Juventus, Inzaghi per il dopo Allegri?

Juventus FC v SS Lazio - Serie A

La stagione della Juventus è ancora lungi dal potersi dire conclusa, ma in casa bianconera si susseguono i nomi e le idee per un possibile sostituto di Massimiliano Allegri a fine stagione. Nelle ultime ore, la candidatura di Simone Inzaghi si è aggiunta ai nomi di Maurizio Sarri, Paulo Sousa e Luciano Spalletti nella corsa alla panchina più ambita d’Italia. A prescindere dal nome del suo successore, il tecnico livornese sembra destinato ad un divorzio consensuale: proviamo a scoprire insieme se l’attuale allenatore biancoceleste potrebbe essere il suo successore ideale.

Sliding Doors

La saggezza popolare insegna: “Non tutti i mali vengono per nuocere”. Quando Marcelo Bielsa, dopo l’annuncio ufficiale, rifiutò di sedersi sulla panchina della Lazio tutto l’ambiente biancoceleste si schierò a suo favore, cogliendo la palla al balzo per criticare ancora una volta l’operato del presidente Lotito. Simone Inzaghi, già promesso alla panchina della Salernitana, si ritrova dunque nuovamente nella Capitale dopo le sette partite della stagione 2015/2016. Il quarto posto attuale dimostra come la scelta si sia rivelata azzeccata. I quattro punti di distanza dalla zona Champions e, soprattutto, la possibilità concreta di arrivare in finale di Coppa Italia dopo la vittoria nel derby d’andata contro la Roma sottolineano i meriti del tecnico nel ricompattare l’ambiente attorno alla squadra. Sul campo di gioco i meriti di Inzaghi sono evidenti. La sua filosofia di gioco si basa sugli uomini più che sui numeri e questa Lazio non può fare a meno del talento di Immobile, Keità e Felipe Anderson. Il modulo di base è il 4-3-3, modificabile in un 3-5-2 grazie all’utilizzo dell’esterno brasiliano su tutta la fascia destra. Adattabilità che sarebbe fondamentale anche per l’eventuale esperienza in bianconero. A centrocampo l’esplosione di Milikovic Savic è anche merito suo e della fiducia riposta nel giovane mediano, bravo adesso sia in fase  di impostazione sia in fase di inserimento: la sua fisicità permette ai compagni di appoggiarsi su di lui anche in situazioni di forte pressione avversaria, scavalcando così il centrocampo. In generale, la sua Lazio non cerca ossessivamente la costruzione della manovra dal basso ma preferisce difendersi senza palla per poi provare a ripartire. Inoltre il tecnico ha mostrato di saper leggere alla perfezione le partite, adattando la tattica all’avversario, senza irrigidirsi su moduli prefissati. Fino a questo momento, la sfida in famiglia con suo fratello Filippo è stata ampiamente vinta da Simone sul terreno di gioco.

Una sola stagione però potrebbe non bastare per sedersi sulla panchina della Juventus. La società bianconera è ormai abituata a dominare in Italia e l’obiettivo (non troppo nascosto) è la Champions League. Difficile che un allenatore esordiente come Inzaghi possa puntare fin da subito alla conquista della Coppa dalle Grandi Orecchie: Spalletti, in caso di divorzio con la Roma, sembrerebbe più adatto al contesto bianconero. Sempre che Allegri non decida di restare: difficile, ma non impossibile.

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