Dopo aver analizzato e confrontato le prestazioni di Danilo D’Ambrosio e Elseid Hysaj, continua il nostro avvicinamento a Inter-Napoli ed oggi metteremo a confronto Antonio Candreva e Jose Maria Callejon, ossia gli esterni destri offensivi degli scacchieri tattici di Stefano Pioli e Maurizio Sarri.
Entrambi stanno disputando un’ottima stagione: l’esterno nerazzurro ha collezionato 33 presenze, segnando 6 reti e fornendo 10 assist. Il collega azzurro ha saltato solo una partita (32 presenze), ma ha segnato di più rispetto a Candreva, 10 goal, e ha all’attivo lo stesso numero di passaggi vincenti (10). Callejon, inoltre, ha una migliore media voto (6,41 a 6,12). Il calciatore del Napoli ha effettuato più passaggi (1298 a 957), ha una migliore percentuale di riuscita (85% a 79%), ed una miglior precisione nei tiri verso lo specchio della porta (52% a 46%). Entrambi i calciatori hanno lo stesso numero di palloni toccati a partita (61).
L’esterno dell’Inter ha effettuato decisamente più dribbling del giocatore partenopeo (38 a 5) e, seppur avendo effettuato un minor numero di contrasti (190 a 224), ha una migliore percentuale di riuscita (52% a 50%). Inoltre il nerazzurro crossa molto di più di Callejon (248 a 85), effettuando ben 7,5 tentativi a partita contro i 2,6 del rivale, che invece spesso riceve i cross, tagliando dietro al difensore e attaccando il secondo palo. 2 i cartellini gialli per Candreva, 3 quelli per il calciatore del Napoli che ha all’attivo anche un’espulsione (contro il Bologna). 57 a 39 i falli subiti in favore dell’esterno spagnolo, cosi come la percentuale di contrasti aerei vinti (36% a 11%).
In conclusione Callejon è apparso più funzionale e maggiormente decisivo per la sua squadra. Sarri, infatti, non rinuncia praticamente mai allo spagnolo che garantisce al contempo goal, assist ma anche grande copertura sull’out destro. Al contrario Candreva non sta vivendo una grande stagione e sta alternando alti (pochi) a bassi (molti), a causa anche del rendimento non eccelso dell’Inter che, prima con la gestione de Boer e poi con quella Pioli, non ha esaltato a pieno le doti dell’esterno italiano.



