Fiorentina, Pasqual ai saluti: “Avrei voluto finire la carriera a Firenze”

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Tra i tanti addi a cui abbiamo assistito questa stagione, quello tra Pasqual e la Fiorentina è quello che ha lasciato l’amaro in bocca più di tutti, con il capitano viola costretto ad abbandonare la società toscana non per sua scelta. Durante la conferenza stampa di oggi organizzata per salutare i tifosi fiorentini e per parlare della causa di questa separazione: “Voglio ringraziare la società che mi ha permesso di giocare in uno dei club più importanti d’Europa: non mi aspettavo tanto casino per il mio addio, la gente mi ha dimostrato grandissimo affetto. Avrei voluto chiudere la carriera qui ma fa niente, la vita va avanti. L’importante è aver lasciato un buon ricordo nella gente. Ringrazio tutti i compagni di squadra avuti in questi anni: un plauso speciale a Toni, che lascia il calcio dopo una carriera fantastica. Ad ottobre-novembre parlai con il comparto tecnico: giocavo poco e non ero contento, mi dissero che mi avrebbero lasciato andare dove preferivo. Il presidente però si oppose e disse che io ero un uomo della società, questa fiducia mi ha fatto piacere. Andrea Della Valle mi comunicò anche che non rientravo più nei piani tecnici ed io lo accettai, anche se avrei preferito che questa cosa me l’avesse detta chi l’ha decisa”. Pare dunque che la scelta di escludere Pasqual dai piani tecnici della società sia stata presa esclusivamente dallo staf tecnico di Sousa e non dalla società. Infine Pasqual ha parlato dei suoi ricordi a Firenze, della sottrazione della fascia di capitano e del prossimo futuro: “I ricordi sono tanti, dalla conquista della Nazionale alle gare di Champions, anche se forse il migliore è quello dei festeggiamenti con i tifosi dopo un goal contro l’Udinese in Coppa Italia. Le 350 presenze? E’ un grande traguardo, mi auguro che qualcun altro possa raggiungerlo. Il fatto di essere accostato anche numericamente ad Antognoni mi inorgoglisce, lui però era un campione assoluto. Non so perché questo sia successo, dovete chiedere a Sousa dato che è stato lui a prendere questa decisione. Io ritenevo di essere l’uomo giusto per quel ruolo, alla fine però vado via a testa alta. Consigli per Gonzalo? Non ne ha bisogno, è a Firenze da quattro anni e sa benissimo come comportarsi. Spero che Astori in futuro prenda il mio numero di maglia. Io all’Empoli? Non so, dovrò valutare al meglio tutte le possibilità che mi saranno offerte. La cosa più dura è stata dire a mio figlio che ci dovremo trasferire, purtroppo fa parte del lavoro. La stagione della Fiorentina? In passato dissi già che non sarebbe stato facile confermarsi, qualche rimpianto c’è per il cammino in Coppa Italia che doveva essere migliore. Con qualche innesto si potrà fare meglio, lascio questa squadra in buone mani”.

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