenza rappresenta un passo indietro. Le grandi società, di solito, gli allenatori bravi li tengono. E a Torino non possono che ringraziare.




