Mancano ancora 20 giorni alla fine del mercato di riparazione e l’Inter sembra volersi concentrare maggiormente sul centrocampo e sulla difesa, lasciando invariato il reparto offensivo, oltre ovviamente la partenza di Jovetic, direzione Siviglia. Ma è giusto puntare ancora su Eder per l’attacco? L’italo-brasiliano può dare ancora il suo contributo alla causa nerazzurra?
Dal punto di vista tattico e duttile, oltre ai suoi miglior pregi che sono probabilmente la grinta e l’impegno, l’ex giocatore della Sampdoria può risultare ancora utile. Da quando è arrivato all’Inter ha sempre trovato il suo spazio, sia con Mancini, sia con De Boer e pure con Pioli. Inoltre è stato chiamato da Conte per la spedizione europea, e anche il nuovo ct Ventura lo ha gia convocato. Questo fa capire quanto i vari allenatori si fidino dell’attaccante 30enne, nonostante gli evidenti limiti tecnici. Addirittura la società ha rifiutato più volte offerte dalla Premier League.
Ma nell’insieme, una società come l’Inter ha davvero bisogno di un giocatore come Eder? Probabilmente no. La punta ha ormai 30 anni e, a parte il costante impegno, il contributo non è poi così rilevante. I nerazzurri lo comprarono dalla Sampdoria nel mercato scorso di gennaio, quando era un vero e proprio goleador. All’Inter non ha più giocato come punta, come era abituato con i blucerchiati, ma 4 gol in 36 presenze sono una miseria, anche se giocati da esterno offensivo. Inoltre, le alternative in quel ruolo non mancano. Oltre a Jovetic che è stato ceduto qualche giorno fa, ci sono Perisic, Candreva, Gabigol, Biabiany e Palacio. I primi tre sono sicuramente alternative valide all’italo-brasiliano, tecnicamente parlando.
La società nerazzurra non sembra però essere di questo avviso e ha già fatto capire più volte che, a meno di sorprese, Eder continuerà a giocare nell’Inter.



