#Approfondimento – Ibrahimovic, da Re a Leggenda in quattro anni a Parigi

Paris Saint Germain-Dinamo Kiev Champions League

Dopo 178 presenze, 152 gol e 60 assist con la maglia del Paris Saint-Germain, Zalatan Ibrahimovic lascierà la Capitale francese al termine della stagione. Con un post apparso questa mattina sui social del giocatore svedese, è arrivato l’annuncio ufficiale del suo addio alla Ligue 1: “My last game tomorrow at Parc des Princes. I came like a king, left like a legend” che tradotto in italiano significa: “Domani è la mia ultima gara al Parco dei Principi (lo stadio del PSG, ndr). Sono arrivato come un re, me ne vado come una leggenda.”

Certamente non è un’affermazione umile, ma conoscendo Ibrahimovic non potevamo che aspettarci una frase a effetto per salutare i supi tifosi. E come dargli torto? Da quando è arrivato dal Milan, nell’estate del 2012, Zlatan ha portato a Parigi ben 12 trofei: 4 scudetti, 3 coppe di lega, una coppa francese, e 4 supercoppe francesi. Ha vinto tre volte il titolo di capocannoniere, arrivando terzo solo nella stagione 14/15, ma le presenze in quel campionato furono solamente 24 e riuscì comunque a segnare 19 gol.

In foto, uno dei suoi gol più belli in terra francese: nella partita contro il Bastia, valida per la stagione 13/14, Zlatan firma un gol pazzesco, con un tacco volante che non lascia scampo né al difensore né al portiere.

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La sua stagione migliore? Anche qui Ibra riesce a sorprendere tutti. Infatti, la stagione migliore nei quattro anni in Francia è proprio quella che si sta per concludere. All’età di 34 anni (35 a ottobre), Zlatan colleziona 49 presenze, in cui segna 46 gol e “sforna” ben 18 assist. Numeri incredibili se si guarda la carta d’identità dell’attaccante nato a Malmo. E nella gara di domani può ancora incrementare il suo score.

Peccato per la Champions League, il trofeo che Ibra insegue da sempre e non è mai riuscito a vincere. Ma anche in questa competizione, Ibracadabra ha fatto il salto di qualità. Prima di arrivare in Francia, alla punta svedese è stato sempre criticato di non essere decisivo nelle partite della fase finale della Champions League, quindi dagli ottavi in poi. E’ anche vero che negli ultimi 4 anni il PSG si è sempre fermato ai quarti di finale, ma il perno dell’attacco parigino ha segnato ben 8 gol in 13 presenze nelle fasi finali. Il mito della poca incisività di Ibrahimovic in Champions League si può dire ormai sfatato. La sua stagione migliore nella coppa dalle grandi orecchie? Probabilmente la stagione 13/14, in cui ha segnato 10 gol in sole 8 presenze.

In questi 4 anni, Zlatan ha sfatato anche il mito di giocatore egoista e solitario. Il suo gioco, i suoi movimenti e i suoi passaggi sono molto diversi rispetto agli anni in cui a militato in Serie A con Juventus, Milan e Inter. Basta guardare qualche partita del PSG per capire subito come Ibra non sia più un attaccante esclusivamente da area di rigore. Lo svedese va a prendersi spesso il pallone sulla trequarti, costruisce il gioco, disegna traiettorie, fa sponde per i compagni, un pò alla Totti. Ma non per questo il suo score di gol segnati ne ha risentito, anzi. Non corre più come una volta, ma in compenso fa correre il pallone. I 60 assist nelle 4 stagioni lo dimostrano.

Domani sera contro il Nantes, alle ore 21, andrà in scena l’ultima partita di Ibrahimovic con la maglia del Paris Saint-Germain: il Parco dei Principi potrà salutare l’ultima volta il loro trascinatore, il loro bomber, il loro capitano, il loro leader e la loro leggenda.

 

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