Fiorentina, Di Francesco l’uomo giusto per una grande Fiorentina

Calcio: Serie A; Sassuolo-Genoa

Benchè manchi ancora qualche mese alla fine della stagione, il rapporto fra Paulo Sousa e la Fiorentina è ormai giunto ai titoli di coda. Un divorzio forse tardivo, visto che già durante la scorsa stagione il tecnico portoghese aveva manifestato i primi malumori: adesso, con il Borussia Dortmund sulle sue tracce, Sousa è pronto a lasciare la Toscana con qualche rimpianto, soprattutto per la stagione in corso. Il direttore sportivo Pantaleo Corvino è a caccia del suo sostituto e sembra puntare con decisione sul mercato interno degli allenatori. Tramontata l’ipotesi Giampaolo (intenzionato a rimanere a Genova), in queste ore il nome di Eusebio Di Francesco sembra essere vicino all’arrivo a Firenze.

Diventare grandi

La vittoria contro la Juventus nella sfida interna rappresenta il momento più alto della stagione della Fiorentina, in una stagione avara di soddisfazioni per i tifosi viola. L’ottavo posto attuale preclude l’accesso alle competizioni europee dopo quattro stagioni consecutive terminate con un piazzamento valido per l’Europa League. Facile etichettare Paulo Sousa come colpevole, ma il mercato fatto dalla società non è stato all’altezza delle ambizioni di squadra. Rispetto alla scorsa stagione, infatti, l’unico acquisto di spessore risponde al nome di Riccardo Saponara, peraltro acquistato a gennaio nel mercato di riparazione (quando l’obiettivo Europa era quasi sfumato). Qualche giovane interessante portato da Corvino non ha portato il contributo sperato, non trovando dunque spazio neanche come alternativa ai titolari. In sostanza, il vero colpo di mercato proviene dal settore giovanile e risponde al nome di Federico Bernardeschi, esploso durante questa stagione. Il problema è che il giovane attaccante è finito nel mirino dei grandi club italiani (Inter e Juventus su tutte), pronte a strapparlo al club viola per una cifra vicina ai 40 milioni. Su questo punto occorre soffermarsi per capire la reale “dimensione” (leggasi: ambizione) della società. Con l’arrivo della proprietà Suning e il conseguente rilancio dell’Inter, le prime posizioni sembrano essere ormai un miraggio già a partire dalla prossima stagione. La Fiorentina deve dunque decidere cosa vuol fare da grande: affermarsi ai massimi livelli del calcio italiano (con conseguenti ingenti investimenti) o restare nel “Purgatorio” e sperare in annate particolarmente fortunate per accedere alle competizioni europee? La variabile stadio non è da sottovalutare, ma al momento la società non sembra essere pronta a rifiutare offerte importanti peri propri gioielli.

Progetto giovani

Il nome di Di Francesco è senza dubbio annoverabile tra quello dei migliori allenatori italiani. Quanto fatto sulla panchina del Sassuolo, portandolo dalla Serie B all’Europa League, rappresenta infatti un vero e proprio miracolo sportivo. Il suo ciclo sulla panchina del club emiliano sembra volgere al termine, complice una stagione al di sotto delle aspettative (anche a causa dei numerosi infortuni). Dal punto di vista tattico, il suo modo di far calcio si adatterebbe alla perfezione alla rosa della Fiorentina, rendendolo dunque il successore ideale di Paulo Sousa. Il reparto da rinforzare rimane assolutamente la difesa, anche considerando il probabile passaggio dalla retroguardia a tre a quella a quattro utilizzata dal tecnico in questi anni. Una difesa da rifondare, visto anche il probabile addio di Gonzalo Rodriguez in scadenza di contratto. In generale potremmo assistere ad una vera e propria rivoluzione in casa viola in estate, visto l’alto numero di giocatori con la valigia in mano. Nel 4-3-3 di Di Francesco un centrocampo formata da Vecino, Badelj e Borja Valero potrebbe essere l’ideale sia in fase di pressing sia in fase offensiva, anche se il tecnico non predilige particolarmente il possesso palla e il gioco di posizione (al contrario di Paulo Sousa), ispirandosi maggiormente al suo maestro Zdenek Zeman. In tal senso ricoprono un ruolo essenziale gli esterni d’attacco: Bernardeschi e Chiesa, abbinando qualità e corsa, sarebbero i punti fermi del tridente, insieme ad un centravanti “di manovra” come Kalinic, bravo con i suoi movimenti ad aprire spazi per gli inserimenti dei compagni. In sostanza, Di Francesco è senza dubbio l’uomo giusto per una grande Fiorentina, Il dubbio è semmai se Firenze è il posto giusto per Di Francesco, alla luce delle considerazioni fatte sulle ambizioni del club viola. Soprattutto se Luciano Spalletti dovesse lasciare la Roma

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