In virtù del momento negativo del Sassuolo di Eusebio Di Francesco, ecco a voi l’analisi di RadioGoal24 a riguardo. Quella dei neroverdi è una parentesi o la fine di un breve ciclo?
In un periodo nero per il calcio italiano, in un momento in cui l’opinione pubblica era scettica contro lo scarso utilizzo dei giovani italiani, in un momento in cui la nazionale italiana aveva chiuso un ciclo glorioso sono arrivati loro. Il Sassuolo è salito in Serie A colma della voglia di stupire e di dare una svolta positiva al calcio italiano. Non è stato un boom, come quello del Leicester City o del Nizza, ma un lento processo, una graduale crescita verso la forma temibile che il team romagnolo è oggi. Non sono serviti grandi acquisti, grandi nomi o tanto denaro, è bastata la pazienza ed il coraggio di scommettere. Scommettere su chi? Sui giovani del nostro paese. La specialità di questo club infatti è che è quasi interamente italiano (4 stranieri).
Nessun numero da capogiro, nessun record nazionale. Al Sassuolo, ed a noi, è bastato vedere questa squadra qualificarsi lo scorso anno per la prima volta nella sua storia in Europa grazie ai 61 punti guadagnati che la posizionano sesta classificata ai danni del Milan di Christian Brocchi.
Nella stagione 2016/2017 inizia un’altra storia, dal tono decisamente più negativo. Nel Sassuolo si ripete forse l’emblema delle squadre poco abituate agli alti livelli e cede entrando in un “tunnel oscuro”.
La squadra di Di Francesco non ingrana più le partite e non sembra più avere la spavalderia ed il coraggio della stagione scorso. Nonostante il percorso discreto che sta compiendo in Europa League, i neroverdi hanno subito finora ben 8 sconfitte in campionato.
Sicuramente, dalla sedicesima posizione, non può più sperare per un’ulteriore qualificazione in Europa ed è relegata alla lotta per la salvezza, considerando che la zona retrocessione è a soli 6 misure. La domanda più importante: Come mai questa crisi? Considerando l’età media della squadra, l’esperienza di Di Francesco ed il talento di molti giocatori, tra cui l’assente Domenico Berardi, sarebbe difficile pensare che il ciclo iniziato poco tempo fa sia già finito e che si tratti più di una parentesi negativa, o almeno di un momento di spavento ed insicurezza dei giovani calciatori. Almeno si spera.




