#UnCalcioAllaStoria – La prima squadra olimpionica di rifugiati

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Solitamente nella nostra rubrica vi parliamo di storie legate al passato, in particolare connesse al mondo del calcio, oggi però con le Olimpiadi di Rio alle porte vogliamo parlarvi della decisione senza precedenti del CIO: in Brasile ci sarà la prima delegazione formata da rifugiati, gli atleti saranno una decina di varie nazioni come Kenya e Siria.

Il Presidente del comitato Olimpico Thomas Bach, ha definito la squadra come un “simbolo di speranza”.

La squadra nella sfilata di presentazione delle delegazioni porterà la bandiera olimpica, la decisione di rappresentare i rifugiati nel mondo è senza precedenti e sicuramente porta ad una svolta, a livello sportivo, nella considerazione di questa condizione.

Gli atleti che gareggeranno sono stati scelti tra più di quaranta rifugiati, ad esempio 5 sudanesi del sud si sfideranno con gli altri atleti nella varie discipline podistiche.

I ragazzi e le ragazze scelte ora vivono in vari paesi, ad esempio la maratoneta scelta per la gara che chiuderà le olimpiadi ora è residente in Lussemburgo.

Molti di questi ragazzi si stanno allenando tutti i giorni grazie a vari istituti, è il caso di Popole Misenga e Yolande Mabika, che con l’aiuto all’istituto Reação si stanno preparando alle gare in Brasile.

Lo sport deve tornare ad essere questo, lasciando da parte le scene che stiamo vedendo ad Euro2016, tante volte, in particolare nel calcio, ci si dimentica della natura profondamente umana dello sport.

Si perde troppo spesso la dimensione delle cose, fortunatamente questo team, che forse non porterà medaglie ai propri atleti, ci ricorda l’importanza della sportività e i suoi valori.

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