La stagione volge al termine e in casa Fiorentina è già tempo di bilanci. La Viola sta per lasciarsi alle spalle l’ennesima annata deludente, tra un ottavo posto in Campionato che non le permetterà di affacciarsi, il prossimo anno, su palcoscenici internazionali e una cocente quanto rocambolesca eliminazione ai sedicesimi di finale di Europa League. Appare dunque inevitabile il divorzio con l’ attuale tecnico Paulo Sousa: il portoghese, se tanto bene aveva fatto lo scorso anno offrendo a tratti lampi di grande calcio, si è dimostrato quantomeno inadeguato in questa stagione, rendendosi protagonista di diverse scelte che non hanno convinto società e tifosi (su tutte, la reiterata esclusione di Federico Bernardeschi dall’11 titolare nelle ultime giornate) e lasciandosi andare a qualche virtuosismo tattico di troppo. La Fiorentina produce molto ma segna poco e. soprattutto, subisce troppo dietro.
Chi sarà, dunque, l’uomo scelto dal presidente Della Valle per ripartire? Tutte le strade ad oggi portano a Stefano Pioli, dopo le voci di qualche mese fa riguardanti Eusebio di Francesco. Se a primo impatto quello del tecnico parmense è un nome che non stuzzica le ambiziose fantasie di una piazza da troppo tempo a secco di soddisfazioni, la scelta appare assolutamente azzeccata per diverse ragioni.
Da un punto di vista tecnico e tattico, Pioli ha dimostrato grande duttilità nel corso della sua carriera da allenatore: nonostante il suo modulo favorito sia il 4-2-3-1 classico ha utilizzato a più riprese il 4-3-3, con cui ha condotto la Lazio ad un esaltante 3° posto neanche due stagioni fa. Ragionando sull’attuale rosa della Fiorentina, ci rendiamo conto di quanto percorribile sia proprio questo sistema di gioco: Bernardeschi e Chiesa, non dovendo ripiegare come esterni di difesa a 3 per non perdere gli equilibri, potrebbero scatenare molto più liberamente la loro fantasia e velocità al servizio di Nikola Kalinic; Borja Valero e Vecino, inoltre, sarebbero validissime mezzali di un ipotetico centrocampo a 3, con Carlos Sanchez (considerato l’ormai certo addio di Badelj) che tornerebbe finalmente a rivestire il suo ruolo naturale di mediano davanti alla difesa.
Ciò che tuttavia accomuna di più Pioli e la Fiorentina, al di là dei tatticismi, è senz’altro il forte sentimento di rivalsa; il tecnico vuole ripartire subito a seguito del recente esonero dall’Inter per dimostrare di essere un allenatore adatto a grandi palcoscenici e la Fiorentina ha bisogno di certezze in breve tempo. Due strade che dunque sembrano destinate ad incrociarsi. Non dimentichiamoci oltretutto che i giocatori della Viola hanno peccato a più riprese in spirito di sacrificio nel corso di questa stagione: chi dunque meglio del tecnico parmense può costruire quell’anima operaia che tanto bene farebbe a una rosa già così ricca di talento?
Della Valle sembra perciò aver scelto il proprio comandante per rilanciare la Fiorentina; gli intenti sembrano bellicosi, sportivamente parlando: la Viola, con Pioli al timone, vuole essere avversario scomodo per chiunque.




