Finalmente Riccardo Montolivo. Dopo sei mesi d’assenza, il centrocampista torna a disposizione di Vincenzo Montella per questo finale di stagione. Una buona notizia per il calcio italiano, persino per i tifosi del Milan, da tempo (diciamo pure: inspiegabilmente) denigratori del fantasista di Caravaggio. Il problema è che il ritorno arriva nel momento di maggiore disordine sul piano societario, con una nuova proprietà che non ha ancora svelato i suoi piani per il futuro. E quindi la questione si pone da sola: il prossimo Milan deve ancora puntare su Montolivo?
Rispondiamo con un sibillino ni. I 32 anni e i problemi fisici vietano a Montolivo di poter essere annoverato ancora fra i giocatori su cui “puntare“. Verisimilmente il Milan in estate andrà alla ricerca di un regista più giovane (si parla instentemente di Cesc Fabregas) destinato a prendere il suo posto. Difficile immaginare un Montolivo ancora titolare nella squadra di Montella, che nel frattempo in sua assenza ha visto crescere il talento di Manuel Locatelli.
D’altro canto, senza nemmeno riprendere il proverbio per cui “gallina vecchia fa buon brodo“, le qualità tecniche e umane di Montolivo possono ancora tornare utili. Centrocampista di alto tasso tecnico, come non ce ne sono moltissimi in Italia, potrebbe ancora dire la sua nelle gare in cui servirà il passaggio filtrante più che la corsa. Potrebbe fungere da chioccia ai giovani in squadra e in generale da tramite tra la precendente e la nuova generazione rossonera. Insomma, parafrando un brutto soprannome affibbiatogli, Montolivo non è affatto morto. Anzi, potrebbe essere più vivo che mai.



