#ESCLUSIVA – Walter Novellino: “De Zerbi? Bravo, ma deve rimanere se stesso senza copiare nessuno”

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Walter Novellino, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Roberto Panetta, Lega PRO-NTI&VIA.
Ecco le parole dell’ex allenatore del Palermo:

Tra le promosse in serie B chi l’ha stupìta di più?

“Il Benevento ha un allenatore in gamba che ha molta esperienza, sono molto contento per la città e per la gente che aspettava da tanto tempo la serie B, la società ha una grande struttura e hanno fatto un grande campionato. Il Cittadella ha giocatori d’esperienza e anche la Spal ha trascorsi dal passato importante”.

Quest’anno ci sono state promozioni di lusso dalla serie D alla Lega Pro…

“C’è stato il ritorno importante del Gubbio che per me merita un gradino in alto nella classifica. Sono felice per la cittadina, felicissimo per Venezia e Piacenza che sono due squadre che ho allenato, insomma c’è un ritorno tra i professionisti di città e squadre importanti. Lo stesso Parma, sono piazze che meritano un grande applauso da parte di tutti noi, città che hanno dato tanto al calcio”.

A Venezia e Piacenza ha dei ricordi particolari visto che le ha portate entrambe in serie A?

“Sono piazze straordinarie, con grandi presidenti, come il Piacenza che aveva dietro la famiglia Garini con una struttura importante, sono stati anni indimenticabili con il Venezia che non tornava in A da 32 anni. Sono contento che rientrano nel grande calcio e sicuro che faranno un grande campionato di Lega Pro, pronte al salto di qualità”.

Chi vede favorita per la serie B in questi spareggi finali?

“I playoff sono diversi dal campionato, conta più di tutto la condizione fisica e mentale. Ci sono squadre con valori importanti quali Foggia, Lecce; l’Alessandria è arrivata in semifinale di Coppa Italia, una squadra che le partite importanti è difficile che le sbagli. Anche il Lecce, così come il Foggia, deve stare attento nonostante abbia un grande allenatore. I playoff sono un terno al lotto, chi sta più bene fisicamente e mentalmente la può spuntare sugli altri”.

Braglia è un grande tecnico che può riportare il Lecce in alto?

“Il Lecce ha preso un grande allenatore, che conosce bene la categoria. Forse non ha avuto i giusti meriti per quello che ha fatto come allenatore, una persona che conosco e vorrei facesse bene”.

Che cosa ne pensa della sfida tra Gattuso e Bucchi in Pisa-Maceratese?

“Rino ha fatto una grande scelta, quella di ricominciare dalla C1 e sta facendo un grandissimo campionato, si sta arricchendo di esperienza, è partito subito in quarta invece l’esperienza delle categorie minori gli servirà tantissimo nel prosieguo della sua carriera. Bucchi ha fatto bene ma lo conosco poco, la Maceratese in questi due anni ha fatto grandi cose e quindi sono convinto che dietro ci sia una società importante perché dove ci sono dei risultati c’è sempre una struttura importante”.

Per quanto riguarda i playout ha delle squadre che le stanno più cuore di altre?

“Spero che il Mantova si salvi perché è la città della cultura… Piacenza è una città dove io sono stato benissimo, mi auguro veramente che si possano salvare, non me ne vogliano le altre”.

Deluso dal Rimini di Leo Acori?

“Mi aspettavo che si salvasse prima, ma Acori è arrivato in ritardo. È un grande amico e gli auguro di cuore di farcela perché lui fece benissimo con la doppia promozione dalla C2 alla B. Pensavo che si salvassero senza playout ma con l’Aquila non sarà semplice, in questi anni ha lottato per salire di categoria. Se non sei a posto fisicamente fai fatica con tutti”.

Che cosa ne pensa del suo pupillo David Di Michele sulla panchina della Lupa Roma impegnata nello spareggio retrocessione con il Prato?

“Gli auguro veramente di poter far bene e di salvarsi perché ce l’ho avuto come calciatore e sono convinto che, anche se è dura fare l’allenatore, questo gli servirà da esperienza per un futuro migliore perché ha le qualità per farlo. Già quando era un mio giocatore si informava molto sul 4-4-2 o sul 4-2-3-1, insomma su tutto quello che facevo io”.

Tra gli allenatori di Lega Pro vede un nuovo Novellino?

“È sempre stato Braglia il nuovo Novellino per me, seppure abbiamo caratteri differenti. Bravi sono anche De Zerbi e Di Michele, hanno tutti una scuola importante ma devono rimanere loro stessi e non copiare alcuno”.

Lei è un recordman di promozioni, ma tutto partì dal piccolo Gualdo Tadino…

“Devo solo ringraziare la città ma in particolare il presidente Angelo Barberini, è stato l’uomo potente e forte della struttura, una persona che mi ha dato molto, forse io non ho dato quello che si aspettava ma ce l’ho messa tutta”.

Quei rigori maledetti contro l’Avellino di Zibì Boniek vi costarono la promozione in serie B…

“Boniek fece solo quella partita lì. Il discorso è sempre quello, di avere quel pizzico di fortuna che serve un po’ a tutti. Purtroppo quel maledetto rigore, il palo di Arturo Di Napoli, ha condizionato tutto ma il presidente Barberini non ha mai mollato e gli anni successivi è sempre stato protagonista, una persona cara che io ricordo con molto affetto, che poi ci ha lasciato e mi è molto dispiaciuto. Credo che la C2 che abbiamo vinto a Gualdo è stata l’emozione più grande e la più bella, giocavamo veramente bene”.

Era il primo Novellino…

“Era il mio 4-4-1-1 che va tanto di moda adesso, con il Leicester di Ranieri, ma noi lo facevamo già da allora. Io devo ringraziare solo il Gualdo, da lì sono partito, ultimamente ho avuto un periodo non fortunato però ci riprenderemo, fa parte della vita”.

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