Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno dell’Argentina, una delle grandi favorite per la vittoria finale.
Il cammino verso il mondiale
L’Argentina, nonostante sia arrivata terza nel girone di qualificazione, ha dovuto faticare per qualificarsi al Mondiale di Russia; l’Albiceleste, infatti, si è trovata di fronte a numerose insidie superate solo grazie alla presenza di uno dei due giocatori più forti al mondo, Leo Messi. Il cammino della nazionale guidata dal Tata Martino (successivamente ci sarà l’esonero ed il conseguente arrivo di Bauza prima e Sampaoli poi) non inizia nel migliore dei modi; una sconfitta e due pareggi nelle prime tre partite complicano sin da subito la strada verso Russia 2018. L’Argentina ha bisogno di una scossa e questa arriva nella partita contro la Colombia, vinta grazie alla rete di Biglia; dopo il successo con i Cafeteros arrivano altri sei punti contro Cile e Bolivia. Arriva la Copa America e la sconfitta, in finale contro il Cile, è un vero e proprio terremoto per l’Argentina: Bauza prende il posto dell’esonerato Martino e Messi annuncia l’addio alla nazionale. Il fenomeno del Barcellona, dopo un periodo di riflessione, cambia idea e torna a giocare per l’Albiceleste; il suo apporto si nota subito nella vittoria con l’Uruguay. Le difficoltà, però, non sono finite: nelle successive sette partite arrivano due pareggi, tre sconfitte e solamente due vittorie; la Russia è sempre più lontana e, per scongiurare una clamorosa non partecipazione al Mondiale, Bauza viene sollevato dall’incarico. Al suo posto arriva Sampaoli il cui compito, negli ultimi quattro match, non è per niente semplice. L’allenatore, per sua fortuna, può contare su un certo Messi che nella sfida più importante, contro l’Ecuador, decide di mettersi in proprio e con una tripletta trascina al Mondiale la sua Argentina.
1) Argentina: la Squadra

L’Argentina affronterà il Mondiale con un 4-3-3 tutta qualità; in porta, a causa dell’infortunio al ginocchio di Romero, ci sarà uno tra Caballero ed Armani con il primo che sembra in vantaggio per difendere la porta dell’Albiceleste. La difesa verrà guidata dall’esperienza e dalla fisicità di Otamendi e Fazio con la spinta di Tagliafico e Salvio sulle fasce. La costruzione del gioco passerà per i piedi di uno tra Banega e Biglia (il centrocampista del Siviglia è avanti nelle gerarchie di Sampaoli) senza dimenticare Lo Celso che ha fatto molto bene al PSG. Gli intermedi, molto probabilmente, saranno Mascherano e Lanzini con il primo ad avere la responsabilità di aiutare la squadra in fase difensiva. Il bello, però, viene in attacco; l’Argentina, infatti, può contare sul tridente Di Maria-Messi-Higuain con Aguero e Dybala pronti a subentrare a gara in corso. Tanta qualità per una nazionale che, dopo la delusione di quattro anni fa, vuole alzare la coppa del Mondo.
1.1) L’allenatore: Jorge Sampaoli

Sampaoli inizia la carriera da allenatore nell’Argentino de Rosario, squadra allenata dal 1996 al 1997; dal 2002 al 2010 fa varie esperienze tra il Juan Aurich, lo Sport Boys, il Coronel Bolognesi, lo Sporting Cristal, l’O’Higgins e l’Emelec. Il tecnico, le prime soddisfazioni, le ha sulla panchina dell’Universidad de Chile con cui ottiene risultati importanti tra cui la vittoria della Copa Sudamericana 2011; nello stesso anno si posiziona secondo nella classifica del miglior allenatore sudamericano. La prima esperienza alla guida di una nazionale gli viene concessa dal Cile; sulla panchina della Roja, nel 2015, ottiene la vittoria della Copa America battendo ai calci di rigore proprio l’Argentina. Prima di diventare commissario tecnico dell’Albiceleste si fa le ossa in Europa, al Siviglia con cui ottiene un ottimo quarto posto valido per disputare i play-off di Champions League.
1.2) La stella: Lionel Messi

L’Argentina, nonostante l’immensa qualità a disposizione, per vincere il Mondiale deve sperare che la sua stella più grande brilli nel migliore dei modi. Stiamo parlando, ovviamente, di Lionel Messi; la Pulga, dopo aver trascinato l’Albiceleste in Russia (decisiva la sua tripletta contro l’Ecuador), ha il compito di portare la nazionale sul tetto del Mondo, impresa che quattro anni fa gli venne tolta dalla Germania. Descrivere Messi non è semplice, o meglio si rischierebbe di finire nel banale visto che sul talento del Barcellona è già stato detto tutto. Per lui parlano i numeri (goal e assist a profusione) e la sua capacità di segnare ma anche di mandare in porta i suoi compagni. Nel palmarès della Pulga manca un titolo con la nazionale. Messi, in Russia, va con una missione: vincere il Mondiale per cancellare le recenti delusioni (Copa America su tutte).
2) Argentina: la storia
L’avventura della nazionale argentina ha inizio il 20 luglio 1902 quando l’Albiceleste disputò il primo match della sua storia contro l’Uruguay; i primi successi arrivano in Copa America (trofeo che l’Albiceleste alzerà per ben 14 volte) nel 1921, 1925 e 1927. L’anno dopo, nei Giochi olimpici del 1928 (unica partecipazione della nazionale maggiore a questo evento), si manifesta la prima delusione quando la selección fu costretta ad arrendersi in finale proprio alla Celeste; nel 1929 altro successo in Copa America mentre nel Mondiale del 1930 l’Argentina ritrova, sempre in finale, la nazionale uruguaiana. L’esito è vittoria dell’Uruguay. Nel primo periodo di vita l’Albiceleste alternò vittorie e sconfitte a causa di una regola che impediva alla nazionale di convocare i giocatori che militavano all’estero. Con il tempo, però, l’Argentina riesce a riprendersi e, nel giro di otto anni, vince due Mondiali (quello casalingo del 1978 e quello in Messico nel 1986 che è l’ultimo trionfo dell’Albiceleste in una coppa del Mondo). Da quel momento, però, inizia un periodo buio per la nazionale argentina che, esclusi i due successi in Copa America (1991 e 1993), raccoglie solo delusioni. Le più clamorose? L’eliminazione dal Mondiale nel 2002 (ai gironi), la finale perse nel 2014 (per mano della Germania) e le due sconfitte, in Copa America, ai rigori con il Cile nel 2015 e nel 2016. In Russia l’Albiceleste vuole porre fine alle delusioni e tornare, a distanza di 32 anni, sul tetto del Mondo.



