La sconfitta subita dal Milan in campionato nel corso del posticipo contro il Palermo ha messo in rilievo, se ancora qualcuno non se ne fosse accorto, tutta una serie di problemi, dalla tenuta fisica al tasso tecnico di una squadra, il milan appunto, che sta lentamente cercando il bandolo della matassa del proprio gioco.
Il tracollo del Milan potrebbe essere dovuto al semplice motivo che, a fronte dell’espressa volontà della dirigenza rossonera di voler vedere in campo almeno una punta di ruolo, è anche pur vero che se manca il centrocampo a fare da filtro per i vari passaggi salta all’occhio la mancanza di spunti offensivi. Ed infatti nella partita contro il palermo, se si eccettua un colpo di testa da parte di Torres nel primo tempo, di grandi azioni rossonere se ne perse le tracce.
La sensazione avuta allo stadio è stata quella di dover assistere alla lenta agonia di una squadra in balia di se stessa, oltre che dell’avversario che di contro non ha fatto altro che sfruttare due errori marchiani di Zapata e giocarsi la gara sulle ripartenze, salvo poi fermarsi alla tre quarti.
Dicevamo del centrocampo del Milan, ma in realtà l’argomento è il non centrocampo: con Muntari squalificato, Bonaventura reduce da un trauma cranico, che gli è costato una notte in osservazione all’ospedale e conseguente partenza ritardata per Milano rispetto ai propri compagni di squadra, e soprattutto con Montolivo ancora fermo in attesa di tornare ad allenarsi, si spera a breve, con il pallone, ecco che l’unico chiamato a dirigere il centrocampo rossonero era Andrea Poli, quest’anno non propriamente in gran spolvero quanto a forma fisica.
A questo quadro si è anche aggiunta la sfortuna di essere costretti a sostituire dopo meno di 5 minuti Alex con Zapata, sostituzione che di fatto è risultata letale al Milan, in quanto il doppio vantaggio dei siciliani è scaturito proprio da un altrettanto doppio errore da parte del colombiano.
Urge a questo punto cercare di fare leva su quanto di buono il Milan ha costruito fino a questo momento, anche perché le prossime partite nascondono non poche insidie, la prima a Genova contro un’agguerritissima Sampdoria e quelle successiva, dopo la pausa dovuta alla Nazionale, a San Siro nel derby contro l’Inter.
Donatella Swift



