Udinese, la conferenza stampa di Luigi Delneri

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A due giorni dalla sfida col Torino, Luigi Delneri è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico dell’Udinese:

La sosta che squadra ha riconsegnato?

“La sosta ci ha restituito poco. Abbiamo ancora dei ragazzi con problemi. Parlo di Thereau, Karnezis, Fofana, Felipe. Speriamo, a parte Fofana, di poterli recuperare per le prossime gare. La squadra èè motivata e ha dimostrato di essere solida, in grado di dare risultati”.

Come giudica la crescita di De Paul?

“Sta adattandosi a un ruolo che originariamente non era magari nelle sue caratteristiche. Ha grandi margini di miglioramento nel futuro, soprattutto se ragiona nell’ottica di lavoro di squadra. In questo senso sta lavorando molto bene. Sta trovando la via del gol e questo è importante, soprattutto per la squadra. Sotto questo punto di vista stiamo avanti nelle tappe del nostro percorso, che è quello di migliorare lo score dell’anno scorso, per i punti e per i gol fatti, coltivando sempre quello che è il nostro progetto”.

Come sta Zapata?

“Io penso che lui abbia motivazioni importanti, sicuramente maggiori della eventuale stanchezza. La chiamata della nazionale è un salto importante per lui, e ha confermato l’ottimo lavoro che sta facendo qui. E’ tornato in ottima condizione e non ha giocato la seconda partita. L’età e la forza sono dalla sua e dal punto di vista psicologico è molto carico. Se non capitano situazioni imponderabili, sarà sicuramente della partita”.

Torino avversario alla portata, anche se in casa è micidiale:

“Il Toro è costruito per altri obiettivi, che non sono i nostri. Ha il capocannoniere. Ha nazionali titolari. Per noi è una partita sulla carta impari come concetto, poi il calcio è fatto di espressioni di campo e questa deve essere una motivazione per noi. Loro sono una squadra fisica, ma all’andata abbiamo dimostrato di poter crear loro difficoltà”.

Come ha ritrovato Jankto?

“Se non avesse entusiasmo, starebbe fuori, come tutti. Lui, come altri, sta cominciando ad assaporare un po’ di calcio importante, toccando con mano come il lavoro paghi. Questa soddisfazione per loro è motivo di crescita, perché sono ragazzi che non si accontentano di un’apparizione sola. Sono giocatori che cercano la stabilità in quello che fanno. Hanno una linea in netta crescita e spero che possano tutti mantenere le aspettative, per la loro e per la nostra fortuna”.

Si aspettava l’exploit di Belotti? E come si ferma?

“Per fortuna abbiamo una difesa che concede poco. Il che vuol dire che subisce pochi tiri rispetto alla produzione avversaria. Siamo terzi per tiri in porta subiti. E’, la nostra, una squadra che se sta attenta come reparto, può sempre far faticare gli altri. Questo è da sempre il nostro progetto. Per Belotti parlano i numeri. Quando una squadra ha un giocatore da così tanti gol, può ambire a traguardi importanti”.

Si possono preventivare cambi nel finale di stagione?

“Il modulo non si discosterà mai dalla difesa a 4. Grandi cambiamenti strutturali non mi danno sicurezze. Ritengo che la squadra sia protetta da un centrocampo che sa il fatto suo e che davanti può giocare in più modi”.

Si aspetta qualcosa in più da Perica?

“Lui non può giocare da solo. Ha bisogno di un compagno di avventura. Con la Juve ha fatto una prova da difensore. A me è piaciuto come ha giocato contro il Palermo, creando spazi e facendosi trovare spesso in area di rigore. La sua presenza agevola Zapata; può e deve migliorare, ma la prova con i rosanero mi lascia buone sensazioni”.

In amichevole si è vista una squadra alta e in pressing continuo. Sarà così a Torino?

“Noi dobbiamo stare attenti a tutto il loro attacco, e non solo a Belotti. Affrontiamo una squadra importante, ma non abbiamo paura, come non ne abbiamo avuta all’andata, quando loro viaggiavano a ritmi sicuramente più alti”.

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