La stagione del nuovo Brescia targato Cristian Brocchi ha finora deluso le aspettative. L’allenatore, dopo la breve parentesi alla guida del Milan, punta a rilanciarsi partendo da una società che ha sposato in pieno il suo modo di intendere il calcio. Le Rondinelle, infatti, hanno da qualche anno cambiato il loro modus operandi, affidandosi sempre più a prodotti del vivaio da lanciare in pianta stabile in prima squadra. Giovani e italiani: l’ambiente ideale per un tecnico proveniente dall’ambiente della Primavera e dunque abituato a far crescere i propri giocatori. Il tredicesimo posto attuale, con 23 punti raccolti in 19 giornate, può però essere un punto di partenza per la stagione, vista la solita classifica cortissima che caratterizza la Serie B. Basti pensare che il Brescia ha tre punti di vantaggio sulla zona Play Out e quattro punti di ritardo dall’ultimo posto utile per la zona Play Off. Un nome ha attirato le attenzioni di molti club in Serie A, con Juventus ed Inter in prima fila pronte a dar vita all’ennesimo duello di mercato: un profilo che già i nerazzurri avevano provato a portare alla Pinetina a fine agosto, scontrandosi però con la volontà del club di trattenere il giocatore (forse nella speranza che il prezzo salga grazie alla sua crescita). Stiamo parlando di Leonardo Morosini, trequartista classe 1995. Da non sottovalutare, però, anche il forte interesse del Genoa, che negli ultimi giorni sta provando ad aprire una trattativa col Brescia per strapparlo alla concorrenza.
Il calcio, in casa Morosini, è questione di famiglia. Partendo dal bisnonno, Giuseppe Barcella, centrocampista di Atalanta e Brescia negli anni ’30 e ’40, fino ad arrivare a Tommaso e, appunto, Leonardo. Quest’ultimo si forma calcisticamente tra le fila delle giovanili dell’Inter prima di finire al Brescia, dove esordisce in Serie B nel 2013: qualche fugace apparizione tra i grandi prima di tornare a farsi le ossa in Primavera. Nella stagione 2014/2015 il trequartista inizia a far parte stabilmente della prima squadra, collezionando 23 presenze e mettendo a segno la sua prima rete nei minuti finali del match contro il Bologna, decisiva per la vittoria. La vera consacrazione, però, arriva durante la scorsa stagione grazie agli 8 goal segnati in 36 presenze. Da ricordare il sigillo contro il Trapani: recuperata palla grazie al pressing sulla difesa siciliana, il numero 23 si lancia a tutta velocità verso la porta avversaria e, una volta accentratosi e dribblato l’ultimo difensore, deposita in porta spiazzando il portiere. In questa stagione le reti sono già 4 in tredici presenze, tutti collezionati durante le prime sei giornate. La specialità della casa è il tiro da fuori area: Morosini è abile nel giocare intorno alla prima punta, facendosi così trovare pronto per un eventuale scarico oppure sui cross arretrati da parte degli esterni. Dotato di ottime caratteristiche tecniche, predilige l’azione palla al piede e gli inserimenti alle spalle della difesa. Buona anche la capacità di trovare i compagni grazie ai passaggi filtranti. I paragoni con un mito come Andrea Pirlo, che proprio a Brescia iniziò la sua straordinaria carriera, sono logici, complice il ruolo occupato sul rettangolo di gioco, eppure Leonardo sembra appartenere ad una generazione diversa di trequartisti, capaci non solo di rifinire ma anche di dare sostanza a tutto il centrocampo grazie all’ottima resistenza fisica. Utilizzato anche da seconda punta o da mezz’ala, potrebbe essere proprio in questo ruolo il suo futuro visto che ormai molte squadre non si affidano più al classico numero 10 tra le linee.
La Juventus ci pensa e potrebbe provare l’assalto già a gennaio per poi lasciarlo al Brescia fino a fine stagione. Il ventunenne è però da sempre tifoso dell’Inter, la squadra che per prima si era mossa per portarlo in Serie A: che sia il cuore a scegliere la prossima destinazione? Finora lui, bergamasco, ha fatto la fortuna degli acerrimi rivali della sua città natale. Chissà che non possa essere così anche per i colori bianconeri.



