Contro l’Udinese è arrivata la quarta vittoria consecutiva per l’Inter di Stefano Pioli grazie alla doppietta del suo numero 44, Ivan Perisic. Una vittoria che rilancia le ambizioni Champions dei nerazzurri: i sedici punti raccolti dall’arrivo del tecnico italiano lasciano infatti ben sperare per il prosieguo del campionato, considerando anche che i prossimi impegni contro Chievo Verona, Palermo e Pescara potrebbero allungare la striscia positiva dei nerazzurri. Adesso il terzo posto è distante soli 5 punti. La vittoria di Udine però ha mostrato un’Inter a due facce, come spesso è capitato in questa prima metà di stagione. Analizziamo dunque quali potrebbero essere i punti di forza e debolezza di una delle candidate al terzo posto. Senza dimenticare i possibili importanti innesti provenienti dal mercato di riparazione (Gagliardini su tutti).
L’importanza di avere un centravanti
Il rapporto tra la tifoseria interista e Mauro Icardi, si sa, non è tra i più semplici, soprattutto a causa delle note vicende extra calcistiche. In campo però il numero nove argentino è praticamente insostituibile: lo dimostra la vetta della classifica marcatori con 14 reti messe a segno nonostante i problemi dimostrati dall’Inter nella costruzione del gioco offensivo in questa prima metà di campionato. Anche ieri, in un primo tempo sostanzialmente anonimo, il taglio alle spalle dei difensori bianconeri ha permesso di aprire il campo per l’inserimento di Perisic a centro area, portando così ad un insperato pareggio sul finire della prima frazione. Rete che ha permesso di affrontare il secondo tempo con tutt’altra convinzione, complice anche l’ingresso di Joao Mario al posto di uno spento Banega. Icardi non ruba l’occhio con il dribbling, e forse qualche volta potrebbe aiutare maggiormente la squadra a salire o portare una prima pressione sul portatore di palla più efficace. Ma nei momenti importanti incide sempre, dimostrando sul campo di meritare la fascia di capitano. In generale il tridente completato da Antonio Candreva e Ivan Perisic ha dimostrato di avere pochi rivali in Italia, dimostrando come il reparto migliore dell’Inter sia senza dubbio quello avanzato. Se si pensa poi che un talento come Gabigol non ha ancora avuto occasione di mettersi in mostra si riesce a comprendere come il possibile terzo posto dell’Inter passi inevitabilmente attraverso il talento dei suoi fuoriclasse in attacco. Visto che la fase difensiva…
Banega e Kondogbia: un centrocampo da rifondare
La prestazione contro la Lazio aveva forse illuso la dirigenza nerazzurra di aver ritrovato il vero Ever Banega. L’argentino sembrava in netta ripresa, finalmente messo nel suo naturale ruolo di trequartista nel 4-2-3-1. La sostituzione al minuto 56 ha però fatto riapparire tutti i dubbi sul centrocampista: l’ingresso di Joao Mario ha infatti portato quel dinamismo e quella freschezza che, per caratteristiche, il numero 19 non può portare alla causa nerazzurra. Un primo tempo giocato sotto ritmo, senza mai fornire soluzioni di passaggio ai propri compagni di reparto. Altra prestazione appena sufficiente per il suo compagno di reparto Geoffrey Kondogbia, impiegato in mediana insieme a Marcelo Brozovic. Un’azione per riassumere l’esperienza del francese con la maglia dell’Inter: veronica per liberarsi dell’attaccante bianconero Cyril Thereau, fra gli applausi dei tifosi nerazzurri presenti allo stadio Friuli, e successivo passaggio orizzontale sbagliato a centrocampo , con possibile ripartenza avversaria. A fine partita saranno 63 i passaggi riusciti (su 71 tentati) senza però mai riuscire a trovare la verticalizzazione giusta. Il mediano classe 1993 non riesce ancora a dimostrare quella sicurezza palla al piede indispensabile per ricoprire il ruolo di schermo davanti alla difesa. Con l’arrivo di Roberto Gagliardini, potrebbe essere proprio lui ad essere sacrificato e dunque escluso dall’undici titolare, nella speranza di dare una maggiore solidità alla squadra e di coprire meglio i due difensori centrali, non sempre impeccabili (soprattutto Murillo). Impresa che, finora, non è riuscita con il francese in campo.
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