Mai come quest’anno la Roma ha avuto guardiani più che solidi a difendere i propri pali. Wojciech Szczeszny in Campionato e Alisson in Coppa hanno offerto ottime prestazioni, convincendo addetti ai lavori e tifosi riguardo le proprie qualità. E’ dunque tempo di scegliere chi tra i due sarà il portiere giallorosso per la prossima stagione: il brasiliano, infatti, non sembra più intenzionato a voler stare a guardare e le dichiarazioni di rito riguardo un sano dualismo con la sua controparte polacca nascondono più di qualche malumore riguardo all’esiguo minutaggio concessogli da Spalletti. Ma su chi dei due è davvero giusto puntare?
Sappiamo quanto la Roma sia stata fortunata con i giocatori brasiliani: andando a ritroso nel tempo con Paùlo Roberto Falcao, passando per “Pendolino” Cafù e “Pluto” Aldair e arrivando in tempi recenti a Juan e Mancini, la bandiera cariòca è sempre stata di casa dalle parti di Trigoria. Alisson non fa di certo eccezione: “O’ Goleiro Gato” è oggi il portiere titolare inamovibile della Nazionale verdeoro ed è gia stato individuato, in patria, come erede designato di Jùlio César, estremo difensore della storica Inter del triplete. Come lascia anche intendere il suo soprannome, Alisson fa della reattività tra i pali la sua qualità principale: fisicamente imponente, sfrutta la propria muscolarità per compiere interventi di puro istinto. Più che valido anche sulle uscite basse in area ed in campo aperto in anticipo sugli attaccanti involati in contropiede, ha tuttavia destato qualche perplessità sulle prese aeree e, soprattutto, nei rinvii: nonostante i chiari progressi fatti rispetto ad inizio anno, i piedi di Alisson sono ancora tutt’altro che educati e questo, in un calcio come quello europeo in cui i grandi portieri spesso risultano quasi dei centrocampisti aggiunti, costituisce un grosso limite.
Szczesny ha migliorato tantissimo in questa stagione le proprie prestazioni (ben 15 i “clean sheet” in Campionato), rispetto ad un primo anno in giallorosso non esaltante; meno reattivo di Alisson tra i pali ma comunque in grado di compiere grandi interventi d’istinto, il polacco risulta tuttavia inappuntabile sulle prese aeree e possiede, soprattutto, un piede quasi da regista quando si tratta di lanciare i propri compagni in contropiede o di cercare Edin Dzeko per le sponde aeree. Ciò che tuttavia Szczesny ha dimostrato di avere quest’anno è una vera stoffa da leader: a più riprese lo abbiamo visto incitare i compagni, comunicare con la propria retroguardia, dettare i movimenti o le marcature sulle palle inattive. Atteggiamenti per certi versi inattesi e senz’altro graditi ad una piazza che richiede grande personalità ai propri giocatori.
Individuiamo perciò proprio nel polacco il nome ideale per la porta della Roma che verrà: la prossima stagione riserverà più di qualche incognita vista l’ aria di rivoluzione che tira dalle parti di Trigoria e convincere un giocatore tanto carismatico e tecnicamente valido a restare sarebbe di certo un grande colpo, anche per dare continuità a un progetto tecnico troppe volte stravolto. I 15 milioni di euro da sborsare per il suo cartellino, tuttavia, non sono cosa da poco; per di più Szczesny non ha mai nascosto la voglia di tornare in Inghilterra, per difendere i pali di quell’Arsenal che lo ha cresciuto sin dall’Academy e lanciato su grandi palcoscenici. Sarà compito del neo-direttore sportivo Monchi convincerlo a restare, e sarà chiamato a farlo in fretta: le pretendenti, anche in terra nostrana (Napoli su tutte) non mancano.





