#ApprofondimentoRG24 – Perchè l’Inter non dovrebbe lasciar partire Icardi?

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Sessanta o settanta milioni sono tanti, tantissimi. Le casse societarie nerazzurre potrebbero finalmente respirare a polmoni aperti e Ausilio potrebbe sbizzarrirsi per ritoccare e migliorare la squadra. Ma perché i nerazzurri stanno respingendo ogni attacco? Solo perché a offrire questo mare di soldi è il Napoli? Cioè una diretta avversaria? Forse. Ma il motivo principale è sicuramente un altro. Chi rimpiazzerebbe Icardi? Esiste un sostituto con gli stessi margini di miglioramento e le stesse qualità, a soli 23 anni? O meglio, esiste un 23enne che, con le qualità di Icardi, accetterebbe di trasferirsi all’Inter? In Serie A? I nerazzurri non hanno più il fascino di qualche anno fa, così come il nostro caro campionato. Quindi, lasciando perdere i 23enni, anche un giocatore già formato, con certe caratteristiche, difficilmente sceglierebbe l’Inter come destinazione, soprattutto nel momento migliore della sua carriera.

La società nerazzurra sembra aver trovato finalmente i giusti ingredienti per portare avanti un progetto serio e vendere Icardi vorrebbe dire ricominciare da capo, un’altra volta. Vorrebbe dire dover trovare un altro giovane, ancora acerbo, sul quale lavorare e farlo crescere, caricandogli il peso dell’attacco sulle spalle. Un po’ quello che ha fatto l’Inter con Icardi quando è stato comprato dalla Sampdoria. Vale davvero la pena cederlo dopo tutto il lavoro che è stato fatto su di lui, sia come uomo che come giocatore? Mauro è un ragazzo maturo, forse l’unico che ha le caratteristiche giuste per portare la fascia da capitano. Magari non sarà il condottiero sanguinoso e grintoso che ogni tifoso vorrebbe, ma probabilmente è l’unico in rosa che sa cosa vuol dire essere all’Inter, sa quali sono i valori da portare avanti e le responsabilità che comporta indossare la maglia nerazzurra.

E’ stato criticato nonostante i 52 gol in 105 presenze, collezionati giocando in una squadra da medio-alta classifica: dovrebbe bastare a convincere anche i più scettici. E’ stato accusato di essere troppo materialista, di pensare solo ai soldi e di farsi influenzare dalla famiglia. E’ stato fischiato quando la squadra perdeva e non giocava bene, anche se lui non ha mai smesso di segnare o di correre. Ha preso la fascia da capitano, si è caricato la squadra sulle spalle e ha cambiato stile di gioco per mettersi al servizio della squadra. Ha rifiutato soldi e squadre migliori dell’Inter, ha deciso di restare e di combattere per la causa nerazzurra. Dovrebbero essere motivi sufficienti per dichiararlo incedibile, per qualsiasi cifra, anche per 100 milioni.

E comunque, per i nostalgici, Mauro è l’ultimo regalo che ha lasciato Moratti prima di andarsene: il vecchio presidente ha sempre creduto nelle doti del giovane argentino. Un regalo che aveva un retrogusto di addio. Ma non era un acquisto come un altro. Moratti sapeva che in lui c’era qualcosa che avrebbe fatto bene all’Inter, un regalo che non era fine a sé stesso, ma che avrebbe contribuito a ricordare con piacere ai tifosi la figura del vecchio presidente. E allora perché non fidarsi della persona che ha accudito l’Inter per anni e l’ha portata in vetta al mondo?

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