#RoadToEuro2016 – Ungheria, il ritorno di una nobile decaduta

Eb-pótselejtezõ - Magyarország-Norvégia

La nostra terzultima tappa in giro per l’Europa ci porta in Ungheria, una nobile decaduta che si appresta a rientrare di prepotenza nel calcio che conta. Considerata ormai una delle cenerentole dell’Europeo francese, l’Ungheria in passato è stata una delle compagini più forti di sempre, pur non avendo mai centrato una vittoria in campo internazionale. La mancata vittoria ad un torneo come il Mondiale o l’Europeo ha bloccato lo sviluppo e la crescita del calcio Ungherese, il ché ha portato la scuola magiara ad un lento e inesorabile declino. La qualificazione ad un Campionato Europeo mancava dal 1972. Sono passati ben 44 anni prima che la Nazionale Ungherese riuscisse a qualificarsi per la competizione continentale, il ché pone al centro dei riflettori la rosa Magiara, pronta a riprendersi il suo posto nell’elité del calcio mondiale.

Bernd Storck, CT della Nazionale Ungherese

Bernd Storck, CT della Nazionale Ungherese

La partecipazione all’Europeo dell’Ungheria non era assolutamente scontata, anzi, per molti è sembrata addirittura impossibile. L’autore di questo miracolo sportivo è il CT dei magiari, Bernd Storck. Richiamato per la seconda volta sulla panchina dell’Ungheria, Storck è rientrato tra le file Ungheresi dopo aver portato avanti un progetto con la stessa Nazionale Under 20 nel 2015, riuscendo a passare la fase a gironi del Mondiale e a battagliare testa a testa contro la Serbia che li sconfisse per 2-1 solo ai tempi supplementari. Considerando che poi la Serbia riuscì a vincere il Mondiale, bisogna dar merito al CT e a tutta la rosa dei giovani calciatori. Come anticipato in precedenza, Storck viene richiamato sulla panchina dell’Ungheria dopo esserci stato prima come assistente e poi come CT dal 2008 al 2010, ottenendo dei risultati pessimi che hanno costretto la Magyar Labdarúgó Szövetség (Federazione Calcistica Ungherese) ad allontanarlo dal ruolo di commissario tecnico. La seconda opportunità per Storck giunse dopo la grande prestazione contro la Serbia Under-20, dopo che l’ex CT, Pál Dárdai lasciò i magiari per andare ad allenare l’Herta Berlino in Bundesliga, con cui sta ottenendo degli ottimi risultati. Pur non essendo mai stato un grande allenatore, Storck dall’alto della sua esperienza e visto il passato in giro per l’Europa, ha saputo ricompattare tutta la rosa, selezionando i migliori calciatori a livello Nazionale e sviluppando un idea di gioco creando una vera e propria squadra, differenziandola dalla classica “selezione”. Facendo coesistere la vecchia guardia con i calciatori della nuova generazione, capaci di tener testa alla futura squadra campione del mondo Under-20, Storck ha ringiovanito la rosa, riportando entusiasmo e voglia di vincere, particolari che hanno fatto la differenza contro la Norvegia durante gli spareggi per la qualificazione al torneo francese. Non a caso la Nazionale ungherese si trova al 18° posto della classifica FIFA, mettendosi dietro squadre come Francia, Croazia, Ucraina, Russia e Svezia, tutte squadre molto più forti sulla carta. La qualificazione all’Europeo non è stata per niente facile per gli Ungheresi, tant’è vero che sono riusciti a passare solo dopo aver battuto la Norvegia negli spareggi, riuscendo a compiere un’altra impresa visto che i magiari non riuscivano a battere i norvegesi dal 1981.

Gabor Kiraly, portiere della Nazionale Ungherese

Gabor Kiraly, portiere della Nazionale Ungherese

Le partite del girone di qualificazione non sono state tutte piene di vittorie e successi, anzi, l’equilibrio tra le compagini europee è stato talmente alto da far decidere tutto nelle ultime partite. In un girone in cui si sfidano Romania, Finlandia, Ungheria, Irlanda del Nord, Grecia e Isole Far Oer, la qualificazione è più che mai aperta se poi tra le pretendenti ci si infila di rpepotenza la compagine britannica. Molto probabilmente la Norvegia ha preso sotto gamba la squadra ungherese convinta di aver già la qualificazione in tasca. Detto fatto, i magiari hanno vinto sia all’andata che al ritorno, completando questo capolavoro calcistico. Ecco perché ancora una volta bisogna sottolineare l’importanza di questa qualificazione ottenuta con il sacrificio ed il duro lavoro. Ormai sono lontani i tempi in cui la Nazionale ungherese degli anni 50′ imponeva il suo calcio grazie al famoso modulo a M, il “Sistema” come veniva chiamato una volta. Anche se, riguardando attentamente tutte le grandi squadre di oggi, troviamo un pizzico di quella grande Nazionale allenata da Gusztav Sebes. Ormai tutte le grandi squadre come Barcellona, Juventus, Bayern e Real Madrid, stanno virando su di un concetto calcistico votato all’attacco, facendo ritornare di moda un insolito 3-4-3 in fase di possesso, facendo allargare i calciatori il più possibile e andando ad occupare tutte le zone del campo disponibili. Paradossalmente, questo tipo di calcio non viene applicato dall’Ungheria ma bensì dalle migliori squadre europee. Non avendo il potenziale tecnico di queste grandi squadre, l’Ungheria dovrà concentrarsi di più sulla corsa e sulla voglia di vincere, senza tralasciare ovviamente gli aspetti tecnico-tattici di vitale importanza al giorno d’oggi. Sacrificio, corsa e volontà saranno le armi in più di questa nobile decaduta destinata a ritornare agli antichi splendori. Servirà tempo per costruire una squadra degna a confrontarsi con le altre compagini come Spagna, Francia, Germania e Inghilterra, ma una buona base c’è e non è da sottovalutare. Tra i 31 Pre-convocati di Storck troviamo anche 3 giovani calciatori di tutto rispetto, “prelevati” dalla sua precedente esperienza nell’Under 20 Ungherese. Adam Nagy è un mediano molto abile palla al piede e dotato di una buona tecnica, tanto da interessare a numerose squadre di Premier tra cui troviamo il Liverpool ed il Chelsea. Mate Vida è un altro centrocampista molto bravo con la palla al piede. Pur essendo un classe 96′, Vida si distingue per la sua tenacia in mezzo al campo. Ultimo ma non meno importante è Roland Sallai, trequartista classe 1997. Sallai è un ottimo trequartista ma difficilmente lo vedremo agli europei, vista la predominanza di gente come Gera, Dzsudzsak e Gyurcso in quella zona del campo. Oltre ai sopra citati dobbiamo ricordare l’importanza di un uomo simbolo della nazionale ungherese, ovvero il portiere Gabor Kiraly, fresco quarantenne riconoscibile dai pantaloni in tuta indossati ad ogni partita, vero uomo spogliatoio della Nazionale magiara. Le premesse per disputare delle buone partite ci sono, anche se il girone riserverà degli spiacevoli inconvenienti che si chiamano Portogallo, Austria e Islanda, tre ottime squadre che non lasceranno niente agli avversari. Esordio il 14 Giugno a Bordeaux contro l’Austria di Alaba e Arnautovic, ma siamo certi che i magiari non lasceranno niente al caso, giocandosela a viso aperto e senza timore degli avversari.

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