È complicato buttare giù paroloni su Hamsik e la sua scelta. Sicuramente la sua storia a Napoli non si cancella, non è quello il problema: una carriera lunghissima, di pari passo con la crescita del Napol. Direttamente proporzionale: più il Napoli cresceva, più Hamsik diventava un campione.
Quando si presentò in Serie A era sconosciuto ai più, come lo ero lo stesso Napoli – ormai assente da anni. Dunque una bellissima storia che però poteva avere un finale differente: che Hamsik giocasse poco e che fosse in fase calante lo sappiamo tutti. Ma ci aspettavamo che si andasse aldilà di queste che sono minuzie in confronto all’amore della gente. Se Hamsik avesse voluto ancora dare qualcosa al calcio sarebbe andato a competere per i trofei, non per i soldi cinesi.
La Cina sta rovinando il calcio? No, i nostri calciatori lo stanno facendo, accettando come fattibile l’idea di giocare in un campionato inutile e di perdere la possibilità di essere ricordati in eterno come il calciatore che ha fatto del Napoli una questione di vita. Non tutti sono Francesco Totti, questo lo sappiamo, ma Hamsik sembrava essere più Marekiaro e invece si è dimostrato Marek e basta. Dispiace, ma siamo delusi.
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