Roberto De Zerbi, allenatore del Palermo, ha toccato vari temi nella conferenza stampa di rito pre match. Il Palermo, infatti, domani giocherà contro la Lazio in casa alle 12.30. Ecco le sue parole:
“Non so se è una partita decisiva, io spero di vincere. Io sto facendo tutto con il massimo impegno e la massima serietà. Non è una situazione bellissima visto che veniamo da sei sconfitte. Può essere che si cambi qualcosa nel sistema di gioco, ma il modulo non è il motivo delle sconfitte. Io cambio perché ne sono convinto in base all’avversario. La Lazio attacca con diversi uomini, ha attaccanti forti e mezz’ale che spesso si inseriscono, un po’ come il Torino. Può essere che passi a 5 per questo motivo, ma non si risolvono tutti i problemi. Serve una vittoria, i risultati positivi aiutano. Se siamo in queste condizioni, però, i motivi sono più profondi. Intanto, però, penso alla partita di domani. Giocare con un pubblico poco entusiasta sicuramente non fa piacere. Siamo persone prima di essere professionisti. A me non piace essere contestato, così come non mi piace perdere ed essere contestato. Dà fastidio. Un pubblico a favore sarebbe ottimo, ma per i risultati viviamo questa situazione”.
Sul rapporto con il Presidente Maurizio Zamparini:
“Con i presidenti ho avuto sempre confronti, anche accesi alle volte, ma tengo a comportarmi bene e ad essere rispettato avendo autonomia decisionale. Se qualcuno crede o meno a questo non mi interessa, significa che in passato qualcuno è stato abituato differentemente. Io parlo con lui, mi dice quello che pensa e io faccio lo stesso. Il bene della squadra passa dal dire la verità. Con il Presidente ho parlato anche di mercato così come negli incontri passati”.
Sulla condizione di alcuni giocatori:
“Diamanti se sta bene gioca sempre. Nella posizione dove ha giocato a Bologna non si esprime al meglio, ma quando mancano giocatori si perde specificità e qualcuno gioca per forza non nella sua posizione ideale. Parlerò con lui, se è brillante e sta bene giocherà. Altrimenti mi prenderò la responsabilità di lasciarlo fuori, essendo sincero visto che chi sbaglia di più è l’allenatore. Giovedì l’ho visto bene, ieri e oggi era un po’ stanco ma può essere normale e non mi spaventa. Lui ha sempre dato massima disponibilità, soffre la situazione che viviamo. Qualcuno può pensare che Diamanti sia un menefreghista, invece lui è il più generoso. Se non lo vedo brillante nello spunto devo fare una scelta a malincuore. Gonzalez è recuperato e giocherà. Bouy può essere un ipotesi, all’inizio non ha giocato perché non era in forma. Cambio formazione perché è dovuto da un lato a forze maggiori visti gli infortuni, dall’altro a stanchezza e partite ravvicinate. Poi quando si perde bisogna cambiare qualcosa, non ho le idee confuse. Coraggio e intraprendenza si cercano di allenare, il gol di Genova contro la Samp ci ha cambiato tanto. Non è una scusa o un alibi, dal punto di vista del coraggio. Bisogna capire tra due mesi dove sarà il Palermo perché oggi siamo in difficoltà, le sei sconfitte di fila bruciano a tutti ma bisogna vedere anche come sono arrivate. Non abbiamo fatto grandissime cose, ma 4 sconfitte su 6 sono arrivate dopo partite in equilibrio. A Bologna abbiamo preso un gol stupido, a Cagliari avevamo la partita in mano, contro il Milan stavamo riaprendo la partita. Non sono sfide straperse, sono tutte partite in equilibrio. I primi 20 minuti della gara li approcciamo diversamente rispetto agli altri 70. Forse è frutto della preparazione settimana ma è la tensione che cala nel resto della gara. Questa settimana è stata particolare, andare sull’aspetto psicologico non è mai facile. Siamo sempre andati in vantaggio, e una volta che subiamo gol non pressiamo più. A me girano le palle dopo che perdo sei partite, non bisogna prendere alibi e scuse. La responsabilità è mia, ma fino ad un certo punto. Se tutti i ko fossero 4 o 5-0 sarebbe un altro discorso, ma adesso bisogna pensare proprio a se stessi. Io non parlo di chi mi ha preceduto né parlerò di chi mi succederà. So che quando si perde non ti chiama nessuno e quando si vince ti chiamano tutti. Mi prendo la mia parte di colpa, anche se sapevo di prendere una squadra che non avrebbe vinto 7-8 partite di fila”.
Infine un commento sul fatto di giocare alle 12.30:
“La partita a mezzogiorno incide sull’alimentazione, anche se io sono contro tutte le varianti di orario nelle partite in generale. Per me la partita vera è alle 15”.
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