Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno del Portogallo, nazionale reduce dalla conquista dell’ultimo europeo.
Portogallo: il cammino verso il mondiale
A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali in Russia, le squadre sono già quasi tutte ben consolidate e organizzate per affrontare al meglio questa magnifica competizione. In casa europea, al Mondiale ci sarà CR7 con la sua nazionale, il Portogallo. I lusinati si sono qualificati nel girone B piazzandosi primi in classifica e a pari punti con la Svizzera. L’ago della bilancia in quel caso è stato il dato inerente alla differenza reti che hanno visto i portoghesi in vantaggio rispetto agli svizzeri. Il Portogallo ha chiuso quindi la pratica primo nel girone. Il percorso di qualificazione non era nemmeno partito benissimo, vista la sconfitta in casa dello Svizzera. Nelle successive due giornate (e ciò alla fine ha fatto la differenza) gli iberici hanno però sconfitto Andorra e Far Oer per 6 a 0, con un +12 in differenza reti davvero pesante. Per il resto del girone il Portogallo non ha comunque avuto difficoltà, vincendole in tutte le partite nonostante qualche goal subito di troppo. Cammino quindi molto agevole per i campioni europei in carica, che adesso puntano alla doppietta.
Portogallo: la squadra

E’ noto a tutti che la nazionale portoghese può vantare la presenza in squadra di giocatori molto importanti nel panorama calcistico mondiale. Il Portogallo è sempre stata una squadra che negli anni ha messo in campo calciatori molto forti, ha avuto in rosa calciatori dal calibro di Nani, di Fernando Cauto, di Pauleta e di Cristiano Ronaldo, ancora attualmente in nazionale. Quest’anno non sarà da meno. Nella lista dei 23 convocati sono presenti l’ex interista, Joao Mario, Andrien Silva del Leicester City e Mario Rui, protagonista di una seconda buona parte di campionato con il suo Napoli. A differenza della squadra reduce dalla vittoria dell’ultimo europeo, non ci saranno Eder, Cancelo e Nani. Il ct del Portogallo, Santos potrebbe schierare in campo un 4-4-2 con davanti CR7 e André Silva mentre a formare il quartetto difensivo ci penseranno Cedric, Pepe, Fonte e Guerreiro. A centrocampo spazio a William Carvalho, giocatore 21enne dello Sporting che in nazionale vanta già più di 40 presenze e 2 goal; al suo fianco agiranno Moutinho e Bernando Silva del Mancester City che avranno il compito di inserirsi nell’area di rigore avversaria per aiutare il reparto offensivo. Ballottaggio ancora del tutto vivo sulla fascia destra è quello tra Joao Mario e Adrien Silva, con il primo in vantaggio per una maglia da titolare. Sicuramente il Portogallo è una squadra che deve formare un assetto di gioco che sia in linea con le caratteristiche di Ronaldo. Santos dovrà pensare a costruire uno schema che potrà al meglio tirare fuori tutte le qualità del giocatore portoghese.
L’allenatore: Fernando Santos

Fernando Santos è nato a Lisbona nel 1954, con un passato da calciatore. Dal 2014, Santos è commissario tecnico della nazionale portoghese con cui si è laureato campione nell’ultimo europeo in Francia del 2016, dopo aver battuto i padroni di casa in finale per 1 a zero. Oltre al mondo del pallone, su di lui emergono notizie molto interessanti: il ct del Portogallo è infatti laureato in ingegneria elettronica ed è stato anche direttore in un albergo.
Dal punto di vista calcistico, Santos si è sempre distinto per la sua formidabile capacità di creare dei gruppi coesi e di saper scolpire nei suoi giocatori lo spirito di gruppo. E’ sempre stato capace di gestire la comunicazione sia con i media che con i propri ragazzi. Nella sua carriera, Fernando Santos ha trascorso due stagioni in Grecia, dove ha vinto una Coppa nel 2001/2002, tutto questo prima di mettere i piedi da tecnico sul suolo portoghese. Nel 2006, infatti, fu assunto dal Benfica, squadra che lo vide nascere come calciatore e di cui ne era tifoso e socio. Qui adottò un 4-4-2 a rombo e ottenne il terzo posto in campionato. Il 20 agosto 2007 fu però, all’inizio della nuova stagione, esonerato dopo un pareggio contro il Leixões. Nel 2010 fu nominato commissario tecnico della Grecia con la quale non fece molto bene, nella fase finale dell’europeo del 2012 superò la fase a gironi ma fu poi eliminato ai quarti di finale dalla Germania. Santos guidò gli ellenici alla qualificazione del campionato del mondo 2014, dove la Grecia, però, fu eliminata agli ottavi di finale dopo i tiri di rigore dalla Costa Rica. Nel 2014 diventò il CT del Portogallo, nazionale che ancora oggi allena. Dal punto di vista tattico, la sua filosofia prevede un gioco molto libero, che prende ispirazione al Calcio Totale Olandese, in cui il modulo ed i movimenti sono a servizio della tipologia dei giocatori in campo e non viceversa. Anche nello scorso Europeo, abbiamo visto diverse volte giocatori occupare le più disparate zone del campo, al fine di evitare di dare precisi punti di riferimento agli avversari.
La stella: Cristiano Ronaldo

La sorte del mondiale del Portogallo è tutto nelle mani del giocatore più forte della competizione, Cristiano Ronaldo. Il percorso che farà la nazionale dipenderà molto, quindi, dalla sua presenza e dalla sua condizione fisica e mentale. Il Portogallo non può fare a meno della sua fondamentale fame di goal, delle sue prodezze con la palla e dei suoi giochi di prestigio che da sempre lo hanno contraddistinto dagli altri giocatori più “normali”. Senza tutto ciò sarà difficile, infatti, per i lusitani ambire ad un posto da protagonisti in questo mondiale. Il peso sulle spalle di CR7 è senza dubbio pesante ma lui si è sempre fatto valere in momenti difficili e decisivi. Altro aspetto che si aggiunge alla sua già lunghissima lista di qualità. Dal punto di vista tecnico, CR7 ha sempre fatto vedere che nel “salto” è il più forte di tutti. Sì, perché dal 2009 è il giocatore che ha realizzato più gol grazie al colpo di testa: il campione d’Europa è in grado, infatti, di superare difese molto più alte di lui e la chiave sta nella sua gran capacità di salto. Ronaldo può raggiungere i 2,61 metri, staccandosi del suolo tra 50 e 55 centimetri, ma strepitoso rimane anche il tempo durante il quale resta sospeso in aria. Con la nazionale portoghese, Cristiano Ronaldo ha raccolto circa 149 presenze, confermandosi il giocatore con più partite giocate attualmente. Nella storia, invece, il calciatore che vestito più volte la maglia dei lusinati è stato Nenè (421). CR7 è, inoltre, l’attaccante che ha collezionato più goal, andando a segno 81 volte. Dal punto di vista della carriera sarebbe inutile approfondire quello che è probabilmente uno dei giocatori più forti di tutti i tempi: sia con il Manchester United, che con il Real Madrid, il portoghese ha vinto di tutto, segnando reti a valanga in tutta la stagione. Con i Blancos, addirittura, sono più i goal segnati che le presenze: 311 contro 292. Numeri da capogiro per colui che detiene ben 5 Palloni d’Oro, con la possibilità concreta di vincere anche il sesto in questa stagione, per confermarsi il giocatore più vincente, a livello individuale, della storia calcistica.
Portogallo: la storia
Le prime basi del gioco del calcio furono costruite in Portogallo dai commercianti inglese intorno al 19°secolo. Il calcio si confermò da subito lo sport più seguito dai giovani dell’alta borghesia che molto spesso erano costretti a terminare gli studi in Inghilterra, paese madre di questo sport, dove quindi potevano approfondire le tematiche del calcio. In Portogallo, comunque, questo gioco si diede una vera e propria identità con un certo ritardo rispetto alle altre nazioni dell’Europa, sia per la posizione decentrata del paese, che quindi non consentiva influenze frequenti con il mondo del calcio europeo, e sia per la rivalità fra le squadre di club di Porto e quelle di Lisbona.
La prima partita del Portogallo fu proprio contro la Spagna, dalla quale nascerà una rivalità storica (vista ovviamente anche la vicinanza territoriale) tanto da far definire tale incontro il “derby iberico”. Un’altra sentita rivalità è con il Brasile. La prima apparizione del Portogallo ai mondiali di calcio è datata 1966. La competizione venne conclusa al terzo posto, che è a tutt’oggi il miglior piazzamento della nazionale nella storia Dopo la sospensione dell’attività calcistica a causa dell’inizio della Seconda guerra Mondiale, il Portogallo, il 25 maggio del 1947, conobbe la peggiore umiliazione della propria storia: nella sfida contro l’Inghilterra, i lusinati, che pure non si aspettavano certo di battere i più forti avversari, subirono una mortificante debaclé per 10 reti a 0. La brutta sconfitta però ebbe importanti risvolti positivi nel mondo calcistico portoghese: molti club si rivolsero a tecnici provenienti dal resto dell’ Europa per rinforzare le proprie squadre. Nel 1949, lo Sporting giunse in finale nella Coppa Latina per club, l’anno successivo il Benfica trionfò e fu ancora in finale nel 1957. Per quanto concerne la nazionale, invece, essa ottenne anche lei importanti risultati. Ci furano prima due importanti vittorie contro Inghilterra e Brasile, poi la positiva esperienza dei Mondiali del 1966 in Inghilterra. In quel mondiale, infatti, i portoghesi per la prima volta riuscirono a qualificarsi per la Coppa del Mondo, arrivando a sfiorare anche la finalissima. Dopo l’exploit di quegli anni, arrivò la crisi del Benfica, squadra principale nel mondo calcistico portoghese. Per ritrovare il Portogallo ai massimi livelli bisognò attendere gli Europei del 1984, edizione in cui giunse sino alla semifinale. Lo stesso risultato arrivò in Francia nel 2000.
Il Portogallo tornò in semifinale a Germania 2006, quando arrivò quarta, per un totale di due piazzamenti nelle prime quattro posizioni su sei partecipazioni complessive. Agli europei, su sette partecipazioni, è sempre arrivata almeno ai quarti di finale, e per cinque volte è arrivata nei primi quattro posti. Conta inoltre una partecipazione alla Confederations Cup, a Russia 2017, torneo concluso al terzo posto. L’ultimo europeo in Francia fu vinto proprio dalla nazionale portoghese che riuscì a battere i padroni di casa in finale per 1 a 0.



