Il regno di Paulo Sousa volge al termine tra mille polemiche. Il portoghese aveva iniziato alla grande la sua esperienza sulla panchina viola, ma il feeling con la proprietà è andato pian piano scemando a causa forse delle differenti ambizioni, tanto da ipotizzare un divorzio già la scorsa estate. Le parti hanno deciso di restare insieme, ma è difficile riparare un matrimonio senza la piena volontà di entrambe le parti. Questa stagione ne è la dimostrazione, con la squadra condannata a non avere obiettivi già a marzo vista la distanza dai piazzamenti europei. Per non parlare poi proprio dell’esperienza in Europa League e della clamorosa eliminazione nei sedicesimi contro il Borussia Monchengladbach, con il black out che ha permesso ai tedeschi di segnare quattro gol al Franchi. Tanti i nomi per sostituire Sousa, destinato a restare fino al termine del campionato. Proviamo a scoprire quali potrebbero fare al caso di una piazza come Firenze.
Sarri, Giampaolo, Maran e Di Francesco: questi i nomi sul taccuino del direttore sportivo Pantaleo Corvino. Il nome del tecnico del Napoli non è messo in cima alla lista per caso. Il rapporto con il presidente De Laurentiis è ai minimi storici dopo le esternazioni del vulcanico numero uno azzurro sulla gestione della rosa. Inoltre il tecnico toscano ha dichiarato in passato la sua volontà di allenare, un giorno, la Fiorentina. Tutto fatto dunque? Non è così semplice. Innanzitutto bisogna considerare l’ingaggio del tecnico, non alla portata delle casse viola. Poi bisogna passare al discorso obiettivi: Sarri è reduce da un secondo posto in campionato e questa stagione punta con decisione a conquistare l’accesso ai preliminari di Champions League. In generale il suo Napoli ha mostrato ambizioni da scudetto, non riuscendo nell’intento solo per via della straordinaria rimonta della Juventus. Firenze è una piazza prestigiosa, ma i Della Valle non sembrano intenzionati ad andare all-in per scalare le gerarchie del calcio italiano. Senza dubbio la filosofia ed il modulo di Sarri si adatterebbero alla perfezione al contesto viola, già abituato da diversi anni a praticare un bel gioco palla a terra con Montella Prima e con Sousa dopo. L’approdo del tecnico rimane però un sogno.
L’alternativa concreta risponde al nome di Marco Giampaolo. Un allenatore finito ai margini del grande calcio, rilanciatosi però con l’esperienza ad Empoli durante la scorsa stagione. Un’annata in cui, proseguendo sulla scia del lavoro di Sarri, è riuscito ad ottenere una salvezza tranquilla mostrando anche sul campo un bel calcio. Anche alla Sampdoria, dopo qualche difficoltà iniziale, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio, contribuendo in modo determinante anche alla crescita di diversi giovani presenti in squadra. Torreira, Praet, Linetty, Schick hanno da subito trovato lo spazio che ha permesso loro di mettersi in mostra, a dimostrazione della bravura del tecnico a lavorare con i giovani. Il suo 4-3-1-2 potrebbe essere l’ideale per esaltare le caratteristiche di Saponara dietro le punte, mentre Bernardeschi dovrebbe adattarsi ad un ruolo leggermente diverso. La filosofia di gioco però è sempre quella: gioco palla a terra e inserimenti dei centrocampisti negli spazi liberati dai movimenti delle due punte: un centravanti mobile come Kalinic potrebbe essere determinante nel nuovo sistema di gioco.
Rolando Maran è forse il nome che stuzzica meno i tifosi nonostante gli ottimi risultati ottenuti alla guida del Chievo Verona, mentre Di Francesco piace alla dirigenza ma è legato da un lungo contratto con il Sassuolo e sembra difficile che si possa liberare a fine stagione. La rosa dei candidati si restringe dunque a Sarri e Giampaolo: in ogni caso sarà la scelta giusta, a patto di decidere sin dall’inizio l’obiettivo stagionale. I malumori di metà stagione, si sa, non fanno bene a nessuno.
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