#Nazionali – Italia, Ventura nel post partita: “Importante inserire i giovani. Pellè? Sono cose del calcio”

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Nel post partita dello Juventus Stadium, il CT della Nazionale, Giampiero Ventura, ha risposto alle domande dei cronisti dopo l’1-1 contro la Spagna:

Sulla stretta mancata di Pellè?

“Credo che fosse arrabbiato, non per la sostituzione ma per la partita fatta fino a quel momento. Sono cose del calcio, chiaro che rappresentando l’Italia forse un minimo di attenzione in più avrebbe dovuto averlo. Il problema è quello che ci ha insegnato in questa partita. Pensavamo di poter reggere contro la qualità di questa squadra. Il cambiamento è diverso, però l’espulsione di Costa, oltre a Sergio Ramos sul rigore, è da dare. E sarebbe cambiato”.

Sulle coppie d’attacco?

“E’ vero che in base alle caratteristiche dei giocatori si possono sfruttare diversi giocatori, ma di fronte a una squadra con qualità assoluta… se li fai giocare sono superiori, ci servivano calciatori che dessero pressione in continuazione. Se non avessi perso un cambio avrei cambiato Belotti prima. Noi non abbiamo concesso un tiro in porta, al di là del gol non è che Buffon abbia fatto parate. La partita ci deve insegnare molto”.

Su Pellè-Balotelli?

“L’accostamento fa sorridere, solo per un gesto del genere… il discorso lo abbiamo detto e ripetuto: probabilmente la frase tre anni fa non l’avrebbe detta, ma non è che con le parole che si conquista la chiamata in nazionale, ma con lavoro e tutto il resto. Sin dal primo giorno abbiamo spiegato che non c’è preclusione nei confronti di nessuno. L’atteggiamento della Spagna – e forse anche un po’ di ansia nostra – ci ha costretto a cambiare sotto questo aspetto. Abbiamo concesso pochissimo nel primo tempo, ma abbiamo corso molto e a vuoto. Era necessario cambiare, lo abbiamo fatto. E’ esperienza per tutti, a partire da me, oggi se tornassi indietro giocherei diversamente dal primo minuto. Lo spirito è estremamente positivo, l’esempio è Barzagli, l’emblema dello spirito”.

Su Montolivo e i cambi con la Macedonia?

“L’inserimento di Belotti era ritardato solo perché era l’ultimo cambio. L’avrei fatto prima perché volevamo dare pressione, c’era bisogno… lui e Immobile stanno bene, sanno che facevano uno spezzone oggi e uno domenica. Verratti è stato detto e ripetuto, non sta benissimo, non era in grado di fare due partite in quarantott’ore. Quella di domenica è una partita molto importante, vedremo chi sta meglio”.

Sui cambi?

“Prima della partita si diceva che poteva essere un azzardo giocare con Romagnoli. Piano piano, non si può fare tutto e subito, in Italia meno che mai. La strada è quella dell’inserimento con i giovani, di forze fresche… non può avvenire domenica perché ci sono 48 ore, in un prossimo futuro sì”.

Sul coraggio di osare?

“Sì, in gran parte sono d’accordo, dobbiamo fare qualcosa di più contro le squadre di qualità, bisogna annullare la qualità. Tornassi indietro fare qualcosa di più, sin dal primo minuto. In alcune zone del campo abbiamo qualche piccolo problema. Dobbiamo avere un altro atteggiamento per mascherare i problemi. Si è rivisto lo spirito dell’Italia”.

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