“Siamo troppo fragili” queste sono le prime parole a caldo di mister Spalletti dopo il terzo k.o. consecutivo in campionato. L‘Inter è caduta a Marassi per 2 a 0 contro la squadra di Ballardini, che invece sta vivendo un bel periodo per la lotta salvezza, essendo questa la terza vittoria consecutiva: con la sconfitta di sabato e la vittoria della Lazio di lunedì, l’Inter retrocede al quinto posto, piazzandosi fuori dalla zona Champions. Nella trasferta di Bologna, l’Inter era stata in grado di sbloccare quella serie di pareggi portandosi a casa un importante vittoria, ma dopo il k.o. di sabato è tutto da rifare: uno dei due goal del Genoa è arrivato da un pessimo passaggio di Skriniar verso Ranocchia che, goffamente, ha spiazzato Handanovic mettendola dentro di ginocchio. Forse il primo goal preso a Genova rispecchia un po’ il momento “no” dei nerazzurri, che sembrano non essere una squadra unita: ognuno cerca di risolvere la partita con giocate di alto livello, ma che ai fini del risultato non sembrano servire a molto; la fragilità di cui parla il tecnico nerazzurro risiede infatti nella mentalità della squadra, che appare poco cinica e disgiunta. Una squadra, se così possiamo chiamarla, riesce a funzionare solo quando tutti collaborano giocando uniti. Tuttavia questo discorso, dopo le ultime sfide, non si allinea assolutamente con l’Inter di Spalletti.
Se poi ci si mette anche l’assenza di Icardi ad arricchire e aggiungere ingredienti per le pessime prestazioni dei nerazzurri, dato che in fase di finalizzazione l’Inter ha quasi sempre sfruttato cross per i bei piazzamenti in area del centravanti argentino, per Spalletti non rimane che rivalutare la sua squadra a partire dalla mentalità fino ad arrivare al gioco tattico. In questa seconda fase di campionato, l’Inter ha totalizzato 9 punti in 10 partite, medie da squadre che lottano per non retrocedere e la colpa principalmente sta nella mentalità: non si evince grande coesione in campo e grande spirito di sacrificio tra i giocatori di Spalletti. Il mister dovrà quindi riprendere in mano la sua squadra e rivoluzionare l’aspetto mentale, portando positività e senso di appartenenza.
Tuttavia, l’Inter rimane comunque una squadra ampiamente forte tecnicamente e il discorso Champions si può dire che sia ancora aperto.



