Il campionato ha espresso i suoi primi verdetti e per Palermo e Pescara si tratta di due drammatiche ma inevitabili sentenze che le condannano al Purgatorio della B. Un destino che sin dalle prime giornate sembrava già scritto per le due società che mai sono state in grado di risollevarsi dall’abisso della zona retrocessione. Ed era davvero difficile immaginare un esito diverso, alla luce della qualità delle rose presentate ad inizio campionato od alla fine della finestra invernale di mercato. Oddo e Zeman in sponda abruzzese e l’esercito di malcapitati finiti alla corte di Zamparini in sponda siciliana hanno provato a salvare il salvabile, a far almeno divertire i propri tifosi.
Il caso del Palermo è stato, come sempre, aggravato dalla pessima gestione societaria, capace di cambiare ben 5 allenatori lasciando la squadra al totale sbaraglio. Ora che la stagione è oramai andata, ci si domanda come e da chi ripartire l’anno prossimo onde lottare per la promozione. Ed è tuttavia difficile pensare che questo Palermo possa davvero competere per un immediato ritorno in Serie A, a meno di non stravolgere completamente la rosa. Lo stesso identico discorso vale ovviamente per il Pescara.
Quali giocatori di due squadre capaci di collezionare 34 punti in 2 in 35 giornate possono davvero dirsi adatti alla Serie A?
Tra i rosanero, l’unica sorpresa positiva è stata l’attaccante macedone Ilija Nestorovski, capace di andare in doppia cifra ma il cui ultimo gol è arrivato su rigore addirittura 3 mesi fa, il 26 febbraio nel pareggio contro la Sampdoria. Con i suoi 27 anni compiuti a marzo e 10 gol siglati alla prima stagione in Serie A, il macedone potrebbe essere tanto l’uomo intorno a cui ricostruire il Palermo, quanto un rinforzo non indifferente per molte squadre di Serie A di media e alta classifica. Persino la Roma a caccia di un vice-Dzeko o il Milan dei cinesi che dovrà rinnovare l’intero fronte offensivo trarrebbero beneficio dall’acquisto del giocatore.
Anche Andrea Rispoli, terzino 28enne col “vizietto” del gol (ben 5 in 29 partite sinora), meriterebbe di rimanere nel massimo campionato italiano in qualche squadra di media classifica.
Viceversa per il resto della rosa è difficile immaginare tanto una riconferma nel Palermo quanto un ruolo rilevante in altre squadre di Serie A che ambiscano a non lottare per la retrocessione. Persino un giocatore di esperienza e qualità come Diamanti non è riuscito a mostrare granché del suo potenziale, tornato irriconoscibile nel 2015 dalla sua breve esperienza in Cina al Guangzhou.
Analogamente, nel Pescara le individualità rilevanti si contano sulle dite di una mano. Jean-Cristophe Bahebeck, specie dopo l’arrivo di Zeman, ha dimostrato di avere qualche buon colpo; alla luce dei suoi 23 anni, anche il terzino Francesco Zampano può sperare di risollevare la propria carriera in qualche altro club o divenendo una bandiera del Delfino; ma a conti fatti l’unico giocatore che veramente meriterebbe l’interessamento di qualche club di Serie A di media-alta classifica è Gianluca Caprari, bomber improvvisato dei biancazzurri.

Gianluca Caprari (23) attaccante del Pescara
Attualmente di proprietà dell’Inter, 23 anni, cresciuto nella Roma, già protagonista nella promozione del Pescara nel 2012 e nel 2016, è stato il giocatore più prolifico per il Delfino, benché con soli 8 gol. Le sue qualità piacevano già a Vincenzo Montella ai tempi della Roma e, malgrado sia difficile pronosticare un suo futuro da titolare in una big della Serie A, il campionato cadetto starebbe decisamente stretto all’attaccante romano.
E’ tuttavia emblematico che su due rose da circa 22 giocatori ciascuna vi siano così poche individualità degne di rilievo. Competere per rimanere in Serie A era oggettivamente al di sopra di due squadre mal costruite e affidate in toto a delle scommesse che difficilmente si potevano vincere.






