Dal ritiro di Moena in Val di Fassa, prende la parola Stefano Pioli, neo tecnico della Fiorentina, alla guida della squadra dopo i primi due giorni di precampionato: “La filosofia è chiara. Si è chiuso un ciclo e se ne deve aprire un altro. I giocatori che arriveranno devono rendere la squadra competitiva. Mi è stata promessa una squadra competitiva. Vorrei avere prima possibile l’organico completo, anche se conosco benissimo le dinamiche del mercato. La fretta non è mai utile. Devono però arrivare giocatori orgogliosi e vogliosi di far parte del nuovo progetto”.
Chi lascerà il ritiro?
“Ho parlato con i giocatori e onestamente al telefono nessuno i ha detto “non ci vederemo in ritiro”. Chiaro che io ho bisogno di vedere negli occhi i miei giocatori. Non vedo l’ora di conoscerli tutti e comunicargli le mie idee e le intenzioni. Per capire veramente che ci crede”.
Riguardo ai nuovi colpi in difesa?
“Gaspar e Vitor Hugo in questi primi giorni di allenamento non possono essere al top del rendimento. Però posso dire che anno le caratteristiche giuste per il nostro calcio. Gaspar è rapido ed intelligente, mi interessa questo. Si faranno ben volere, anche dal punto di vista caratteriale”
Vecino?
“Ho parlato con lui, come con altri, perché prima riesco a capire le qualità caratteriali e prima riesco ad entrare nella loro testa. Lo ritengo un giocatore fortissimo, alla Lazio lo avevo chiesto. Ha tutto per essere un grande giocatore. Per me Vecino è un elemento molto importante della squadra”.
Kalinic arriverà in ritiro?
“Lo aspetto in ritiro. E’ un giocatore che mi piacerebbe allenare, cercherò di capire le sue intenzioni parlandoci”.
Bernnardeschi resta? E se parte cosa cambia?
“Gli esterni sono molto importanti. Amo avere esterni che siano abili tra le linee, che siano imprevedibili. Mi piace avere anche giocatori che possano alternarsi. Le caratteristiche che cerchiamo sono queste. Non è questione di restarci male o meno. Io ci ho parlato comunicandogli le mie idee. Normale pensare che ad allenatore piaccia allenare i giocatori forti. Ovvio che mi piacerebbe allenare Bernardeschi, così come Kalinic. Poi le motivazioni condizionano il mercato, qualunque decisione presa sarà per il bene di tutti”
Cosa ha pensato dopo il comunicato della cessione del club?
“Non ho mai avuto dubbi dopo questo comunicato perché ho voluto fortemente questa società. Lo voluta perché per me Firenze ha significato tanto. Ci credo. So che l’ultima stagione è stata travagliata, con qualche dissapore. Mi auguro che grazie a lavoro e risultati si possa aiutare ad essere tutti più uniti. So che la proprietà non ci farà mancare nulla”.



