Roma, Riccardo Totti: “Andateci piano a dire che la storia finirà qui…”

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Il fratello del capitano della Roma Francesco Totti, Riccardo, ha parlato ai microfoni de Il Messaggero in occasione del 40° compleanno della bandiera giallorossa. Ecco le sue parole: “Da ragazzino, su questo non ci sono dubbi, ero più forte di Francesco, come sostiene da anni nostro padre; ma adesso, ditemelo voi, come faccio a paragonarmi a lui? Io giocavo in porta, ma ero polivalente e dove mi mettevi giocavo. E bene.  L’esordio in Serie A? Brescia accadde tutto al volo. Francesco stava giocando con la Primavera a Trigoria, noi eravamo lì e poi ci disse che doveva andare con la prima squadra. Nessuno pensava che avrebbe giocato, altrimenti saremmo partiti tutti.  Da piccolo era un ragazzino molto bravo a toccare la palla, a far gol, ma che diventasse ‘Totti’, sinceramente non me lo sarei mai aspettato. Se lui se l’aspettava? Vi dico solo che la sera, prima di dormire, prendeva il suo quaderno e cominciava a fare autografi: Francesco Totti, Francesco Totti, Francesco Totti… Pagine e pagine di firme. Futuro? Andateci piano a dire che la storia finirà qui… E’ questione di fisico e di testa. Secondo voi è normale che uno gioca ancora a 40 anni nonostante due ginocchia rifatte, dieci viti nella caviglia e un pezzo di ferro nella gamba? No, non è normale. Se lui ci riesce, vuol dire che ha anche una testa davvero giusta. Francesco comincerà a pensare di smettere quando capirà di non sentirsi più bene. Io sono il procuratore di Francesco, ma la mia professione non è quella di procuratore. Quando smetterà lui, smetterò anch’io. Giocata preferita? Io mi sono stancato di vedere sti palloni lanciati al volo da cento metri sui piedi dell’attaccante solo davanti al portiere… Ancora co ste cose a 40 anni? Dai, nun se ne po’ più: mo basta…” (scherza, n.d.r.).

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