La Serie A 2017/2018 è ormai finita, consegnandoci alcuni verdetti molto prevedibili (la vittoria in campionato della Juventus o la retrocessione del Benevento) con alcune sorprese (il Milan solo in Europa League) e delle battaglie davvero entusiasmanti (la lotta Inter vs Lazio per il posto in Champions League). Finito il campionato, è tempo di riflessioni e di verdetti: ecco perché, noi di RadioGoal24, abbiamo deciso di analizzare com’è andata andata la stagione delle squadre più importanti del nostro campionato, per cominciare a parlare anche in ottica futura.
Juventus, l’analisi del mercato

Con la stagione ormai conclusa, è possibile analizzare il tipo di mercato effettuato dalla società, evidenziandone sia i pro che i contro. Dopo la deludente finale di Cardiff persa contro il Real Madrid, che ha creato parecchi disaccordi all’interno del gruppo, la Juventus ha deciso di cambiare molto in estate, scegliendo di sacrificare anche big eccellenti. In particolar modo ci riferiamo a Leonardo Bonucci e Dani Alves: il primo è passato al Milan, mentre il secondo al Paris Saint-Germain. La causa della loro cessione è stata motivata soprattutto dai diversi screzi che si erano ormai creati tra i giocatori ed il club: nel caso di Bonucci, ad esempio, ricorderete il battibecco durante Juventus-Palermo, con conseguente multa e sgabello di Oporto. Per quanto riguarda il brasiliano non hanno fatto piacere alcune dichiarazioni rilasciate nei confronti della società bianconera, sopratutto dopo la fine di Champions League persa con i Blancos. La Juventus ha così deciso di puntare in difesa su Howedes e De Sciglio: il tedesco è stato preso per garantire duttilità ed esperienza, data la sua capacità di giocare sia centralmente che sulla fascia, mentre l’ex giocatore del Milan è stato acquistato per fare da secondo a Lichtsteiner. Le cose alla fine sono andate diversamente, dato che l’ex Schalke 04 a causa di vari infortuni ha collezionato solo tre presenze in campionato, mentre De Sciglio con il giusto tempo si è conquistato spazio e fiducia dell’ambiente. Quelli che però hanno rappresentato il miglior colpo di mercato sono stati Szczesny, Matuidi e Douglas Costa. L’ex portiere di Roma e Arsenal è stato chiamato a sostituire Neto, e per gran parte della stagione ha subito l’imponente ombra di Buffon, salvo sostituirlo per quasi un mese nel periodo in cui Super Gigi si era infortunato: tutte le volte che è stato chiamato in causa, comunque, il polacco si è sempre fatto trovare pronto, e l’addio del numero uno bianconero gli apre le porte per un posto da titolare inamovibile. Matuidi è invece ciò che serviva di più al centrocampo, dato che da parecchio tempo la Juventus necessitava di un giocatore che corresse dannandosi l’anima in mezzo al campo, cercando di recuperare palloni importanti e scaricarli per i compagni. Le sue caratteristiche hanno fin da subito ricordato quelle di Arturo Vidal (anche se il cileno era dotato di molta più tecnica), che lo scorso anno aveva lasciato la Juventus per andare al Bayern Monaco: la storia del calcio è piena di operazioni tra il club di Torino e quello tedesco, tant’è che nella scorsa estate si è verificato l’ennesimo, ovvero il prestito di Douglas Costa per 6 milioni di euro, con un riscatto fissato a 40 milioni. Inizialmente l’esterno brasiliano è stato utilizzato poco nello scacchiere di Allegri, che come di consueto ha un metodo tutto suo di gestire i nuovi arrivati, ma che alla fine si rivela efficace: alla stessa maniera di Dybala due anni fa, il brasiliano ha avuto poche chance nella prima parte di stagione, e a volte le sue giocate fine a se stesse portavano pochi benefici alla squadra, con Cuadrado e Mandzukic che davano più garanzie. L’infortunio del colombiano e i vari problemi riscontrati dal croato, però, hanno permesso a Costa di iniziare a giocare con più frequenza, alternandosi sia a destra che a sinistra, a seconda della situazione. Nelle fasi finali del campionato ha inoltre fatto sbocciare tutto il suo talento, tanto che Allegri non ha più potuto fare a meno di lui. Rimane infine il caso Bernardeschi: l’ex giocatore della Fiorentina è stato acquistato per sostituire Marco Pjaca, andato in prestito allo Schalke 04, ma le sue scese in campo da titolare sono state veramente minime. Nei due mesi in cui Dybala è stato lontano dai campi a causa del problema legato al flessore della coscia, tutto lasciava presagire che fosse arrivato il grande momento per l’ex viola, che però in quelle poche volte in cui ha giocato si è rivelato molto più utile subentrando dalla panchina piuttosto che nell’undici titolare. Il suo talento tuttavia non si discute, ma l’anno prossimo dovrà dare segnali più convincenti sia all’allenatore che alla società, che dal canto suo dovrà centellinare campioni che possano far fare il salto di qualità soprattutto in Europa. Voto a Marotta? 7,5.
Juventus: l’andamento in campionato e nelle coppe

Nella stagione appena conclusa la Juventus è riuscita a vincere campionato e Coppa Italia, ottenendo il double per il quarto anno consecutivo. L’unica nota dolente è stata l’uscita dalla Champions League, avvenuta all’ultimo minuto di Real Madrid-Juventus a causa di un’ingenuità commessa da Benatia su Vazquez, dopo che i bianconeri erano riusciti a rimontare il 3-0 dell’andata. L’esclusione dall’Europa ha influenzato molto il finale di stagione del club del presidente Agnelli, che con il pareggio di Crotone e la sconfitta subita contro il Napoli, aveva permesso ai partenopei di portarsi a meno uno in classifica. Con le restanti quattro partite da giocare, in cui la Vecchia Signora avrebbe dovuto incontrare prima Inter e poi Roma in trasferta, il conseguimento del settimo scudetto consecutivo sembrava davvero complesso, ma come leoni feriti Buffon e compagni sono riusciti a ricompattarsi e a trovare le ultime energie per il finale di campionato. La folle vittoria sull’Inter per 2-3, inoltre, ha influito molto sul rendimento del Napoli, sull’onda dell’entusiasmo dopa la vittoria dell’Allianz Stadium ma prossimo alla batosta contro la Fiorentina, con la tripletta de El Cholito Simeone che ha condannato la squadra azzurra ad una sconfitta fatale. Ora che sono scorsi i titoli di coda della stagione, possiamo dire che la Juventus è sempre stata la favorita per la vittoria finale, anche se il calo fisico e mentale post-Madrid ne aveva minato le certezze. Fino a quel momento, infatti, la formazioni di Allegri si era sempre ben comportata in campionato, salvo nelle due uscite a vuoto contro Lazio e Sampdoria, ma proprio nella gara di ritorno contro i biancolesti era arrivata la partita del sorpasso, con il goal di Dybala allo scadere del 93′ che aveva spezzato il morale del Napoli, uscito sconfitto qualche ora più tardi nella sfida casalinga contro la Roma. Riallacciandoci a quanto detto in apertura di paragrafo, l’unico rammarico stagionale rimane la partita vinta al Bernabeu per 3-1: la doppietta di Mandzukic e il goal di Matuidi avevano dato ottime speranze alla Juventus di poter andare ai tempi supplementari, ma il fallo di Benatia su Vazquez e la complicità di un arbitro “poco sensibile” hanno fatto si che Madama vedesse crollare in un attimo una storica rimonta. Certo, l’ennesimo trionfo in Serie A e il roboante 4-0 maturato in finale di Coppa Italia contro il Milan hanno reso il ricordo di quella serata un po’ meno amaro, ma è chiaro che tutta la dirigenza bianconera dovrà fare uno sborso economico importante per il prossimo anno, in modo da poter regalare ad Allegri una rosa equiparabile a quella delle altre big europee. Nonostante ciò, il voto del tecnico toscano è 8,5.
Juventus: Top e Flop della stagione
Top:
1) Douglas Costa: il brasiliano, nonostante un iniziale momento di difficoltà, si è rivelato senza dubbio l’esterno offensivo più forte del nostro campionato. La sua bravura nel dribblare e nel saper saltare l’uomo ha dato filo da torcere anche a Tottenham e Real Madrid, ponendo forti speranze per la prossima Champions League bianconera, vero obiettivo della società.
2) Paulo Dybala: il campionato della Joya ha avuto momenti di alti e bassi, ma le 22 reti segnate in campionato lo rendono il miglior marcatore dei suoi in Serie A. Gli si rimprovera spesso il fatto di essere poco decisivo nelle partite che contano, anche se quest’anno ha attraversato diversi problemi sia dal punto di vista personale che fisico. Bisogna anche dire che il goal contro la Lazio allo scadere è valso mezzo campionato, quindi giusto collocarlo tra i giocatori più determinanti della stagione.
3) Medhi Benatia: la partenza di Bonucci aveva scosso tutto l’ambiente bianconero, costretto a privarsi di una delle sue colonne portanti. Al suo posto è stato comprato Howedes, ma il vero affare è stato il riscatto di Benatia dal Bayern Monaco: il marocchino è tornato ai fausti di quando giocava con la Roma, bravo nel marcare ma anche nell’andare in goal, come dimostra la doppietta di Coppa Italia realizzata contro il Milan.
Flop
1) Alex Sandro: dopo un primo anno positivo in cui aveva fatto vedere tutte le sue doti offensive e difensive, la seconda stagione in bianconero si è dimostrata fallimentare per il brasiliano. Spento e poco voglioso, ha costretto molte volte la sua squadra a “giocare con un uomo in meno”. Alcune voci di mercato avrebbero influito pesantemente sul suo rendimento, compromettendo di fatto l’annata appena trascorsa.
2) Benedikt Howedes: preso in presito dallo Schalcke 04 per 3,5 milioni di euro, il tedesco ha deluso fortemente le aspettative. Chiariamo però il concetto: quando è stato chiamato in causa si è anche dimostrato un difensore solido, esperto e difficile da spostare, ma i suo tanti infortuni e le sue sole tre presenze stagionali non possono far altro che collocarlo tra i flop della rosa bianconera.
3) Claudio Marchisio: il principino non è più quella di una volta, ma questo si sapeva già diverso tempo. La stagione appena conclusa è stata forse la più difficile per lui, e il fatto che Sturaro abbia giocato più minuti di lui la dice lunga sulla considerazione che Allegri può avere del suo numero 8.



