Dalle stelle alle stalle. Dalla vittoria clamorosa per 3-1 a San Siro contro l’Inter a un doppio k.o.: prima con la Lazio in Coppa Italia, ora in casa contro il Napoli nell’anticipo della 27a di Serie A. Nel giro di una settimana, la Roma sembra essersi divorata le ambizioni di gloria coltivate dopo una lunga sfilza di risultati positivi. Tanto che Luciano Spalletti ammette che ormai lo scudetto è pressoché andato. Ma com’è stato possibile un capitombolo simile? Ecco la nostra lista delle possibili spiegazioni, confidando nel fatto che almeno una di esse sia quella giusta:
5) La condizione fisica – È un problema cronico dei giallorossi, che negli ultimi anni hanno sempre faticato a mantenere un livello di forma costante per tutta la stagione. La squadra appare lenta e contro il Napoli ha perso tutti i contrasti. A parte il solo Radja Nainggolan, tutti i giocatori sembrano al di sotto dei loro livelli. E uno stile di gioco come quello della Roma richiede un dispendio di energie non indifferente.
4) Lo schieramento tattico – Il 3-4-3 utilizzato ultimamente da Luciano Spalletti ha dato buoni frutti, riducendo la media dei gol subìti dalla squadra. Ma è anche un’arma a doppio taglio: infatti Bruno Peres ed Emerson sulle fasce dovrebbero sostenere le due fasi, ma in realtà ne svolgono discretamente solo una, quella difensiva. Di fatto il centrocampo rimane ridotto a due soli elementi, pochi per dominare il cuore del gioco.
3) Rosa corta – Corta non numericamente ma sul piano del rendimento. La verità è che Spalletti non può contare su una panchina all’altezza dei titolari, sicché si trova costretto a sovraccaricare questi ultimi di lavoro e presenze in campo. Mancano un vice-Dzeko e difensori per far rifiatare qualcuno fra Antonio Rudiger, Federico Fazio e Kostas Manolas. Come se non bastasse, alcuni elementi stanno rendendo molto al di sotto del loro valore nominale: Leandro Paredes non pare avere la personalità per tenere le redini del gioco e Stephan El Shaarawy pare in crisi involutiva dopo un’incoraggiante inizio stagione.
2) Incertezza sul futuro – Un problema non solo della Roma, almeno negli ultimi tempi. Le continue voci sull’addio di Spalletti a fine stagione, mai smentite dallo stesso tecnico, alimentano la sensazione che a giugno avverrà in casa giallorossa una rivoluzione tecnica. Lo spogliatoio non dovrebbe pensare a queste cose, ma si sa che distrazioni del genere possono inficiarne il rendimento.
1) Scarsa personalità – Tecnico e giocatori da settimane continuano a ripetere come un mantra: “Siamo diversi da prima, ora siamo più maturi“. La verità è che in questo senso, in casa Roma, non è cambiato ancora nulla. Dopo la vittoria roboante in casa dell’Inter, è come se nella squadra si fosse spento qualcosa. La sconfitta nel derby e quella contro i partenopei segnalano per l’ennesima volta l’incapacità giallorossa di reagire ai momenti di difficoltà. Un handicap rispetto alla Juventus, che purtroppo Spalletti non è ancora riuscito a correggere.



