Il futuro del Napoli ha il volto di Piotr Zielinski. Insieme a Mamadou Diawara, il centrocampista polacco è protagonista della rivoluzione del centrocampo di Maurizio Sarri, capace di cambiare in corsa una volta resosi conto dello scarso momento di forma attraversato da Jorginho e Allan. Il ballottaggio con il centrocampista brasiliano rimane comunque uno dei temi all’ordine del giorno in vista della super sfida di Champions League contro il Real Madrid. I numeri del ventiduenne polacco nelle ultime 10 partite potrebbero convincere il tecnico a puntare ancora una volta su di lui, pur sapendo che nella zona sinistra dei Blancos agiscono Cristiano Ronaldo e Marcelo e che quindi le doti di copertura e raddoppio del mediano ex-Udinese potrebbero essere fondamentali per aiutare Hysaj a contenere il pericolo numero uno. Ma facciamo un passo indietro: come siamo arrivati a questo punto?
Durante l’estate il nome di Piotr Zielinski è uno dei più chiacchierati, vista la strepitosa stagione disputata con la maglia dell’Empoli: 5 reti e sei assist raccolti in 35 presenze per una consacrazione attesa da tempo. Il centrocampista polacco è infatti da tempo indicato come un predestinato, viste le straordinarie doti tecniche di cui dispone. Il problema era la sua collocazione tattica: il suo ruolo naturale dovrebbe essere quello di trequartista, ma Marco Giampaolo è riuscito a riadattarlo come mezz’ala con ottimi risultati. Le caratteristiche rimangono comunque offensive, anche se il suo apporto alla fase difensiva non è da sottovalutare. Il Liverpool sembrava ormai ad un passo dal portarlo in Premier League, quando il direttore sportivo Giuntoli decide di regalarlo a Maurizio Sarri sborsando circa 18 milioni di euro. Valore più che raddoppiato viste le recenti prestazioni. La naturalezza con cui si è inserito nei meccanismi del centrocampo del Napoli ha stupito tutti, presentandosi come perfetto alter ego di Marek Hamsik. La somiglianza con il capitano azzurro è testimoniata dalla confidenza con il gol: tre reti nelle ultime 10 partite, mettendo in mostra sia il tiro da fuori (contro il Cagliari) sia le doti in inserimento (contro l’Inter).Contro il Genoa il suo gol è servito a sbloccare una partita inizialmente complicata. La sua presenza è però importante anche dal punto di vista della costruzione del gioco. Con l’ingresso davanti alla difesa di Diawara, infatti, la manovra del Napoli poteva risentire della mancanza di Jorginho, più bravo tecnicamente rispetto al giovane guineano nella circolazione del pallone. Le qualità di palleggio del polacco permettono al Napoli di avere una doppia opzione di risalire il campo palla al piede, rendendo difficile il pressing avversario. Tutto ciò contribuisce a rendere il gioco degli uomini di Sarri, a detta di tutti, il più bello d’Italia in fase offensiva. Palla al piede poi il polacco dimostra un’eleganza incredibile, capace anche di accelerare e saltare facilmente il diretto avversario. Ciò che Zielinski non può garantire è ovviamente la corsa e la resistenza che caratterizzano il suo concorrente Allan: il mediano brasiliano è infatti più bravo in fase difensiva e questo potrebbe giocare a suo favore nella scelta per il match di Champions League. Impossibile infatti giocarsela ad armi pari con il Real Madrid campione in carica e sperare di avere in mano il controllo del possesso palla, anche se è parte della natura stessa del Napoli puntare al bel gioco. Soprattutto al Santiago Bernabeu ci sarà bisogno di cattiveria agonistica per portare a casa il risultato: Allan, con la sua capacità di pressare a tutto campo, potrebbe quindi essere l’uomo giusto. Il futuro, però, è tutto di Zielinski.
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