La Serie A 2017/2018 è ormai finita, consegnandoci alcuni verdetti molto prevedibili (la vittoria in campionato della Juventus o la retrocessione del Benevento) con alcune sorprese (il Milan solo in Europa League) e delle battaglie davvero entusiasmanti (la lotta Inter vs Lazio per il posto in Champions League). Finito il campionato, è tempo di riflessioni e di verdetti: ecco perché, noi di RadioGoal24, abbiamo deciso di analizzare com’è andata andata la stagione delle squadre più importanti del nostro campionato, per cominciare a parlare anche in ottica futura.
Roma, l’analisi del mercato

A fine stagione è importante analizzare, prima di tutto, se la strategia sul mercato adottata dalla società è stata quella giusta: la Roma ha cambiato molto lo scorso anno, a partire dal direttore sportivo: se ne è infatti andato Walter Sabatini, presente fin dagli inizi della Roma “Made in U.S.A”, per far posto allo spagnolo Monchi, eroe del pluri-premiato Siviglia. Tuttavia la strategia primaria del club giallorosso non è affatto cambiata. Anche quest’anno la rosa giallorossa è stata pesantemente ridimensionata a causa di alcune pesanti cessioni effettuate per risanare il bilancio: la partenza di Rudiger e sopratutto quella di Salah (protagonista poi dell’eliminazione della Roma in Champions League) sono state pesanti, lasciando dei buchi purtroppo mal riempiti dal nuovo dirigente romanista. Al posto del tedesco è stato preso infatti Moreno, venduto poi a gennaio senza praticamente essere mai utilizzato, mentre in attacco il grande colpo per non far sentire la mancanza dell’egiziano è stato Schick. Aldilà della questione Juventus, con il ceco che era stato preso dai bianconeri ma poi mollato per problemi fisici, ha fatto discutere sopratutto il prezzo e la posizione per cui è stato preso: il budget di 40 milioni per l’esterno è infatti stato sborsato per una punta che aveva fin lì disputato solo una stagione di buon livello, quasi sempre da subentrato, nella Sampdoria. Aldilà delle questioni tattiche, ha pesato sopratutto il tempismo, visto che il giovane talento è arrivato sopratutto come rimpiazzo per la mancata riuscita dell’affare Mahrez, che ha monopolizzato il mercato giallorosso per un mese intero. La stagione di Schick, per tutta una serie di motivi fra adattamento, ruolo ed infortuni, non è stata delle migliori, anche se l’attenuante dell’età si erige a salvagente dell’investimento. Anche anche altri acquisti non hanno convinto del tutto: Karsdorp è arrivato infortunato ed ha finito la stagione sotto i ferri, Pellegrini è sembrato ancora troppo acerbo per guidare il centrocampo, Gonalons si è reso protagonistiadi una serie di errori grossolani per tutta la stagione, Silva è stato utilizzato solo in una partita, Defrel non ha mai inciso prima di infortunarsi. A salvare una sessione sicuramente non sufficiente ci ha pensato il “colpo” Under, preso per giocare da riserva come esterno destro e capace di prendersi la titolarità nel girone di ritorno grazie ad alcuni grandi colpi. Anche Kolarov si è rilevato un buon innesto, capace di dare esperienza e corsa sulla fascia, una stabilità nel ruolo di terzino che mancava da molto in casa Roma. Il primo anno di Monchi ha saputo quindi regalare alcuni buoni colpi, ma la gestione cessione-ricambi non ha convinto del tutto e dovrà sicuramente fare meglio nella prossima sessione. Voto a Monchi? 5.5
Roma: l’andamento in campionato e nelle coppe

Foto Fabio Rossi/AS Roma/ LaPresse
20/08/2017 Bergamo (Italia)
Sport Calcio
Atalanta – Roma
Campionato di Calcio Serie A Tim 2017/2018 – Stadio Atleti Azzurri d’Italia
Nella foto: Eusebio Di Francesco
Photo Fabio Rossi/AS Roma/ LaPresse
20/08/2017 Bergamo (Italia)
Sport Calcio
Atalanta – Roma
Italian Football Championship League A Tim 2017/2018 – Stadio Atleti Azzurri d’Italia
In the pic: Eusebio Di Francesco
Anche quest’anno la Roma non è riuscita a vincere un trofeo, ma sicuramente siamo stati di fronte ad una delle stagione più emozionanti in casa giallorossa da molti anni. Stranamente però non c’entra nulla il campionato, visto che la brigata guidata da Di Francesco non è ai riuscita a impensierire Juventus e Napoli per lo scudetto, ma non è mai nemmeno sembrata in pericolo per la conquista del terzo posto. Una Serie A quindi abbastanza noiosa che si era aperta in maniera non perfetta, visto il successo contro l’Atalanta per un misero 1 a 0 su punizione e la sconfitta in casa subita contro l’Inter dell’ex Spalletti. Già le prime giornate sembrano presagire una stagione di transizione, di alti e bassi: tuttavia, dopo la sconfitta contro i nerazzurri, i giallorossi sono riusciti (sfruttando il calendario) ad inanellare una serie di vittorie molto importanti (contro Verona, Benevento, Milan ed Udinese) prima di soccombere in casa contro lo strapotere del Napoli. Ciò nonostante Di Francesco non ha mai perso il controllo della sua squadra, sapendo dare la giusta carica ai suoi dopo ogni sconfitta. Assimilato il k.o. contro i partenopei, sono arrivate altre 5 vittorie consecutive, tra cui un bellissimo successo nel derby contro i cugini della Lazio, grazie ai goal di Perotti e Nainggolan. Successivamente però la Roma ha sofferto un periodo piuttosto grigio, andando a perdere punti contro squadre decisamente più deboli: il pareggio contro il Genoa, il Chievo ed il Sassuolo hanno minato le ambizioni giallorosse, con tanto di sconfitta in casa della Juventus a distruggere ogni speranza scudetto. All’inizio del girone di ritorno le cose non sono migliorate, con soli 2 punti guadagnati in 4 partite. Come all’andata, il mister ha saputo però sfruttare alcuni impegni più facili per ottenere 3 vittorie consecutive con avversari del calibro di Verona, Benevento ed Udinese, prima però di tornare con i piedi per terra facendosi battere dal Milan di Gattuso. La storia della Roma ci ha insegnato però che i giallorossi riescono quasi sempre a sorprendere nei momenti peggiori e con la vittoria al S. Paolo contro il Napoli, sono riusciti a rialzare la testa. Durante le partite successive gli uomini di Di Francesco hanno mantenuto un ritmo stabile, con molte vittorie ma qualche passo falso di troppo come la sconfitta in casa contro la Fiorentina ed il pareggio contro la Lazio, prima di vincere le ultime uscite per aggiudicarsi il terzo posto. Negli ultimi tempi però la mente dei giocatori era da tutt’altra parte, visto la grandiosa avventura in Champions League: i giallorossi erano stati inseriti in un “girone di ferro” contro Chelsea, Atletico Madrid e Qarabag: nonostante un solo punto guadagnato negli scontri diretti contro gli spagnoli, la Roma è riuscita ad ottenere ben 4 punti contro il Chelsea (pareggio a Stanford Bridge dopo essere passati anche in vantaggio, netto 3 a 0 all’Olimpico) e 6 contro contro gli azeri, sfruttando i passi falsi dell’Atletico contro quest’ultimi per aggiudicarsi addirittura il primo posto nel girone. L’avversario agli ottavi è stato lo Shakhtar Donetsk che, dopo aver vinto per 2 a 1 all’andata in rimonta in Ucraina, è stato domato con un semplice 1 a 0 all’Olimpico con goal di Dzeko. Nei quarti di finale i giallorossi hanno incontrato il Barcellona, che sembrava una delle favorite per la vittoria del torneo, visto il ruolino di marcia avuto in campionato: dopo una sconfitta al Camp Nou piuttosto immeritata nonostante il punteggio (4 a 1), la reazione fra le mura di casa è stata incredibile, con un secco 3 a 0 che non ha lasciato dubbi sulla prova di valore dei romanisti. La Roma è riuscita ad arrivare quindi in semifinale dopo più di 30 anni, capitando però contro la squadra che nel 1984 gli aveva negato il sogno dell Coppa in casa, vale a dire il Liverpool. La gara di andata è stata pessima per i giallorossi, che hanno subito la furia dei Reds e dell’ex Salah per più di un’ora sfruttando i minuti finale per accorciare il punteggio e finire sul 5 a 2. Nella gara di ritorno la Roma ha provato a ripetere l’impresa dei quarti, non riuscendoci (anche per qualche errore arbitrale) per un solo goal di scarto. Se la Champions League ha dato orgoglio, la Coppa Italia ha invece inflitto un senso di disonore, visto che i capitolini si sono arresi solo negli ottavi di finale facendosi eliminare dal Torino. Una stagione quindi che si è rivelata una montagna russa per la Roma ma che, nonostante gli errori, fan ben sperare per il futuro. Voto a Di Francesco? 7
Roma: Top e Flop della stagione
Top:
1) Edin Dzeko: il bosniaco, nonostante qualche momento di difficoltà, ha saputo trascinare spesso i giallorossi alla vittoria, confermandosi come uno degli attaccanti più forti del campionato e d’Europa. Proprio in Champions League il bosniaco è stato un vero trascinatore, fungendo da leader assoluto.
2) Alisson Becker: la partenza di Szczesny aveva lasciato qualche dubbio sul futuro della porta giallorossa, ma il brasiliano non solo ha dimostrato di valere il polacco, ma anche di essere più forte. Con alcune parate decisive in quasi tute le partite nella stagione, Alisson ha di fatto triplicato il valore del suo cartellino, facendo guadagnare tantissimi punti ai giallorossi.
3) Federico Fazio: la partenza di Rudiger non ha pesato come quella di Salah solo perché si sapeva che la difesa, con Fazio e Manolas, era comunque coperta. L’argentino ha subito guadagnato la fiducia del mister, che difficilmente lo ha tolto dal campo anche per le partite più semplici: bravo in marcatura, maggiore attenzioni sugli inserimenti avversari e un elevazione come pochi al mondo, sono le armi che gli hanno permesso di diventare ormai un punto di riferimento.
Flop:
1) Bruno Peres: dopo un anno incolore sotto la guida di Spalletti, il brasiliano non è sembrato affatto migliorato nonostante i progressi (a detta del giocatore stesso) in estate nel ritiro con Di Francesco. I continui errori difensivi ed una sempre più scialba propensione ad offendere lo hanno trasformato in un terzino poco affidabile
2) Gregoire Defrel: acquistato per 20 milioni come “pupillo” da Di Francesco, il francese non è riuscito a convincere né nel ruolo da esterno (dove è stato maggiormente schierato) né come punta centrale. Nel momento topico della stagione si è anche infortunato, compromettendo di fatto il campionato.
3) Maxime Gonalons: preso per fare da vice De Rossi, il francese non ha fatto altro che ribadire l’importanza di avere il capitano giallorosso sempre in campo: errori grossolano nel palleggio, grande lentezza e poca cattiveria agonistica non gli hanno permesso di incidere come credeva. Le ultime buone prestazioni potrebbero però valergli una seconda possibilità il prossimo anno.



