#PolvereDiStelle – Novak Djokovic, il “Djoker”

2013 Australian Open - Day 3

Il tennis ci ha regalato per anni molti campioni, capaci di battere record su record di slam e di vittorie in tornei importanti. Ma mai prima d’ora, dagli anni ’70 agli anni 2000, vi era stato un così netto predominio, fino al’avvento di Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic.

Oggi vi parliamo del tennista serbo, Novak Djokovic, che ha appena conquistato l’unico torneo del “Grande Slam” che ancora non aveva vinto, ovvero il Roland Garros di Parigi, vinto la scorsa domenica.

Djokovic detiene il record di 29 master series 1000 vinti, di finali a tornei ATP: è uno dei tennisti dell’era Open ad aver vinto per 2 anni 3 slam in un anno solare e potrebbe, in caso di vittoria di Wimbledon 2016, tra qualche settimana, vincere tutti e 4 gli Slam in un anno, impresa che manca dal 1978. Djokovic ha inoltre in carriera un bronzo Olimpico a Pechino 2008 e la vittoria della Coppa Davis con la sua Serbia.

Vincendo per ben 6 volte l’Australian Open, ha eguagliato il record  di Roy Emerson. E’ attuale numero 1 del ranking ATP, con molti punti di vantaggio su Andy Murray, rivale di molte finali.

Nato a Belgrado il 22 maggio 1987, Djokovic si appassionò al tennis all’età di 6 anni, quando vide la costruzione di campi da tennis vicino la sua casa. Così decise di allenarsi a questa disciplina e i suoi istruttori rimasero esterrefatti. “Nole” (così si fa chiamare dagli amici), aveva un talento impressionante e di certo avrebbe fatto strada nel mondo del tennis.

Ed infatti il giovane serbo, riuscì ad ottenere risultato pazzeschi sin da giovane, su tutte e tre le superfici: terra battuta, cemento ed erba.

Ottenne subito delle “wild car” per partecipare a tornei challenger importanti in Europa, ma si mise in mostra nel 2007, quando ottenne la finale al Roland Garros, perdendo contro Rafa Nadal, ma ancor di più nel 2008 quando ai Giochi Olimpici di Atene ottenne un meritato, e clamoroso, bronzo.

Da lì la sua carriera divenne in discesa, tanto da diventare nel 2011, già numero 1 del mondo. Dal 2011 al 2015, si è spesso scambiato di posizione con Nadal e Federer, considerati assieme a Murray e Djokovic, i big four dell’era contemporanea del tennis.

Nel 2008, Djokovic vince il suo primo torneo del Grande Slam, battendo in finale Jo-Wilfried Tsonga e conquistando l’Australian Open. Fino al 2009, ottiene anche l’US Open e nel 2010 diviene leggenda con la vittoria della Coppa Davis con la sua Nazionale, la Serbia.

Si arriva al 2011, l’anno dei record di Nole. Parte subito con la vittoria degli Australian Open in finale contro Murray (avversario più sconfitto dal  serbo in una finale). Vince titoli ATP a Dubai, Roma, Barcellona, Madrid e Stoccarda. Al Roland Garros può diventare numero 1 al mondo arrivando in finale ma viene eliminato da Roger Federer in semifinale, perdendo dopo 45 vittorie consecutive.

Ma il primato arriverà solo un mese dopo, quando a Wimbledon, batterà in finale proprio Nadal, che fino a quel momento era il primatista nella classifica ATP, e lo scavalcherà grazie ai punti ottenuti sull’erba inglese. Djokovic farà suoi anche gli US Open di settembre , chiudendo un anno strepitoso.

Nel 2012-13 e 14, Djokovic non ripete le imprese dell’anno precedente ma difende spesso il numero 1 al mondo da Nadal e Federer che spesso insidiano il suo primato. Nel 2015, Djokovic ripete le imprese del 2011, vincendo l’Australian Open, in finale ancora con Murray. Vince ancora a Roma, Montecarlo, Madrid e Dubai.

Ancora una volta il suo tallone d’Achille resta il Roland Garros, unico Slam che manca. Perde infatti in finale contro Wawrinka, dopo aver eliminato Federer e Nadal. Si rifà ancora agli US Open e a Wimbledon.

Ora per lui si aprono le porte della leggenda. Djokovic nel 2016 ha vinto già l’Australian Open, battendo in finale Andy Murray, e finalmente il Roland Garros, unico Slam che gli mancava, ancora una volta in finale contro Murray. Vincendo Wimbledon e US Open potrebbe vincere i 4 grandi Slam in un anno, che darebbero a Djokovic un posto nell’olimpo del tennis, posto che già ora si è ampiamente conquistato.

 

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