Il match di Coppa Italia contro lo Spezia ha permesso a Maurizio Sarri di fare alcuni esperimenti e, soprattutto, di testare i giocatori meno impiegati in questa prima metà di stagione. Tra questi è senza dubbio possibile includere il nome di Emanuele Giaccherini, alla prima presenza da titolare dopo i 136 minuti giocati prima del match di martedì. L’esterno italiano ha subito risposto presente, siglando la rete del momentaneo 2 a 1 e riportando dunque in vantaggio il Napoli dopo il pareggio della formazione ligure nel primo tempo. Il goal, siglato al minuto 55, ricorda molto il classico schema del Napoli sull’asse Insigne-Callejon, cambiando però uno dei protagonisti: Giaccherini è riuscito infatti a tagliare alle spalle del terzino avversario e, con una conclusione al volo di destro, ha sfruttato al meglio l’ottimo assist del fantasista napoletano. Una rete per dare una svolta ad una stagione fin qui anonima.
Non è mai facile inserirsi nei meccanismi del Napoli di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano non ama il turn over e pretende che gli uomini scelti per andare in campo conoscano a memoria lo spartito da suonare: è alla base della sua filosofia di gioco. Il discorso vale anche per acquisti milionari: il giovane Diawara ha impiegato mesi prima di convincere l’allenatore a dargli una chance, finendo poi per rubare il posto a Jorginho. Marko Rog, altro acquisto estivo, è finora sceso in campo 4 volte (inclusa la partita di Coppa Italia) per un totale di 134 minuti in campo nonostante i 13 milioni sborsati in estate per prelevarlo dalla Dinamo Zagabria. Stesso destino di Giaccherini, impiegato solo in spezzoni di partita. Il discorso si complica poi se si pensa che l’esterno italiano ha davanti a sè nelle gerarchie Josè Callejon; lo spagnolo, alla sua quarta stagione in Italia, ha saltato solo una gara per squalifica dal suo arrivo a Napoli. Troppo importante la sua qualità in attacco per Benitez prima e per Sarri poi: i suoi tagli alle spalle delle difese avversarie hanno più volte permesso al Napoli di sbloccare le partite più complicate. Il suo apporto alla fase difensiva non è da sottovalutare, grazie a chilometri percorsi sulla fascia destra anche per rincorrere gli avversari. Giaccherini, arrivato a Napoli dopo la grande stagione disputata a Bologna e l’ottimo europeo sotto la gestione del suo maestro Antonio Conte, ha accettato l’offerta del club partenopeo convinto di riuscire a trovare più spazio, rifiutando anche allettanti proposte da parte di club che gli avrebbero permesso di giocare stabilmente da titolare. Adesso le proposte di mercato non mancano: il classe 1985 piace molto alla Fiorentina come alternativa a Bernardeschi in attacco. Il suo agente non esclude niente: “Giaccherini sta molto bene a Napoli, poi vediamo. Il mercato sta evolvendo, ma non siamo stati chiamati da nessuno. Escludere qualcosa nel calcio è follia, ma la certezza è che Giaccherini sta molto bene a Napoli. Con la ristrettezza di turnover di Sarri, Emanuele ha fatto 10 presenze ed è un trionfo“. Lo stesso giocatore, intervistato a fine partita, prova a gettare acqua sul fuoco: “Mi aspettavo di giocare di più ma non ho fatto polemica con il mister, lavoro durante la settimana per fare il professionista come è giusto che sia. Non penso al mercato, sono contento qui, sarà il Napoli eventualmente a decidere”. Il malcontento, però, rimane.
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