Altro che falso nueve, è semmai un nueve a tutti gli effetti. E che nueve: con la doppietta alla Fiorentina, Dries Mertens sale a 27 reti in Serie A e rischia seriamente di averla vinta su Edin Dzeko (28), Andrea Belotti (25), Mauro Icardi (24) e Gonzalo Higuain (24) per il titolo di capocannoniere. Insomma, di segnare più gol di un centravanti vero, di ruolo. Un prodigio che porta la firma di Maurizio Sarri, che ha reinventato l’ala belga come attaccante puro per sopperire alla lunga assenza di Arkadiusz Milik. L’esperimento è riuscito così bene che anche adesso, col polacco tornato finalmente a disposizione, nessuno penserebbe di cambiare lo schieramento in campo. Tanto che sorge spontanea la domanda: converrà mantenere le cose come stanno adesso, trasformando una situazione di emergenza nella normalità? Oppure di ritornare al 9 naturale, con Mertens riportato sull’ala?

Prima si alternavano, ora giocano insieme: i due “piccoletti” di Napoli non hanno mai fatto così tante faville.
Conosciamo tutti il detto “squadra che vince, non si cambia“. Sarri più di tutti, tanto da essere spesso criticato da Aurelio De Laurentiis per la scarsa propensione a far ruotare tutti i giocatori disponibili in rosa. Indubbiamente nessuno si sarebbe aspettato che Mertens si calasse tanto bene nel nuovo ruolo. Nessuno tuttavia ha anche la possibilità della controprova: cosa sarebbe successo infatti se Milik non si fosse infortunato? Ricordiamo che anche l’ex-Ajax aveva iniziato la stagione a suon di fanfare e soprattutto di gol: ben 7, prima che l’infortunio occorsogli in Nazionale lo tenesse ai box per quattro mesi. Indizi che fanno pensare che anche lui, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe condotto una grande annata.

Arkadiusz Milik, tornato a segnare nella partita contro il Sassuolo dopo un brutto infortunio rimediato con la Polonia.
Il nodo è sempre lo stesso. Al di là del valore dei singoli (comunque significativo), la forza del Napoli resta la bravura di Sarri nel far rendere al massimo il materiale umano a sua disposizione. Anche apportando correzioni tattiche al limite dell’improponibile, come Marko Rog nel ruolo del vice-Callejon. Non avendo un centravanti a disposizione, il tecnico toscano ha fatto di necessità virtù. Ma quando la necessità vien meno, perché continuare a vivere d’espedienti? In molte partite infatti un numero 9 vero, in grado di fare a sportellate con i difensori avversari, si può rivelare indispensabile. E Mertens all’ala non sarebbe certo un’arma in meno per il Napoli. Soprattutto per un Napoli che mai come l’anno prossimo partirà con ambizioni importantissime, in Italia come in Europa.



