Juventus, Marotta: “Definiremo il futuro di Morata nel giro dei prossimi 10 giorni”

SPORT, CALCIO: JUVENTUS-PARMA

Lunga intervista per direttore generale della Juventus Beppe Marotta che, dalle pagine di Tuttosport, ha toccato diversi argomenti. L’ex dirigente della Sampdoria si è soffermato innanzitutto sul mercato: “L’addio a Conte e la scelta di Allegri? Massimiliano è una persona molto intelligente e riflessiva. Sa sempre come comportarsi. Il passaggio è stato fatto anche nella rosa. Per Pirlo, Tevez e Vidal sapevamo in anticipo e in anticipo ci siamo mossi. Dybala? A un certo punto stavamo per perderlo, allora ci siamo mossi immediatamente e abbiamo rilanciato. Quando sei così sicuro di un giocatore, non puoi permetterti di perderlo, anche a costo di pagarlo leggermente di più. Quei soldi sono comunque un investimento e il fatto che Dybala abbia raddoppiato il suo valore in dodici mesi ne è la dimostrazione”.
E sul futuro di Alvaro Morata e il possibile sostituto: “Definiremo il futuro di Morata nel giro dei prossimi 10 giorni, due settimane. E anche la volontà del ragazzo avrà un certo peso. Una volta parlato con il Real Madrid, agiremo di conseguenza sul mercato. Cavani e Lukaku alternative? Stiamo monitorando diverse piste, fermo restando che noi cerchiamo “giocatori da Juve”. Berardi è un ottimo giocatore, valuteremo con la dovuta calma cosa sia meglio per noi e per il ragazzo che comunque, se acquisteremo, resterà con noi”.

Marotta ha poi ricordato il suo arrivo e la situazione tutt’altro che facile trovata sei anni fa: “Ma non è stato mica facile. All’inizio trovammo un disastro, situazione difficile sia in società che nella rosa. E poco tempo a disposizione per preparare la stagione successiva a partire dalla scelta dell’allenatore. Era impressionante il clima dello spogliatoio, quasi depresso, erano tutti scoraggiati dai risultati e dalle circostanze agonistiche degli ultimi anni. Mi ricordo quando chiamai Camoranesi… Mentre lo aspettavo nel mio ufficio pensavo: questo è un campione del mondo e devo dirgli di andarsene. E poi vi confesso che temevo reazioni un po’ forti, visto che giravano leggende, non so quanto vere, su scrivanie rovesciate da Ibrahimovic qualche anno prima. Camoranesi invece mi stupì, perché mi disse: ha ragione lei, qui bisogna cambiare tutto e tutti per far risorgere la Juventus”.

Commento finale sulla possibilità di portare anche in Italia le seconde squadre: “Poter tenere vicini i nostri giovani, farli crescere al fianco dei campioni e nelle stesso tempo dare loro la possibilità di giocare con continuità potrebbe dare nuova linfa a tutto il movimento italiano, nel quale le giovani promesse finiscono troppo spesso per perdersi”.

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