La Juve e il centrocampo, il centrocampo e la Juve. Quante volte in questi mesi ci siamo interrogati sulla mediana bianconera, sui moduli da utilizzare, sui giocatori da acquistare per sopperire all’addio di Paul Pogba. Witsel, N’ Zonzi, Verratti, Paredes, Luiz Gustavo, Matuidi (e potremmo continuare per ore) sono solo alcuni nomi che sono stati accostati al club torinese durante il calciomercato estivo ed invernale. Stavolta proviamo a cambiare approccio e ad immaginare, per gioco, un talent show in cui diversi candidati provano a conquistare l’attenzione dei severi giudici bianconeri (Giuseppe Marotta, Fabio Paratici, Pavel Nedved e Massimiliano Allegri) per convincerli a portarli a Torino. In fondo c’è un talent show per tutto. Diamo dunque il via alla prima edizione di J-Factor.
Andrè Gomes – Non sono Pogba (sulle note di “Non sono una signora” di Loredana Bertè)
“Non sono Pogba
Uno con solo creste nella vita…”
Un pizzico di Alvaro Soler in questa foto
Che la Juventus abbia pensato sin da subito ad Andrè Gomes per sostituire il partente Paul Pogba non è una coincidenza. Il portoghese ricorda molto come caratteristiche il suo collega francese: fisico imponente (190 cm di altezza) abbinato ad un’ incredibile eleganza palla al piede. Il tutto condito da uno scatto potente (rapportato ovviamente alla struttura fisica) che gli permette di accelerare con o senza palla. La scorsa estate il Barcellona riuscì a soffiarlo proprio ai bianconeri offrendo circa 60 milioni di euro per prelevarlo dal Valencia: in Catalogna, però, le cose non stanno andando come previsto. Sono 774 i minuti collezionati in 14 presenze nella Liga, con due soli assist. Emergere nel centrocampo blaugrana non è certo semplice, ma in molti si aspettavano un impatto migliore. Ed in molti vorrebbero quindi far leva sulle troppe panchine a cui Luis Enrique l’ha sottoposto per strapparlo dal club catalano. In Italia il suo strapotere fisico e tecnico colmerebbe il vuoto lasciato proprio da Pogba nel centrocampo bianconero. Il suo ruolo ideale sembra però essere quello di mezz’ala, con ottime doti di inserimento, ma potrebbe benissimo adattarsi al nuovo 4-2-3-1 varato da Allegri nel caso in cui si decidesse di puntare in pianta stabile su questo modulo. Qualche difficoltà in più per un possibile impiego da regista, ma vista la carta d’identità (24 anni non ancora compiuti) non è da escludere una sua possibile evoluzione in quel ruolo visto che le qualità tecniche e la visione di gioco non mancano. Un acquisto dal rendimento assicurato, ma dall’altissimo costo: impensabile che il Barcellona lo svenda dopo solo una stagione.
Emre Can – Una vita da mediano
“Lì, Sempre lì,
Lì nel mezzo”
Speriamo sappia fare più di quattro accordi…
Definire Emre Can come un semplice mediano è un po’ ingiusto. Il tedesco, classe 1994, era inizialmente considerato un oggetto misterioso appena arrivato al Liverpool. Tecnicamente più che discreto, è molto portato per la fase difensiva tanto che Brendan Rodgers iniziò a schierarlo come terzo difensore centrale nel suo 3-5-2 con ottimi risultati: un lusso per un difensore avere i suoi piedi e la sua capacità di impostare. Con l’arrivo di Jurgen Klopp sulla panchina dei Reds Can è definitivamente esploso, affermandosi come uno dei centrocampisti “box to box” più completi in circolazione. Sotto la gestione del tecnico tedesco infatti si è iniziato a vedere un giocatore diverso, più portato ad inserirsi rispetto al suo recente passato e, soprattutto, con una grande capacità di corsa in mezzo al campo. Non sempre velocissimo, ma abile nel portare il primo pressing e riconquistare velocemente il pallone: come caratteristiche è possibile paragonarlo ad un altro elemento della rosa bianconera, Sami Khedira. In questa stagione ha collezionato 17 presenze in Premier League (per un totale di 1118 minuti), mettendo a segno tre reti. Un giocatore dagli ampi margini di miglioramento e, soprattutto, versatile: l’ideale per una Juventus camaleontica, pronta a cambiare modulo anche a partita in corso.
Mahmoud Dahoud
Veste già la maglia bianconera
Il più giovane di questo lotto di candidati rappresenta anche il possibile affare a prezzo contenuto (si parla di 20 milioni di euro), visto che Dahoud non ha ancora effettuato il salto in una grande squadra. Il giovane tedesco di origini siriane, nato il primo gennaio del 1996, rappresenta uno degli elementi più interessanti del Borussia Mönchengladbach: nella scorsa stagione il centrocampista è definitivamente esploso sia in Bundesliga sia in Champions League, diventando un elemento fisso nell’undici titolare della squadra tedesca. Impiegato soprattutto in una mediana a due, il tedesco dimostra ottime doti di corsa risultando spesso, a fine partita, il giocatore con più chilometri percorsi in campo. Bravo sia nel pressing sia nell’impostare il gioco, si dimostra abile anche negli inserimenti proprio grazie al suo moto continuo per il campo, fornendo sempre una comoda soluzione di passaggio per i compagni. La sua capacità di inserimento lo porta spesso ad occupare lo spazio vitale tra le linee di centrocampo e difesa avversarie: da quella zona, grazie alle ottime doti nel passaggio, riesce a fornire numerosi assist (8 nella scorsa stagione in Bundesliga). Bravo anche in zona gol, è dotato di un ottimo tiro da fuori area. Tra le noti dolenti possiamo forse annoverare il fisico (175 cm di altezza) e, di conseguenza, la protezione della palla, mentre riesce facilmente a dribblare l’uomo se in movimento. L’ultimo nome rappresenta forse una scommessa per la Juventus: i bianconeri devono decidere se andare all-in per conquistare la Champions oppure continuare a migliorare regolarmente inserendo anche un giovanissimo come Dahoud.
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