Sampdoria, Palombo: “Se non rientro nei piani ne parleremo, ma qualcuno mi deve dire qualcosa”

AS Bari v UC Sampdoria - Serie A

Una stagione amara, con solo sette presenze in campionato e un futuro ancora da decidere. Angelo Palombo ha rilasciato una lunga intervista a Il Secolo XIX: “Mai avevo giocato così poco, ma c’è sempre una prima volta. E anche questa nuova esperienza mi ha fatto crescere. Mi ha insegnato a distinguere le persone vere dalle finte, a non dare più confidenza a chiunque, ma solo a chi se la merita. Come l’ho vissuta? Male. Per la squadra è stata una stagione fallimentare. E stando fuori soffrivo ancora di più. Ero nervoso, arrabbiato. Non sono uno che si accontenta dello stipendio e non sono capace di fare finta di niente. A parte qualche piccolo acciacco, dovuto principalmente allo scarso impiego, sono sempre stato bene”.
Palombo respinge anche le diverse critiche sulla scarsa professionalità: “Ho sempre accettato le critiche sul gioco. Ma le invenzioni no. E quest’hanno ho avuto la sensazione che da parte di un po’ di gente ci fosse della prevenzione nei miei confronti. Parlo di una minoranza, perchè la tifoseria va solo ringraziata per averci sempre sostenuto in questa annata di delusioni. Si è creduto più a certe malignità che alla mia sampdorianità. E poi tutte voci, senza riscontro. Senza prove. Che hanno incattivito l’ambiente. Noi calciatori sappiamo di essere dei privilegiati, ma questo non può diventare una colpa. E sappiamo anche di dover sputare sangue per questa maglia. Mal di schiena sospetto? Certo, ho fatto finta, chiedete al dottore delle infiltrazioni cortisoniche. Ho la coscienza a posto. Ho sempre amato, onorato e rispettato questa maglia. Per il resto, so che non posso piacere a tutti e per carattere non faccio niente per piacere a tutti. Osti mi è sempre stato molto vicino. Abbastanza anche Ferrero e Romei”.
Chiusura finale sul suo futuro, ancora tutto da scrivere: “Un altro anno così? Beh, no. Qualcosa ho sbagliato anche io, magari qualche atteggiamento, reagire di più talvolta anzichè abbattermi. Ma non ho mai fatto polemica, lo giuro sulla mia famiglia. Mi piacerebbe fare una grande stagione, ma mi deve essere concessa la possibilità di giocarmi il posto. Se mi diranno che non rientro nei piani ne parleremo, ma qualcuno mi deve dire qualcosa. Le cose dette in faccia sono le migliori. Non voglio essere e non sarò mai un peso per nessuno. Tanto meno per la Samp. So anche di non avere più dieci anni di carriera davanti a me, ma un paio. Per questo ho ancora più bava alla bocca, per questo mi sento un leone in gabbia. Ho voluto puntualizzare un paio di cose per ricordare che esisto. Indipendentemente dal numero di partite che gioco. Una, 10 o 20. Non sono stato fuori perchè mi ubriacavo o perchè ho picchiato Montella.

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