Trentuno punti in tredici partite, nove vittorie nelle ultime dieci partite. Eppure il terzo posto rimane distante: questa la situazione dell’Inter di Stefano Pioli, capace di invertire con decisione la rotta dopo l’avvio disastroso targato Frank De Boer. I nerazzurri occupano attualmente il quarto posto (a pari merito con l’Atalanta), a sei punti di distanza dal Napoli terzo. Il ritorno in Champions League dopo cinque anni di assenza era l’obiettivo minimo fissato dalla nuova dirigenza Suning e gli ingenti investimenti sul mercato lo dimostrano: la sfida contro la Roma potrebbe essere l’ultima occasione per restare in scia e accorciare il distacco. Quante speranze hanno i nerazzurri di battere la formazione di Luciano Spalletti?
Nuova Roma vs Nuova Inter
“L’attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere le partite”: partendo da questa citazione, Luciano Spalletti e Stefano Pioli sono riusciti a migliorare il rendimento dell’intera squadra partendo dalla fase difensiva. La Roma, passata alla difesa a tre per sopperire all’assenza di Mohamed Salah, si è riscoperta incredibilmente solida (se escludiamo la sconfitta contro la Sampdoria, dovuta più ad un black-out estemporaneo): cinque reti subite nelle ultime 10 partite, collezionando sei “clean sheets” (undici in tutto il campionato, uno in più della Juventus capolista). Ancora meglio ha fatto l’Inter, con tre gol subiti da Handanovic nello stesso arco temporale. Anche Pioli si è affidato spesso alla retroguardia a tre, inserendo Medel tra i due centrali Miranda e Murillo: l’assenza del brasiliano nel big match contro i giallorossi potrà incidere parecchio vista l’assenza di reali alternative nella rosa nerazzurra. Soprattutto visto lo stato di forma del capocannoniere Edin Dzeko.
Dzeko vs Icardi
La sfida più attesa. Da un lato la fisicità e il contributo alla squadra dell’attaccante bosniaco, letteralmente rinato dopo una stagione da dimenticare. Dall’altro il fiuto del gol del centravanti argentino, magari non sempre presente in fase di costruzione della manovra ma pronto a sfruttare alla perfezione gli assist dei compagni di reparto. Diciannove gol per l’attaccante giallorosso, praticamente immarcabile per le difese avversarie visto il fisico e le doti tecniche anche negli spazi stretti. Ironicamente, l’Inter può sperare che gli venga affidato un rigore (già due errori quest’anno) piuttosto che lasciarlo calciare liberamente verso la porta. A livello di efficienza, però, il numero nove nerazzurro ha fatto anche meglio del suo collega, convertendo praticamente il 50% dei suoi tiri verso la porta (15 reti su 32 tentativi), mentre Dzeko si ferma al 28% provando però un numero maggiore di conclusioni (66, primo in Serie A). Le due giornate di squalifica hanno inoltre dato modo ad Icardi di prepararsi al meglio in vista del match decisivo, anche se il 4 a 0 ottenuto nell’andata dei sedicesimi di Europa League permetterà a Dzeko di riposare nel match in programma stasera, conservando dunque le energie.
Joao Mario vs Nainggolan
Sulla carta, uno scontro impari. Il centrocampista belga della Roma è il vero top player e leader emotivo della formazione giallorossa ed il modulo utilizzato da Spalletti (3-4-2-1) ne esalta le doti di inserimento , rendendolo un vero e proprio attaccante aggiunto in alcuni momenti della partita (dato testimoniato dai sette gol messi a segno finora). Il centrocampista portoghese, però, non è da meno ed il suo stabile ingresso nell’undici titolare ha da subito giovato alla formazione nerazzurra. Bravo soprattutto a contribuire alla costruzione della manovra ed a permettere una agevole transizione offensiva, il suo contributo è fondamentale per l’equilibrio del 3-4-2-1 di Stefano Pioli. Non ha però le doti in interdizione del suo collega Nainggolan, bravo anche in fase difensiva: anche da questo duello dipenderanno le sorti del posticipo in programma domenica sera.
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