La Serie A 2017/2018 è ormai finita, consegnandoci alcuni verdetti molto prevedibili (la vittoria in campionato della Juventus o la retrocessione del Benevento) con alcune sorprese (il Milan solo in Europa League) e delle battaglie davvero entusiasmanti (la lotta Inter vs Lazio per il posto in Champions League). Finito il campionato, è tempo di riflessioni e di verdetti: ecco perché, noi di RadioGoal24, abbiamo deciso di analizzare com’è andata andata la stagione delle squadre più importanti del nostro campionato, per cominciare a parlare anche in ottica futura.
Inter, l’analisi del mercato

Tra tutte le big della Serie A, in termini di mercato l’Inter è stata la squadra ad aver deluso più di tutti i propri tifosi. L’arrivo del neo tecnico Luciano Spalletti lasciava ben sperare il popolo interista, che credeva in un grande mercato da parte della società, al fine di soddisfare le richieste di un allenatore giunto ad Appiano Gentile per vincere il campionato. Il vincolo imposto dal Fair Play Finanziario, però, ha obbligato la società nerazzurra ad eseguire una serie di plusvalenze, aumenti dei profitti e abbassamenti degli stipendi per poter rispettare le istanze della UEFA. Una volta terminate tutte queste attività, e dopo aver centrato il prefissato obiettivo di incassare 30 milioni entro il 30 giugno, la coppia Aurelio-Sabatini ha ceduto tutti quei calciatori che non rientravano più al centro del progetto: tra i nomi più importanti ci sono Jovetic, Banega, Kondogbia, Joao Mario, Gabriel Barbosa, Palacio e Murillo. Il primo grande colpo, comunque, è stato quello di trattenere Ivan Perisic, che vista l’incertezza della situazione economica sembrava destinato ad una partenza sicura, così che il ricavo della sua vendita avrebbe garantito un importante sollevamento finanziario. Tuttavia il croato è rimasto, ma l’Inter a fine mercato è arrivata a spendere 93 milioni in cartellini, ovvero 30 in più di quelli incassati, senza riuscire a portare a Milano uno di quei giocatori tanto chiacchierati nelle prime fasi di mercato: ci riferiamo in particolar modo a Vidal e Nainggolan. Una volta ricevuti i “no” di questi due giocatori, infatti, la dirigenza nerazzurra ha cambiato rotta per il centrocampo, spostandosi sull’asse Milano-Firenze: qui sono stati acquistati dalla Fiorentina sia Vecino che Borja Valero. Specialmente sullo spagnolo c’erano molte speranze, ma alla fine l’ex giocatore viola ha deluso profondamente le aspettative, tanto che Spalletti ha spesso affidato le chiavi della mediana a Gagliardini o Brozovic. Per quanto riguarda i colpi in difesa, sono arrivati Skriniar dalla Sampdoria, Dalbert dal Nizza e Cancelo dal Valencia: il primo si è dimostrato un vero e proprio colosso difensivo, bravo nel marcare, nell’anticipare l’avversario e nel colpire di testa, mentre il secondo tra campionato e Coppa Italia ha giocato soltanto 635 minuti. Per Cancelo invece la strada è stata tutta in salita, poiché l’infortunio al ginocchio in estate ha influito in negativo sulla sua prima parte di stagione, ma il portoghese è stato caparbio nel recuperare e in maniera progressiva si è rivelato un terzino degno di nota, fondamentale per lo scacchiere di Spalletti. Concludendo con l’attacco, ci si poteva aspettare sicuramente qualche cosa di più, anche se comunque Icardi, Perisic e Candreva davano le giuste garanzie: l’ex giocatore della Lazio ha però disputato una stagione sottotono, e per sopperire alle sue lacune a gennaio è stato preso in prestito Rafinha dal Barcellona, che ha portato più dinamicità e imprevedibilità all’attacco nerazzurro. Tirando le somme, il mercato dell’Inter è stato nettamente influenzato dalle imposizioni del Fair Play Finanziario, ma nonostante questo non tutto l’operato della dirigenza nerazzurra può essere bocciato, anzi, nonostante le molteplici difficoltà sono arrivati comunque degli ottimi giocatori, che con l’accesso alla prossima Champions League pongono buoni basi per il futuro: voto 6,5.
Inter: l’andamento in campionato e nelle coppe

Il sogno stagionale dell’Inter era quello di vincere il campionato, e l’arrivo di Spalletti obbligava il perseguimento di tale obiettivo, che con i buoni risultati ottenuti nella prima parte di stagione sembrava davvero raggiungibile. In Serie A la squadra nerazzurra non ha praticamente mai perso da agosto a dicembre, collezionando vittorie importanti contro Fiorentina, Roma, Milan, Sampdoria, Atalanta e pareggi preziosi in trasferta con Napoli e Juventus. Lo 0-0 dell’Allianz Stadium, però, più che dare morale e certezze ha siglato un crollo vertiginoso per i nerazzurri, che dopo quella partita hanno incassato tre sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia, arrivate per mano di Udinese, Sassuolo e Milan. Inoltre il goal di Cutrone nei tempi supplementari dei quarti di finale ha eliminato Icardi e compagni dalla coppa nazionale, e al club del presidente Zhang non è rimasto che concentrarsi esclusivamente sul campionato. Tuttavia da fine dicembre ad inizio febbraio l’Inter non è riuscita a risollevare le sorti della propria stagione, e i cinque pareggi consecutivi ottenuti contro Lazio, Fiorentina, Roma, Spal e Crotone hanno condotto i nerazzurri sul baratro di una crisi. La vittoria contro il Bologna ha però consentito al Biscione di riprendere a marciare con i ritmi che più gli si addicono, ma l’infortunio di Gagliardini a metà aprile ha costretto Spalletti a sciogliere un ingarbugliato bandolo della matassa, il cui nodo principale era appunto quello del centrocampo: Borja Valero non dava infatti le giuste garanzie, e l’esperimento di Rafinha nel vertice basso della mediana non garantiva i frutti sperati. Ecco quindi che l’ex allenatore della Roma ha visto in Brozovic l’uomo giusto per poter vestire i panni del regista, ossia di colui che fosse in grado di dare più verticalità e profondità alla squadra. Il croato, affiancato da Vecino, ha dato la giusta quadratura al centrocampo nerazzurro, ma il buon calcio espresso nelle ultime partite non è riuscito ad evitare le due sconfitte contro Juventus e Sassuolo. A quel punto i sogni dell’Inter, in lizza con la Lazio per un posto in Champions League, sembravano davvero compromessi, ma il sangue nerazzurro pulsa da sempre di una sana pazzia, e proprio nello scontro diretto contro i biancolesti, la squadra nerazzurra ha ottenuto una folle vittoria per 2-3, che le ha permesso non solo di ribaltare una stagione intera, ma anche di qualificarsi in Champions League dopo sei anni. Voto a Spalletti? 7.
Inter: Top e Flop della stagione
Top:
1) Milan Skriniar: non ha patito il salto dalla Sampdoria all’Inter, ma è diventato icona e perno della retroguardia nerazzurra fin da subito. Difensore completo, abile nel marcare, nel colpire di testa e nell’anticipare l’avversario.
2) Mauro Icardi: spesso viene criticato di assistere poco la squadra, ma a fine stagione il capitano dell’Inter è sempre in cima alla lista dei miglior marcatori della Serie A. Quest’anno si è conteso il posto con Immobile fino alla fine, arrivando a pari 29 goal con il bomber della Lazio.
3) Rafinha: il portoghese è arrivato nella sessione di mercato di gennaio, ma il suo apporto alla rosa è stato determinante fin da subito. Ha permesso all’Inter di cambiare tattica e modo di giocare, e il suo mix di rapidità e dinamismo ha messo in netta difficoltà le difese avversarie.
Flop:
1) Dalbert: il brasiliano doveva garantire le giuste percussione sulla fascia mancina, ma le sue doti non hanno convinto Spalletti, che gli ha concesso un minutaggio davvero ridotto. Al suo posto è stato poi preferito D’Ambrosio, e da quel momento l’ex giocatore del Nizza è sparito dai radar di circolazione.
2) Antonio Candreva: per tutto il campionato Candreva è rimasto il titolare dell’esterno destro di attacco, ma solo perché in panchina non c’erano alternative valide. I suoi cross spesso sballati e i suoi zero goal in stagione lo collocano tra i flop della stagione nerazzurra.
3) Borja Valero: l’ex giocatore della Fiorentina ha iniziato bene la sua avventura all’Inter, ma con il passare del tempo si è avviato verso un tracollo definitivo. Lo spagnolo non è infatti più riuscito a garantire il giusto equilibrio del centrocampo, tanto che Spalletti ha dovuto inventarsi Brozovic nel ruolo di regista.



