Nell’immaginario dei dirigenti dell’Inter, la prossima stagione dovrà per forza essere quella della svolta, dopo le ultime annate fallimentari. Ora non si può più sbagliare. Ecco perché Sabatini e Ausilio stanno cercando il migliore degli allenatori; non sarà Simeone, che ha già detto chiaramente che resterà a Madrid.

Spalletti, domenica contro il Genoa, si siederà probabilmente per l’ultima volta sulla panchina della Roma. Dovrà vincere a tutti i costi per difendersi dagli attacchi del Napoli confermando il secondo posto.
Difficile che possa essere Conte, fresco Campione d’Inghilterra con il Chelsea. Ecco perché in queste ore stanno salendo sempre di più le quotazioni di Luciano Spalletti, attuale allenatore della Roma e uno dei migliori tecnici in Italia; conosce già Sabatini, con il quale ha lavorato a Trigoria, e gli verrebbe offerta la possibilità di costruirsi la squadra più o meno a suo piacimento, con il tesoretto messo a disposizione da Suning, anche se nei limiti del fair play finanziario. Ma come giocherebbe l’Inter di Spalletti? Proviamo a ipotizzare.
Il modulo di riferimento principale è il 4-2-3-1, anche se l’allenatore di Certaldo alla Roma ha spesso utilizzato anche la difesa a tre. In entrambi i casi, a Milano i tifosi nerazzurri vedranno un mix di buon gioco e concretezza; più la seconda che la prima, in realtà, dal momento che crescendo in esperienza l’ex Zenit è diventato sempre più pragmatico.
In porta confermerebbe probabilmente Handanovic. La difesa verrebbe costruita attorno a uno fra Rudiger e Manolas, attuali giocatori di Spalletti stesso, che potrebbero trasferirsi dalla capitale ad Appiano Gentile questa estate. Ansaldi, vista la sua duttilità, sarà un buon punto di riferimento. A centrocampo Spalletti di solito gioca con due mediani relativamente statici: uno bravo nella fase d’interdizione, uno più forte nell’impostazione del gioco. Per capirci, De Rossi e Pizarro nella prima esperienza romana del tecnico toscano.

Walter Sabatini, ex Direttore Sportivo della Roma, è il nuovo coordinatore tecnico di Suning, la società che possiede i cinesi dello Jiangsu e il 68% dell’Inter.
I centrocampisti più dinamici, esplosivi e bravi nell’inserimento di solito li fa giocare sulla trequarti a ridosso delle punte; così possono pressare le fonti di gioco avversarie e inserirsi in area di rigore. Nainngolan, che prima giocava come mezz’ala, attraverso questo espediente ha fatto il record di goal stagionali: undici.
Qualche anno fa successe lo stesso a Perrotta. Magari, all’Inter, questo tipo di giocatore potrebbe essere proprio Roberto Gagliardini, viste le frequenti intuizioni del suo probabile futuro allenatore. Ma è solo un’ipotesi o, meglio ancora, una suggestione. Banega, invece, è tutta un’altra tipologia di calciatore: qualità e fantasia, un trequartista più classico. Potrebbe, quindi, partire per fare cassa. In attacco forse andrà via Perisic, dal momento che un big verrà probabilmente ceduto. Icardi rimarrà centrale nel progetto; non si può dire lo stesso di Candreva, il quale ha trent’anni e il cui futuro è ancora incerto.
Per valorizzare al meglio il centravanti argentino, Spalletti vorrà verosimilmente affiancargli una seconda punta capace di dialogare con lui. Il capitano dell’Inter, quest’anno, è apparso spesso troppo isolato. Si andrebbe a ricreare una coppia in stile Dzeko – Salah. Chi sarà questo giocatore al momento è difficile da ipotizzare; ma non dimentichiamoci di Gabigol. L’attaccante brasiliano è stato, fino ad ora, un autentico flop. Spalletti si è dimostrato un maestro a rilanciare i giocatori in difficoltà: Emerson e lo stesso Dzeko ne sono due esempi evidenti. Anche in virtù di questo, per Gabigol l’allenatore ex Udinese potrebbe essere il profilo adatto per rilanciarsi.



