Un solo punto fin qui ottenuto nelle prime quattro partite del girone D di Champions League, frutto di tre sconfitte e un pareggio. 13 gol subiti e 3 gol fatti. Ultimo posto nel girone, anche alla spalle della “cenerentola” Anderlecht. Sono queste le cifre del Galatasaray di Cesare Prandelli in questa finora disarmante stagione di Champions della squadra turca.
Ieri sera ennesima prova incolore dei giallo-rossi che, al cospetto di un Borussia Dortmund sempre più a due facce (primo a punteggio pieno e già qualificato nel torneo continentale, con due partite d’anticipo, penultimo in Bundesliga), sono crollati con un punteggio, in realtà, anche più netto e ampio di quanto visto in campo, ma comunque largamente meritato dagli uomini di Klopp. Uomini di Klopp abili a sfruttare soprattutto le amnesie difensive dei turchi e la poca reattività in campo. Di Reus, Papastathopulos, Immobile e autogol di Kaya le marcature dei teutonici, intervallate, per il momentaneo 2 a 1, dalla rete di Hakan Balta.
Troppo poco per Prandelli e i suoi, a cui ora serve un miracolo per ottenere la qualificazione nel girone. Da superare, soprattutto, la concorrenza dell’Arsenal di Wenger, ieri fermato a sorpresa sul 3-3 casalingo (era in vantaggio 3 a 0), dall’Anderlecht. Risultato che, quindi, tiene ancora aperte le speranze sia per i belgi che per il Galatasaray, a cui però servirà vincere entrambe le partite restanti, proprio contro gli inglesi e l’Anderlecht. E dovrà farlo con un’ampia differenza reti, dato che, all’andata, contro l’Arsenal, i turchi hanno perso per 4 a 1.



