Roma, alla scoperta di Driussi: il talento argentino che ha stregato Monchi

driussi

Quello in casa Roma sarà un mercato rischioso: la scelta di affidare la gestione del mercato a Monchi, ex direttore sportivo del Siviglia, è un indizio preciso di come la società giallorossa voglia intraprendere il futuro: niente spese folli come probabilmente effettueranno Milan e Inter, ma investimenti oculati volti a rinforzare la squadra da un punto di vista qualitativo in attesa del nuovo Stadio, che dovrebbe far aumentare gli introiti e, di conseguenza, le spese sul mercato. Ecco allora che si fanno i primi nomi, i primi sondaggi, nonostante non si sappia nemmeno chi sarà il nome dell’allenatore giallorosso per la prossima stagione. Monchi però, sotto questo punto di vista, ricorda un po’ Sabatini: lavora per la sua strada, chiama agenti e squadre, telefonate a tutto spiano, verifica più piste, tira per il prezzo e poi affonda il colpo. D’altronde, aldilà della questione tecnico, è scontato che per il prossimo anno uno dei ruoli su cui si concentrerà il nuovo dirigente spagnolo sarà quello della punta, vista la necessità di affidarsi ad un vice Dzeko per far rifiatare il bosniaco ogni tanto.

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Uno dei nomi usciti in questi giorni è quello di Sebastián Driussi, talento classe 1996 del River Plate che è sotto gli occhi anche degli osservatori di Inter, Fiorentina e Sampdoria. Nato calcisticamente nel River Plate, il giocatore ha fatto tutta la trafila delle giovanili dimostrando di essere uno dei più grandi prospetti del calcio argentino grazie alle sue grandi prestazioni accanto ad una nostra conoscenza, quel Lucas Boyé che oggi milita nel Torino. Nel 2014, quando il River cambia allenatore, Driussi viene subito mandato in prima squadra, ma messo in una posizione non sua, troppo esterno e troppo lontano dalla porta per poter esprimere tutto il suo talento: per farvi capire, è come se schierassimo un giovane Griezmann esterno in un 3-5-2. Sprecato, no? Ciò ha comportato una serie di prestazioni negative che hanno fatto cadere il calciatore in un periodo buio, in cui sembrava ormai diventato uno di quegli argentini che non riescono a mantenere le promesse una volta entrati nel mondo dei professionisti. La svolta della carriera però è avvenuta conseguentemente ad una svolta tattica: il River, nella stagione 205-2016, si è affidato ad un 4-2-2-2, con Driussi posizionato in attacco da seconda punta con il compito di girare attorno ad Alario, venendo finalmente messo in una posizione che gli ha permesso di mostrare le sue qualità. I risultati si sono visti e in questa stagione Driussi è il vero trascinatore del River Plate, con 12 gol messi a segno in 20 presenze.

Driussi

Driussi è un giocatore completo, imprendibile palla al piede, forte nei contrasti, dotato di un destro secco e potente e in grado di realizzare splendidi gol da ogni posizione del campo. L’allenatore del River Plate, Gallardo, gli concede ampia libertà sul terreno di gioco a Sebastian che contraccambia non dando mai punti di riferimento ai difensori avversari. Spesso lo si può vedere in “cabina di regia” ad impostare la manovra (in origine il suo ruolo era quello di regista) anche se la sua posizione di partenza è quella di trequartista/prima punta. Driussi è perfetto per i moduli tattici che prevedono il “falso nueve”, vista la sua grande mobilità e qualità tecnica, mentre risulta sacrificato quando viene impiegato sulle fasce. Per caratteristiche tecnico tattiche ricorda “El Kun” Aguero, anche se rispetto al giocatore del Manchester City è più alto (179 cm).

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