Terza sconfitta nelle ultime quattro gare e treno perso per l’Europa: quello andata in scena a Firenze è stato uno dei momenti più bui della storia recente dell’Inter. Tanto che ora in casa nerazzurra siamo alla riflessione, quasi alla crisi di coscienza. Tanti, anzi troppi, i milioni di euro di fatto bruciati per risultati al di sotto anche delle previsioni meno rosee. Iniziano ora i processi, su chi sia il colpevole di tutto questo. Ma noi crediamo che sarebbe più utile semmai il contrario, cioé esaminare quali elementi potrebbero essere mantenuti per l’ennesima prova di rilancio. Perché non bisogna, come si suol dire, “fare di tutta l’erba un fascio“:
5) Roberto Gagliardini. Sembra banale da dirsi, visto che è uno degli ultimi arrivati. Ma l’ex-Atalanta è stato fra le note più liete della stagione nerazzurra. Tanto che ora sembrano maturi i tempi per una sua maggiore responsabilizzazione. Non si può vivere insomma solo di complimenti per le belle giocate, ora occorreranno anche numeri solidi in fatto di assist e reti.
4) Joao Mario. L’origine portoghese probabilmente ha fatto volare alto le aspettative dei tifosi, che forse immaginavano un altro tipo di giocatore. Ma il centrocampista si è dimostrato, quando chiamato in causa, un elemento molto valido per tecnica, duttilità e, diciamo pure, umiltà: mai una polemica, tanta sostanza. Probabilmente lo stile di gioco dell’Inter lo penalizza un po’, ma da qui alla delusione su di lui ce ne corre.
3) Antonio Candreva. Non è più un ragazzino (ha 31 anni) ma di questi tempi ha un carattere che molti colleghi più giovani non possiedono. Corre, crossa, si propone e non salta quasi neanche una partita. Se non resta lui nel futuro dell’Inter, allora chi?
2) Mauro Icardi. Bizze extra-calcistiche a parte, l’attaccante argentino doveva fare una cosa e l’ha fatta: ben 24 gol in 31 presenze, in assoluto uno dei bomber migliori del campionato. A meno che non decida di farsi sedurre da sirene estere, magari per giocare la tanto agognata Champions League, non c’è ragione per cui Suning debba fare a meno di lui.
1) Stefano Pioli. Lo sappiamo, è il nome a sorpresa nella lista. Non neghiamo che l’allenatore possa avere le sue responsabilità nell’andamento della squadra. Ma dobbiamo anche ricordare da dove la stessa squadra viene. Pioli ha preso un’Inter a terra e nel giro di nemmeno tanto tempo l’ha saputa risollevare fino a poter puntare a traguardi importantissimi. Visto che Antonio Conte e Diego Pablo Simeone restano sogni nel cassetto, perché non dare ancora fiducia a lui? In quanti avrebbero fatto di meglio?



